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29 Marzo 2019 - 19:18
Non l’ospedale, non il Viale. Il nome di Gian Paolo Brizio, ex sindaco di Ciriè e Presidente della Regione Piemonte, svetterà nel salone consiliare di Palazzo D’Oria, dove per tanti anni si impegnò per lo sviluppo della città e della sua classe dirigente. “A dieci anni dalla morte, riteniamo di dover onorare la memoria di un uomo che ha fatto tanto per la crescita di Ciriè - spiega il presidente del consiglio, Guido Bili -. Fu proprio di Brizio l’intuizione che portò allo sviluppo della “città dei servizi” . A quei tempi si confrontavano due differenti visioni. Il Partito Comunista voleva concentrarsi sull’emergenza casa come risposta immediata all’industrializzazione, mentre Brizio scelse di garantire una serie di servizi per la crescita globale di Ciriè, dalla scuola all’ospedale, fino agli asili. Una risposta molto più ad ampio raggio che ha portato la nostra città a crescere come centro dei servizi, in gran parte ancora oggi mantenuti. Le scelte di Brizio avvantaggiarono le classi meno abbienti, che grazie all’istruzione poterono trovare soluzioni di vita migliori rispetto ai padri e ai nonni”. La scelta di intitolargli il salone consiliare è stata concordata con la famiglia. “Avevamo diverse soluzioni che ci potevano apparire interessanti, abbiamo scelto questa per non perdere ulteriore tempo” spiega Bili. Adesso partirà la procedura, con la richiesta alla prefettura. Nei prossimi mesi, intanto, la figura di Brizio sarà commemorata dall’Amministrazione in collaborazione con la Fondazione Donat-Cattin. Salta quindi l’intitolazione dell’ospedale della città dei D’Oria, alla quale anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino si era detto favorevole. “Intitolare l’ospedale a Brizio? Mi sembra un’ottima idea, mi auguro vada in porto - ci aveva detto -. Brizio per Ciriè è stato un punto di riferimento storico sia da sindaco sia da Presidente della Regione. Una figura importante per la città che rappresenta il livello più elevato possibile della politica”. Tante belle parole alle quali, però, non sono mai seguiti i fatti... “La Regione credo abbia una sua linea per quanto riguarda l’intitolazione degli enti di sua proprietà - spiega Bili -. La linea non è ancora così definita, per cui abbiamo deciso di non far passare ulteriore tempo e concentrarci sulla sala consilariare. Nulla vieta che nel tempo, qualora la Regione abbia una linea più definita, si possa riprendere questo progetto. Sicuramente l’intitolazione dell’ospedale ci avrebbe fatto piacere, ma credo che su tematiche di questo tipo ogni ente abbia una linea propria da seguire”.
Una linea, quella dell’AslTo4, che ancora non si è riusciti bene a capire. Va beh, a meno che non si pensi male. Sul tavolo dei vertici dell’azienda sanitaria e della Regione Piemonte, infatti, di proposte di intitolazione ne sono arrivate due. Oltre a Ciriè c’è pure l’ospedale di Chivasso. E di chi si parlava? Dell’ex assessore regionale della giunta Ghigo, già sindaco di Montanaro, Antonio D’Ambrosio. Ecco, l’iniziativa non piacque al centrosinistra regionale che tutto avrebbe voluto meno che intitolare il nosocomio chivassese ad un esponente di Alleanza Nazionale. Viceversa la volontà di intitolare l’ospedale di Ciriè a Brizio, democristiano della corrente di Donat Cattin, pare ci fosse. Regione e AslTo4 si sono così ritrovati in mano due intitolazioni: una più gradita, l’altra meno. Alla fine, da quel che si dice, sembra si sia deciso di stoppare tutto per non scontentare nessuno. Non sia mia che procedessero con entrambe le intitolazioni: avrebbero accontentato tutti...
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