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29 Marzo 2024 - 12:17
Guerra in Ucraina
Renato Cambursano, anche tu fai parte del “Comitato per la Pace” di Chivasso.
Sì, ho aderito volentieri all’iniziativa promossa da Lino Ciuffreda, e fatta propria da “Liberamente Democratici” con Claudia Buo, le cui prime riunioni si sono tenute proprio in via Roma nella nostra sede per poi giustamente trasferirsi alle ACLI. Apprezzo molto il lavoro svolto da Beppe Stocco, da Vinicio Milani e da tantissimi altri, per concretizzare il progetto del “corridoio umanitario” e accogliere minori e non, provenienti dalle zone di guerra nella striscia di Gaza. Non dimentichiamoci mai che la nostra Città è gemellata dal 2016 anche civilmente e prima ancora dal 1966 “religiosamente ed umanamente” con la Betlemme di Palestina.
Ma tu che ne pensi della situazione attuale sia nel medio oriente che nel nord-est d’Europa?
Entrambi sono miscele esplosive. Sono molto preoccupato e ahimè anche molto pessimista. Sia in Medio Oriente che nell’est Europa c’è chi fa di tutto per far scoppiare il “terzo conflitto mondiale” che non sarà più a “pezzettini” come l’aveva definito Papa Francesco oltre due anni fa. Questo è Vladimir Putin, prima con l’invasione dell’Ucraina e poi con il finanziare e sostenere, con armi tramite l’Iran, Hamas. Gli Stati Uniti e con loro tutte le superpotenze hanno delle grosse responsabilità sulla spartizione della Terra Santa avvenuta all’indomani del secondo conflitto mondiale. Che gli Ebrei avessero diritto ad un loro Stato indipendente era giusto e doveroso, ma anche gli arabi, che per decenni hanno abitato quella terra, ne avevano diritto. A quest’ultimi, però, tale diritto non è stato dato se non come “territori amministrati dall’autorità palestinese”, ma divisi in due realtà geografiche: Cisgiordania e Striscia di Gaza e non già riconosciuto come un vero e proprio Stato!

L'onorevole Renato Cambursano
Le cose sono peggiorate con la “guerra dei sei giorni” nel 1967, quando Israele ha occupato parte di quei territori e mai più restituiti, anzi dati ai Coloni ebrei che non hanno nessuna intenzione di ritirarsi da essi perché protetti ed incentivato dal premier israeliano.
Arriviamo così al 7 ottobre 2023…
Sì quando Hamas ha fatto una vera e propria strage di innocenti, per lo più giovani in festa, e prelevando ostaggi in terra d’Israele e trasferendoli nella Striscia, in parte liberati ma solo a fronte di scambio di ostaggi, inserendone il “moltiplicatore”.
Come titolava un articolo a firma di Bernard-Henri Levy, “L’unica via d’uscita è piegare Hamas” perché non sta facendo gli interessi della popolazione palestinese, ma dei suoi protettori: Iran e Russia
E’ dell’altro giorno la risoluzione ONU passata con 14 sì e l’astensione degli USA: stop ai raid e ostaggi liberi. Una risoluzione che ha provocato l’ira di Netanyahu.
Forse si sta aprendo uno spiraglio di luce, anche perché il rischio per Israele, se non si libera presto del suo premier e dell’ala più estremista del suo governo, è il totale isolazionismo e, purtroppo, il crescente antisemitismo a livello mondiale, già iniziato con l’intolleranza partita dalle Università americane e arrivata alle nostre Università ma già dilagata in tanti settori del mondo occidentale.
Veniamo ora a quanto successo a Mosca venerdì scorso …
La strage di Mosca svela che lo Stato Islamico è vivo e vegeto. La Jihad globale resta la più feroce minaccia collettiva alla comunità internazionale, ma essa è anche il frutto dell’ostilità russa. Putin ha commesso un grave errore: ha creduto che Isis-K (Khoresan) fosse sconfitta e che i gruppi jihadisti - dal Sahel a Gaza, fino al Mar Rosso – potessero diventare pedine del suo gioco strategico contro le democrazie occidentali, ma adesso deve fare i conti con un nemico globale che ha ricominciato a colpire proprio in casa sua.
L’ossessione contro l’Ucraina è tale da far credere a sè stesso e ai Russi che i terroristi venissero di lì e intendessero ritornare là, quando invece è fin troppo chiara la matrice islamista.
La situazione sta precipitando: gli attacchi russi in tutta l’Ucraina, fianco a Leopoli – con sconfinamento in Polonia – fanno temere il peggio. Può succedere di tutto, il pericolo di una grande guerra si avvicina. Questo attentato è un “evento cigno nero”, potrebbe diventare una moderna Sarajevo (28 giugno 1914- 22 marzo 2024?), a meno che…
A meno che?
A meno che tutti i leader mondiali (dalla Cina agli Usa, dalla Turchia all’Unione Europea) chiedano-pretendano con forza il “Cessate il fuoco” subito. Ma non lo vedo all’orizzonte, anche perché in occidente sono tutti impegnati nelle rispettive campagne elettorali. Dobbiamo davvero aspettare il dopo elezioni di giugno in Europa e a novembre in America? Se così fosse, temo che possa essere troppo tardi!
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