AGGIORNAMENTI
Cerca
31 Ottobre 2022 - 12:28
“Sono sgomento per quanto è accaduto in questi giorni alla signora Fatma”.
Don Davide Smiderle, parroco del Duomo di Chivasso, parla con il cuore mentre legge e rilegge la notizia degli insulti rivolti alla donna musulmana che indossava il burqa in giro per la città.
“Una breve riflessione - entra nel merito il parroco -mi induce ad affermare che è assolutamente urgente uscire dal chiuso della nostra drasticità nel giudicare negativamente e pesantemente chi non la pensa come noi e riconoscere la funzione sociale, di solidarietà e di pace, che hanno tutte le religioni, tutte, a cominciare proprio dal cristianesimo, che crede in Gesù Cristo, Dio che si è fatto uomo ed è entrato così nella storia chiedendoci di dare gloria a Dio prima di tutto con la testimonianza e coerenza della nostra vita e di portare la pace in terra a tutti gli uomini perché Dio li ama tutti”.
Don Davide Smiderle“Ma dovremmo anche chiederci se non portiamo tutti un po’ di responsabilità di un’atmosfera che sembra autorizzare, se non spingere alla violenza - prosegue il don -; una violenza che nasce dallo stato d’animo di chi si prefigge uno scopo, se ne fa un idolo, lo valuta come una realtà in cui si impersonifica e a cui tutti devono sottostare, al punto che chi contrastasse tale affermazione debba venire emarginato o cacciato via. Purtroppo la mentalità e la prassi di demonizzare la diversità di pensiero, di ostacolare in tutti i modi e in tutte le forme chi ha interessi divergenti dai nostri, di colpevolizzare chi ci impedisce di raggiungere le nostre mete, di insultare chi ha opinioni diverse, di bollare come traditore chi ha ripensamenti sulle sue posizioni, ahimè, questa è una prassi diffusa in molti (troppi) settori, perfino nel mondo della cultura e della religione”.
“Siamo spettatori di una catena di trasmissioni e di spettacoli violenti - conclude don Davide -, ma siamo anche spettatori di continue violenze verbali e di comportamenti subdoli, spesso esaltati dagli stessi mezzi di comunicazione. E si sa che la carica psicologica prepara la violenza fisica. Credo che uno stile di rispetto verso chi la pensa o si comporta in modo diverso dal nostro, un’educazione maggiore alla democrazia come confronto pacifico delle opinioni e degli impegni, un culto alla libertà che non sia una semplice difesa o esaltazione delle propria libertà e a spese della libertà altrui, che una costante, globale educazione alla solidarietà e alla fratellanza, siano la sorgente fondamentale di una società in cui gli episodi accaduti ultimamente nella nostra città non possano più accadere”.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.