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Insultata perché indossa il burqa, il parroco: "Sono sgomento. C'è un'atmosfera che spinge alla violenza"

Insultata perché indossa il burqa, il parroco: "Sono sgomento.  C'è un'atmosfera che spinge alla violenza"

Sono sgomento per quanto è accaduto in questi giorni alla signora Fatma”. 

Don Davide Smiderle, parroco del Duomo di Chivasso, parla con il cuore mentre legge e rilegge la notizia degli insulti rivolti alla donna musulmana che indossava il burqa in giro per la città.

Una breve riflessione - entra nel merito il parroco -mi induce ad affermare che è assolutamente urgente uscire dal chiuso della nostra drasticità nel giudicare negativamente e pesantemente chi non la pensa come noi e riconoscere la funzione sociale, di solidarietà e di pace, che hanno tutte le religioni, tutte, a cominciare proprio dal cristianesimo, che crede in Gesù Cristo, Dio che si è fatto uomo ed è entrato così nella storia chiedendoci di dare gloria a Dio prima di tutto con la testimonianza e coerenza della nostra vita e di portare la pace in terra a tutti gli uomini perché Dio li ama tutti”.

Don Davide Smiderle

Ma dovremmo anche chiederci se non portiamo tutti un po’ di responsabilità di un’atmosfera che sembra autorizzare, se non spingere alla violenza - prosegue il don -; una violenza che nasce dallo stato d’animo di chi si prefigge uno scopo, se ne fa un idolo, lo valuta come una realtà in cui si impersonifica e a cui tutti devono sottostare, al punto che chi contrastasse tale affermazione debba venire emarginato o cacciato via.  Purtroppo la mentalità e la prassi di demonizzare la diversità di pensiero, di ostacolare in tutti i modi e in tutte le forme chi ha interessi divergenti dai nostri, di colpevolizzare chi ci impedisce di raggiungere le nostre mete, di insultare chi ha opinioni diverse, di bollare come traditore chi ha ripensamenti sulle sue posizioni, ahimè, questa è una prassi diffusa in molti (troppi) settori, perfino nel mondo della cultura e della religione”.

Siamo spettatori di una catena di trasmissioni e di spettacoli violenti - conclude don Davide -, ma siamo anche spettatori di continue violenze verbali e di comportamenti subdoli, spesso esaltati dagli stessi mezzi di comunicazione. E si sa che la carica psicologica prepara la violenza fisica. Credo che uno stile di rispetto verso chi la pensa o si comporta in modo diverso dal nostro, un’educazione maggiore alla democrazia come confronto pacifico delle opinioni e degli impegni, un culto alla libertà che non sia una semplice difesa o esaltazione delle propria libertà e a spese della libertà altrui, che una costante, globale educazione alla solidarietà e alla fratellanza, siano la sorgente fondamentale di una società in cui gli episodi accaduti ultimamente nella nostra città non possano più accadere”.

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