AGGIORNAMENTI
Cerca
03 Ottobre 2022 - 13:37
Il progetto di un impianto agrivoltaico in frazione Betlemme di Chivasso agita il sonno dei chivassesi.
E’ notizia di questi giorni che la società “Flynis Pv 14 srl” di Milano ha presentato alla Città Metropolitana di Torino istanza di avvio della Fase di Valutazione di Impatto Ambientale relativamente al progetto di un impianto agrivoltaico a Chivasso, di potenza di picco pari a 5442,7 kWp.
L’impianto dovrebbe sorgere in via Cascina Ebreo, su un terreno agricolo di classe seconda.
“Il progetto - si legge nella comunicazione della società - consiste nella realizzazione di un impianto agrivoltaico installato a terra di potenza complessiva pari a 5.442,7 kWp, una produzione di circa 8,217 GWh/anno e contestuale utilizzo agricolo. In termini impiantistici, al fine di consentire adeguati spazi per il passaggio dei mezzi agricoli, i pannelli fotovoltaici verranno organizzati in stringhe costituite da inseguitori monoassiali a singola vela per un totale di 9384 moduli monofacciali in silicio monocristallino e 23 inverter di stringa. Le strutture di sostegno, in acciaio zincato opportunamente dimensionate per resistere alle raffiche di vento, saranno infisse nel suolo tramite ordinari sistemi a pressione e senza l’utilizzo di materiali cementizi o bituminosi. La superficie di progetto è di circa 9 ha, su complessivi 10,49 ettari catastali nella disponibilità del Proponente, mentre la superficie coltivata sarà di 7,57 ha”.
“La componente agro-ambientale - prosegue il comunicato della società - prevede la perpetrazione dell’uso agricolo delle aree di progetto, con rafforzamento della filiera agricola e ambientale locale attraverso il miglioramento dell’attuale conduzione del fondo, tramite un piano di gestione agronomica orientato ai principi dell’agricoltura conservativa e della lotta integrata, funzionale a: o avviare la coltivazione di cereali da granella avvicendati a specie erbacee leguminose nell’area recintata sotto la superficie dei pannelli; o installare 20 arnie per la produzione di miele (e suoi derivati) in un’area posta a Sud- Ovest del sito di progetto”.
Entrando nel dettaglio della coltivazione, è prevista la “semina di erba medica appena dopo l’installazione dell’impianto fotovoltaico; tale scelta si prevede per ristabilire l’equilibrio in termini di azoto e sostanza organica nel terreno, con successivo sovescio prima dell’inizio della coltura da granella. All’inizio della terza decade di ottobre, si prevede la semina del frumento tenero, con raccolta prevista entro fine giugno o primi giorni di luglio. Successivamente, verrà seminato il fagiolo precoce da granella, da raccogliere entro la fine di settembre. La coppia graminacea/leguminosa verrà ripetuta, per poi lasciare spazio alla semina dell’erba medica, destinata al sovescio all’inizio della fase fenologica di fioritura, ricominciando l’avvicendamento colturale”.
A fine vita, secondo i proponenti, l’impianto verrà totalmente smantellato e rimosso con il conseguente recupero del sito, nel quale verrà mantenuto l’utilizzo agricolo, verosimilmente in condizioni di fertilità accresciuta. Le osservazioni devono pervenire alla Città Metropolitana di Torino entro il 21 ottobre.
A Chivasso però la notizia ha messo in allarme l’amministrazione comunale e le associazioni ambientaliste.
Un altro impianto su un territorio già compromesso? E, soprattutto, un impianto del genere su di un terreno agricolo? Perché?
Sono queste le domande che si fanno in molti.
A partire dall’assessore all’Ambiente Fabrizio Debernardi: “Il progetto di agrivoltaico consegnato in Comune, che prevede una grande installazione in frazione Betlemme, è oggetto di studio da parte degli uffici comunali. Se per ora la documentazione presentata sembra formalmente corretta, personalmente sulle soluzioni adottate trovo scelte che mi lasciano perplesso sulla effettiva finalità del progetto, cioè la coniugazione di produzione di energia incentivata con garanzia di coltivazione agricola. Avremo comunque a disposizione trenta giorni di tempo per presentare le nostre osservazioni. Il Comune farà la sua parte così come potranno farlo singoli cittadini ed associazioni”.
Margherita Rosso, ambientalista e pasionaria di frazione Pogliani, ha affidato le sue perplessità ad un post su facebook.
“Cosa c’è di agri in un fotovoltaico - solleva una serie di domande Rosso -. Perché non indirizzarsi verso tetti, capannoni,terreni incolti come le aree dismesse o la zona della Chind? Perché andare a rovinare terreni agricoli,irrigui e coltivati? Cosa si coltiva sotto pannelli che si trovano a cinquanta centimetri da terra? In un area a lato metteranno venti arnie: chi sarà il beneficiario di questa operazione? Chivasso che benefici avrà? Il piano regolatore non è aggiornato: chi garantisce che il territorio sia idoneo? Ci sono un sacco di obiezioni che portermo e questo è solo l’inizio”.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.