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CIGLIANO. Ranalli: «Marchetti? Non ha le capacità, le competenze e nemmeno il buonsenso»

«Cosa si può aggiungere ancora su Marchetti e il fallimento oggettivo di una compagine di maggioranza che in un anno e mezzo non ha fatto altro che accumulare brutte figure?». Secondo il consigliere di minoranza Flavio Ranalli (Viviamo insieme Cigliano), «senza rivangare gli squallidi comportamenti personali e l’operato amministrativo, con quest’ultimo che non offre alcun risultato tangibile di cui possa fregiarsi, basta commentare le ultime esternazioni a mezzo stampa del sindaco per rendersi conto del problema di fondo che l’attanaglia. Come può una persona con un minimo di cognizione di causa accusare un consigliere comunale di non avere esperienza in quanto alla prima presenza amministrativa, quando lui è nella medesima condizione? Forse i procedimenti che lo vedono oggetto di indagini costituiscono curriculum? Con quale autorevolezza si permette di dispensare giudizi riguardo l’attività della minoranza quando Marchetti è il primo sindaco oggetto di contestazioni di piazza da parte dei cittadini nella storia del Comune? Oltretutto confondendo causa ed effetto: non sono state le minoranze a portare in piazza i cittadini per cavalcarne l’onda e presentare la mozione di sfiducia, ma il contrario. Perché il compito di un amministratore è ascoltare e portare nell’istituzione ciò che sono le aspirazioni e i desideri dei cittadini».

«Se poi Marchetti - prosegue Ranalli - ha un complesso di inferiorità dovuto al fatto di non sapere mai di cosa parla, e il suo alter ego cerca in ogni modo di non farlo parlare proprio per questo, dovrebbe passare qualche ora leggendo i regolamenti con obiettività e informandosi almeno riguardo i temi in discussione, anziché demandare sempre a chi non ha titolo per rappresentarlo. Se, secondo lui, le minoranze rallentano il lavoro degli impiegati comunali con le loro richieste di atti e informazioni, ha solo da renderli accessibili, come ampiamente stabilito da sentenze e pareri del Consiglio di Stato non recepiti, attraverso il sistema informatico Comunale; paradossalmente un consigliere non può neppure “aprire” gli allegati delle comunicazioni a lui indirizzate, deve richiederli al Segretario Comunale! E se si rivolgono a enti   superiori, e lo stanno facendo anche i cittadini direttamente, è perché il suo operato è sprezzante dei diritti e dei regolamenti: non può rifiutare un Consiglio comunale richiesto da un numero congruo di consiglieri e non ha nessuna importanza la sua interpretazione della votazione “pasticciata” per la commissione sulla scuola d’infanzia. Il problema di fondo - aggiunge - è l’assoluta mancanza di capacità e competenze unite a una totale mancanza di buonsenso, come dimostrato dalla vicenda della scuola d’infanzia: come si può insistere nel voler mettere mano alle aule della “Don Evasio Ferraris” quando nello stesso tempo si poteva intervenire sulla “Ortensia Marengo” evitando una doppia, inutile, spesa che la stessa Giunta aveva previsto un anno e mezzo fa?».

«Questa vicenda - conclude Ranalli - sta coprendo tutti gli altri interventi programmati e finanziati di cui non si ha più traccia ma l’elenco di verifiche, progetti fantasma e asseverazioni varie, con dispendio notevole di risorse economiche, continua ad allungarsi. ​Inadeguati, semplicemente inadeguati al compito di fungere da guida e coagulante della nostra comunità».

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