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CIGLIANO. Campanella (Fdi): «Se è “vicino” a quella famiglia lo cacciamo subito dal partito» Il Pd: «Il paese sta morendo, la gente è arrabbiata, chi lo contesta viene insultato»

Il consigliere comunale Michele Campanella, candidatosi ed eletto nella lista di Diego Marchetti ma che ha poi preso le distanze dal sindaco e ha costituito - da solo - il gruppo consiliare Fratelli d’Italia, commenta così la notizia dell’avviso di garanzia a Marchetti: «Fratelli d’Italia, confidando pienamente nella giustizia, non aspetterà l’esito del primo grado di giudizio: nel caso venisse comprovata dalle indagini preliminari anche una minima vicinanza tra Diego Marchetti e la famiglia citata dalla nota stampa dei Carabinieri, egli verrà immediatamente estromesso dal partito e verranno completamente chiusi i rapporti nei suoi confronti».

Francesca Rigazio, segretaria del locale circolo del Partito Democratico, dichiara: «Abbiamo, come sempre, piena fiducia nella magistratura e siamo consapevoli che un avviso di garanzia non è una condanna. Noi continueremo a sottolineare l’incapacità politica ed amministrativa del sindaco Marchetti, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti i ciglianesi che ne stanno, da mesi, pagando le conseguenze. Chi chiede risposte oppure osa contestare educatamente il primo cittadino viene pubblicamente insultato. E’ chiaro che il paese sta morendo, che le persone sono arrabbiate, che non ci sono più servizi per i bambini e per le famiglie e questo, a conti fatti, è quello che mi preoccupa di più».

L’ex sindaco Anna Rigazio commenta: «Erano quasi tre anni fa quando un pezzo di tegola cadde dal tetto di Palazzo Carpeneto; qualche giorno dopo arrivò, con la chiusura della strada, un avviso di garanzia per Castelli e per me, assessore e sindaco di allora. Lo stato d’animo che si prova in quei momenti è facilmente comprensibile e immagino che anche il sindaco Marchetti oggi si senta così. Il reato contestato oggi è un po’ diverso e più grave di quello di allora. Mi sorge spontanea una domanda: se allora Marchetti e compagnia cavalcavano quella ghiotta occasione per chiedere le dimissioni immediate del sindaco, perché oggi, per coerenza, non le rassegnano loro?».

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