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03 Agosto 2021 - 17:34
L’ingresso della Casa della Salute
CIGLIANO. Il Comune riesce a opporsi alla chiusura della Casa della Salute. Gli ambulatori situati presso l’ex ospedale del paese risultavano infatti chiusi dal 26 luglio scorso “fino a nuova comunicazione”, come recitava il cartello affisso all’entrata del centro medico. Motivo? Problemi organizzativi.
La decisione dell’Asl di Vercelli ha messo in allarme l’Amministrazione ciglianese, che ha organizzato un incontro - svoltosi lo scorso 27 luglio nella sala consiliare del Municipio - a cui hanno partecipato, oltre al sindaco di Cigliano Diego Marchetti, il primo cittadino di Bianzé Carlo Bailo con il suo pari di Moncrivello Massimo Pissinis, il vicesindaco di Borgo d’Ale Fiorella Moriano, il vicesindaco di Villareggia Francangelo Carra e l’assessore Giovanni Vercellotti di Livorno Ferraris.
L’incontro è servito per fare il punto della situazione e inquadrare quali saranno le problematiche da affrontare se la chiusura del poliambulatorio dovesse protrarsi ancora a lungo oppure, come si temeva, non avesse più riaperto. «La Casa della Salute del nostro paese rappresenta un servizio di vitale importanza, tanto per la nostra comunità quanto per i paesi limitrofi.
A oggi, chi si recava a Cigliano per visite e prelievi del sangue dovrà andare fino a Santhià per usufruire dei medesimi servizi. E’ una vergogna. Ci batteremo affinché il nostro centro torni operativo al più presto», ha detto il sindaco ciglianese Marchetti.
Ancora più duro sulle scelte dell’Azienda Sanitaria di Vercelli è stato l’assessore livornese Vercellotti: «Poco tempo fa l’Asl ci aveva comunicato l’intenzione di azzerare le code delle prenotazioni, implementando e creando nuove Città della Salute. Salvo poi affiggere un cartello all’entrata del punto di Cigliano che ne sancisce la chiusura, peraltro senza avvisare nessuno.
Stessa cosa è capitata a Livorno Ferraris: avevamo due prelievi ematici alla settimana e tre giorni alternati, sempre settimanali, per le consegne dei referti medici e le prenotazioni. Un impegno relativo, ma che andava bene. Ogni volta che ci sono stato ho visto una decina di persone usufruire del servizio.
Ora chiunque nei paesi qui vicino dovrà andare a Santhià o Vercelli. Per i giovani può non essere un problema, per gli anziani il discorso è molto diverso».
Secondo Vercellotti le persone “toccate” dall’annullamento del servizio medico, contando anche altri paesi vicini come Crescentino, Lamporo, Alice Castello, Maglione e Cavaglià sono circa 36 mila.
Il disservizio avrebbe così causato disagi a moltissime persone. Sempre secondo Vercellotti, la riapertura del poliambulatorio di Cigliano era in forte dubbio: «L’emergenza Covid-19 c’è ancora, ma tutti i reparti convertiti per ospitare i contagiati dal virus sono stati riconvertiti al loro normale utilizzo in tutti gli ospedali, così come il personale che era stato dirottato è tornato alle proprie mansioni.
Non c’è una spiegazione logica a questa chiusura. E’ vero che molti medici sono andati in pensione, ma andrebbero sostituiti. Staremo a vedere se i manager dell’Asl di Vercelli guarderanno al meglio per la salute dei cittadini, o se punteranno ai soliti tagli sulla sanità».
I sindaci presenti alla riunione si erano prefissati di redigere una lettera aperta indirizzata all’Asl di Vercelli, per esporre le proprie preoccupazioni sulla questione. In ultima ipotesi, le Amministrazioni si erano dette pronte a sottoporre il problema direttamente alla Regione Piemonte, qualora la chiusura del centro ciglianese si fosse rivelata definitiva.
Fortunatamente nulla di tutto ciò è stato necessario. Nella giornata di venerdì 30 luglio l’Asl di Vercelli ha infatti comunicato la riapertura della Casa della Salute di Cigliano da lunedì 2 agosto.
Al contrario dei timori, l’Asl assicura che “all’orizzonte non c’è nessuna chiusura. Né ridimensionamento” del poliambulatorio. Al contrario, i vertici sarebbero al lavoro con una “ricognizione complessiva delle attività e dei servizi in tutte le case della salute territoriali”.
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