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22 Dicembre 2021 - 16:17
Il container nel cortile dell’Istituto comprensivo
CIGLIANO. Nel cortile dell’istituto “Don Evasio Ferraris” è arrivato il tanto discusso modulo aggiuntivo, voluto dal Comune per ampliare gli spazi didattici della scuola. Un’operazione aspramente criticata dalle minoranze consiliari, soprattutto per i costi: il noleggio del modulo costa infatti circa 70 mila euro per sette mesi di utilizzo (anzi: considerando che l’anno scolastico termina a giugno, meno di sei).
A criticare la scelta dell’Amministrazione c’è anche Francesca Rigazio, segretaria del locale circolo Pd: «Questo modulo aggiuntivo poteva andare bene quando si è capito che la “Ortensia Marengo” non avrebbe riaperto, un anno e mezzo fa. Sarebbe stata la soluzione ideale a quel tempo, e collocandolo in altri spazi, e non nel cortile del nostro istituto. Sono stati spesi 300 mila euro per adattare la “Don Evasio Ferraris” ad ospitare i bimbi della materna, arrivando però a togliere la metà dello spazio all’aria aperta disponibile, limitando inevitabilmente le attività esterne. Spero che questo modulo sia davvero utile al personale scolastico e agli alunni. Spero ancor di più che il prossimo anno scolastico i nostri bambini tornino ad avere la loro scuola agibile».
La capogruppo di minoranza Bruna Filippi dichiara: «Avevamo proposto noi stessi la realizzazione di una scuola provvisoria, in attesa della riqualificazione della “Ortensia Marengo”. Una proposta respinta dall’Amministrazione, che decide però di occupare il cortile dell’istituto scolastico con un container, peraltro non arrivato a inizio anno scolastico, ma alle soglie delle vacanze natalizie».
Sull’utilizzo che verrà fato del modulo aggiuntivo ancora non si sa nulla. Il sindaco Diego Marchetti ha ribadito l’estraneità del Comune alle decisioni sulla destinazione d’uso della struttura provvisoria. «Il Comune ha investito fondi stanziati dal Governo per aumentare gli spazi della scuola. Ora è compito della dirigenza scolastica decidere cosa farne. Noi non possiamo e non vigliamo interferire con le loro decisioni» spiega Marchetti, che continua negando alcune voci di paese sulla questione: «Qualcuno pensa, o almeno così mi è stato detto, che il modulo aggiuntivo diventerà un’aula Covid. è pura fantascienza: le aule Covid non esistono, da nessuna parte e almeno qui a Cigliano non esisteranno mai».
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