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30 Settembre 2021 - 11:00
Uno degli ingressi dell’Istituto “Don Evasio Ferraris”
CIGLIANO. La decisione dell’Amministrazione di collocare la scuola d’infanzia nei locali dell’Istituto “Don Evasio Ferraris”, a più di un anno dalla chiusura per inagibilità dell’edificio della “Ortensia Marengo” (il cui futuro ancora non è stato chiarito, e non c’è un progetto di intervento) non è mai andata giù alle minoranze consiliari.
Bruna Filippi, capogruppo di “Tradizione e futuro per Cigliano”, dichiara: «Alle maestre della scuola d’infanzia mando l’augurio più grande. Ci vorrà tanta volontà e capacità per riuscire a compensare tutto ciò che mancherà ai piccoli alunni: la fondamentale visione del mondo esterno con quelle finestre altissime, il contatto con la natura, le esplorazioni spontanee e grande attenzione per quel cortile tutto cemento, ringhiere, cordoli e sbarre!
La scuola dell’infanzia è del tutto particolare, accresce e matura attraverso scoperta, osservazione, manipolazione, motricità. Per ciò che ho cercato di fare durante la mia carriera di maestra, sento il dovere di chiedere scusa a tutti i bambini per non essere riuscita a far comprendere a chi di dovere che gli spazi dove si sviluppano autonomia, competenza, relazione, sono completamente diversi. Cigliano purtroppo è diventato il paese dell’infanzia negata».
Contestualmente la stessa Filippi lo scorso 15 settembre ha depositato in Municipio un’interrogazione con cui chiede copia dei verbali di verifica delle situazioni di pericolo/sicurezza, derivate dalle modifiche apportate con i lavori di adeguamento alle aule per ospitare la scuola d’infanzia, in particolare per quanto riguarda il piano di evacuazione.
L’accesso agli atti è però stato respinto dal sindaco Diego Marchetti, che afferma: «La signora Filippi ha quindici anni di esperienza in Amministrazione, è stata vicesindaco e ha avuto deleghe alla scuola. Peccato che tutto ciò non sia servito a farle capire come funzionino certe cose. Queste richieste vanno fatte al dirigente scolastico, Rita Baglieri. Il Comune non gestisce la scuola».
Un altro consigliere di minoranza, Flavio Ranalli di “Viviamo insieme Cigliano”, si concentra invece sul noleggio di un modulo da destinare al plesso scolastico per l’anno scolastico 2021/2022: noleggio costato 60 mila euro e finanziato con fondi ministeriali: «Per far posto alle sezioni della scuola d’infanzia - dice Ranalli - gli altri ordini scolastici hanno dovuto rinunciare ad alcuni spazi per ottenere il distanziamento necessario a rispettare le misure di prevenzione sanitaria.
E adesso noleggiamo un “modulo” per recuperarne uno? Noleggiare significa che andrà restituito, che sarà a disposizione per un tempo limitato. Quindi i cittadini pagheranno, con le loro tasse, per mettere a disposizione dei loro figli uno spazio a tempo limitato, quando ne avevano uno di proprietà.
Dopo aver perso un contributo a fondo perduto da 140 mila euro per l’incapacità di presentare un progetto di recupero della Ortensia Marengo, che avrebbe fatto risparmiare quello che stiamo spendendo per la riqualificazione della “Don Evasio Ferraris”, adesso il sindaco non trova di meglio che noleggiare uno spazio aggiuntivo».
Marchetti replica seccamente anche a Ranalli: «Abbiamo partecipato a un bando del Ministero, l’abbiamo vinto e abbiamo utilizzato quei soldi per dare al nostro Istituto scolastico uno spazio in più.
Come lo utilizzeranno lo deciderà la scuola stessa. I cittadini non dovranno tirare fuori nemmeno un euro. Invece di far sempre polemica, per Ranalli sarebbe meglio iniziare ad aprire qualche libro e studiare; farebbe più bella figura se aprisse bocca sapendo di cosa sta parlando».
Federico Valletta
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