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CIGLIANO. Il parco giochi esistente è inagibile, quello nuovo è ancora sulla carta

CIGLIANO. Il parco giochi esistente è inagibile, quello nuovo è ancora sulla carta

Lo scivolo è inutilizzabile

CIGLIANO. Il parco giochi del paese è sempre più un oggetto misterioso. A distanza di un anno dall’approvazione del progetto definitivo della nuova area in via Moncrivello, infatti, delle nuove installazioni non c’è nemmeno l’ombra. L’investimento da 70 mila euro previsto dalla Giunta Marchetti per dare un nuovo spazio di gioco ai bambini è solo sulla carta.

Attrezzature inagibili

Il parco giochi esistente, quello accanto al palazzetto dello sport, intanto, è inagibile. «Sono pericolosi e non possono essere utilizzati», aveva spiegato l’Amministrazione.

Ma chi ne ha deciso la chiusura del parco giochi? Non il Comune, stando alle dichiarazioni del sindaco Diego Marchetti: «L’area del parco giochi di via Moncrivello è di competenza del gestore del palazzetto dello sport. Nel bando per l’affidamento della struttura era infatti presente anche la gestione e la cura del parco giochi.

Hanno deciso di renderlo inaccessibile perché una giostra risulta non sicura per i bambini. Quasi tutti i giorni venivano segnalate persone che toglievano i sigilli e facevano utilizzare la giostra ai bambini. Per questo il gestore ha deciso per la chiusura completa dell’area».

Dal canto suo, il gestore del palazzetto dello sport Marco Calandra si affida ai social per confermare la decisione di rendere inaccessibile il parco giochi: «è chiuso perché non è in sicurezza. Abbiamo pazientato dieci mesi prima di chiuderlo. Ci sembra un tempo accettabile».

Sulla questione interviene anche la consigliera di minoranza Bruna Filippi: «Le giostre - spiega - sono state a norma sempre e per diversi anni, poi acqua e sole le hanno rovinate. Ogni anno venivano effettuati controlli e manutenzione per consentire il gioco.

A fine 2018 si è rotta l’altalena più grande e da segnalazione fatta dall’allora gestore il responsabile dell’ufficio tecnico aveva fatto smantellare la giostra e chiamato la ditta per un controllo. Si era quindi deciso di procedere allo smantellamento anche del castello e della pedana e alla sostituzione con giostre nuove, che avevo anche visionato con il responsabile dell’ufficio, e che giacciono nello scantinato del palazzetto da marzo 2020».

Il nuovo progetto

Marchetti spiega inoltre i ritardi per la realizzazione del nuovo parco giochi: «Vogliamo realizzare un’area che sia fruibile da tutti, adatta ai disabili e moderna. L’Ufficio tecnico sta lavorando in questa direzione. Appena saremo pronti partiremo con i lavori».

Il progetto trova però l’opposizione della consigliera Filippi. Motivo? L’ubicazione prevista per far sorgere il nuovo parco giochi. Il progetto iniziale approvato il 21 settembre 2020 prevedeva infatti la riqualificazione del parco già presente.

A maggio dello stesso anno l’Amministrazione ha però comunicato nuove intenzioni, revocando la delibera precedente e comunicando che il nuovo parco sarebbe stato realizzato nel campo da calcio libero adiacente al Palazzetto dello Sport.

Secondo Filippi questa decisione porterebbe molti problemi: «Quel campo è il più frequentato dai ragazzi per giocare a pallone nel tempo libero. Inoltre è utilizzato dagli insegnanti di educazione fisica delle scuole per preparare i Giochi provinciali e regionali della Gioventù.

In tal senso vengono svolti allenamenti di corsa campestre, salto a ostacoli, corsa di velocità e lancio del vortex. In primavera l’area viene inoltre usata per percorsi di mountain bike, tornei di mini volley e molte altre attività sportive. Vogliamo davvero privare i giovani ciglianesi di tutto ciò?» afferma Filippi, che a tal proposito ha depositato una mozione in Comune: «Vogliamo che il campo venga lasciato libero e che si ripristini il parco già esistente. Inoltre l’area indicata dal Comune per il nuovo parco giochi è inserita nel Piano di sicurezza della Protezione Civile quale sito in cui installare eventuali tendopoli e allestire punti di raccolta, in caso di gravi calamità. Forse sarebbe meglio lasciarla così com’è».

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