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27 Agosto 2020 - 15:06
In paese è scontro tra il sindaco Diego Marchetti da una parte, i gruppi consiliari di minoranza e il circolo Pd dall’altra, sulla possibilità dei cittadini di assistere alle sedute del Consiglio comunale: riunioni che - a differenza di molti altri Comuni - ancora si svolgono on line, con i consiglieri collegati da casa.
Interpellato sulla questione nei giorni precedenti alla seduta del 18 agosto, il sindaco Marchetti aveva così risposto alle richieste della minoranza: «Nel rispetto dei decreti governativi, la scelta spetta al sindaco. E io ho deciso che il Consiglio comunale sarà in videoconferenza. Se alla minoranza non va bene, me ne farò una ragione. Ricordo però che il pubblico non ha diritto di parola, ma solo di osservare. L’audio della seduta sarà comunque pubblicato il giorno successivo. Finché mi sarà concesso, il Consiglio comunale si svolgerà in queste modalità».
Proprio la dura presa di posizione di Marchetti ha portato i capigruppo di minoranza Bruna Filippi (“Tradizione e Futuro per Cigliano”), e Flavio Ranalli (“Viviamo Insieme Cigliano”), insieme a Francesca Rigazio segretaria del locale circolo Pd, a scrivere al prefetto, per chiedere almeno la trasmissione del Consiglio comunale in diretta streaming, ma ciò non è avvenuto: no alla diretta, solo videoconferenza tra consiglieri, come voluto dal sindaco. E’ la terza volta che accade dall’inizio dell’emergenza sanitaria.
Spiega il consigliere Ranalli: «Il Prefetto è in ferie. Siamo stati contattati da una funzionaria, che ci ha spiegato come l’emergenza Covid-19 conceda al sindaco la discrezionalità sulla presenza in aula. La partecipazione popolare viene garantita dalla successiva pubblicazione online della seduta. A nostro avviso si tratta di un’interpretazione molto personale, sicuramente non in linea con le indicazioni di Anci e di quanto sta avvenendo in tantissimi comuni, nei quali il Consiglio comunale viene già svolto in presenza».
Ranalli non si è dato per vinto e ha deciso di partecipare alla seduta direttamente dalla piazza del Municipio, consentendo ai cittadini di fermarsi per partecipare alla videoconferenza. Qualche cittadino ha anche tentato di riprendere quanto stava accadendo con il telefonino, scatenando l’ira di Marchetti: all’inizio della seduta, infatti, il sindaco ha negato il permesso di registrazione, minacciando azioni legali: «Il regolamento prevede che le registrazioni debbano essere autorizzate, e io non le autorizzo. Chi lo farà verrà denunciato».
Marchetti ha poi confermato l’intenzione di svolgere il Consiglio comunale porte chiuse anche nel prossimo futuro. Le opposizioni replicano: «Le sedute devono essere pubbliche, e spiace che il sindaco continui ad ignorarlo».
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