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CHIVASSO. Sale gioco, la Lega "scivola". Marta: "Noi siamo contrari"

CHIVASSO. Sale gioco, la Lega "scivola". Marta: "Noi siamo contrari"

L'invito all'incontro all'Assedio di Castagneto Po

Un incontro con gli operatori del gioco lecito, per una Chivasso all’insegna del lavoro”. L’appuntamento di mercoledì 1° giugno al ristorante pizzeria l’Assedio di Castagneto Po, all’ora dell’aperitivo, con la partecipazione di Claudio Leone, consigliere regionale della Lega e primo firmatario della Legge regionale del 15 luglio 2021 sul gioco d’azzardo, e di Marcello Cuniberti, segretario della sezione di Chivasso del Carroccio, ha animato la politica nell’ultimo fine settimana. O, meglio, ha scatenato un vespaio di polemiche. Tanto nel centrosinistra quanto, anche, all’interno del centrodestra.

“Ma come, la Lega vuol far ripartire il gioco d’azzardo in città?”. 

La serata organizzata all’Assedio per discutere di slot machine e gioco d’azzardo non è piaciuta agli alleati del Carroccio per la prossima tornata elettorale.

La prima a cascare dal pero è stata Clara Marta, candidata sindaco del centrodestra, sostenuta appunto dalla Lega ma che dalla serata di Cuniberti & co. ha subito preso le distanze. 

Questa iniziativa non ha nulla a che vedere con la mia campagna elettorale. Credo che il gioco, ancorchè legale, vada limitato il più possibile e debbano essere messe in atto tutte le azioni possibili per contrastare la ludopatia, aiutare ad uscirne chi ne sia vittima e limitarne la presenza nei pressi delle aree sensibili - ha postato, su Facebook, Marta -.  In caso di elezione a sindaca la mia azione amministrativa sarà, nel rispetto delle leggi, rigorosamente orientata in questo senso”.

Altri hanno storto il naso e chiamato subito Cuniberti: che bisogno c’era di organizzare un evento così proprio oggi, a quindici giorni dal voto?

La Legge regionale del 15 luglio 2021 sul gioco d’azzardo prevede, sostanzialmente, che le tabaccherie che avevano gli apparecchi prima del 2016 e hanno dovuto toglierli per la retroattività potranno rimetterli. Così le sale gioco, mentre restano esclusi i bar. E ancora, la distanza minima dai luoghi sensibili (bancomat, compro oro, scuole, e via dicendo) è di 400 metri nei centri sopra i 5 mila abitanti. Una legge che limita gli orari, quindi, ma a Chivasso il fenomeno era stato arginato durante l’amministrazione di Libero Ciuffreda, con la Giunta che nel 2014 firmava una proposta di legge regionale per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Seguirono, negli anni, una delibera del 2019 (sindaco Claudio Castello, ndr) che spegneva macchine slot machine nei bar e nei tabacchi e l’accordo tra l’amministrazione comunale e la società Dandy srl, titolare della sala giochi Las Vegas di Stradale Torino, con cui quest’ultima ogni anno si impegnava a versare al Comune 3.500 euro per finanziare il contrasto alla ludopatia.  

Marcello Cuniberti, dal canto suo, sostiene che ci sia stato un fraintendimento nel comunicare l’iniziativa. Un “misunderstanding”.

Quella di mercoledì sarà una serata in cui si parlerà di lotta alla mafia e di contrasto alla ludopatia: nessuno qui vuole riempire la città di slot machine - inforca il segretario della Lega -. Se si gioca legalmente, si può contrastare il gioco d’azzardo e quindi la criminalità organizzata.  Lasciare che gli operatori del gioco legale lavorino, significa poter dare alle famiglie oneste l’opportunità di un impiego e si può tenere sotto controllo la ludopatia. Mercoledì sera si parlerà dei benefici che può portare la regolamentazione del settore, valuteremo le ricadute della legge varata in Regione Piemonte nel 2021 e ne parleremo con gli operatori del settore per valutare le criticità rimaste”.

Quello del gioco d’azzardo è un tema che esiste e va affrontato - conclude - non bisogna nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che non ci sia.  Chiudere una sala giochi non significa aver vinto: vuol dire perdita di posti di lavoro e chi vuole giocare si sposterà o sull’online (con conseguente perdita delle ricadute in termini economici sul territorio) oppure molti giocatori si orienteranno verso l’illegalità, senza un minimo di controllo. Allora sì che in queste situazioni la ludopatia può dilagare. Così facendo si tolgono soldi allo Stato e li si lasciano alle mafie. Questa iniziativa non c’entra nulla con le elezioni di Chivasso: non è nel nostro programma elettorale di coalizione aprire sale per le slot machine in ogni angolo della città. Semplicemente siamo stati invitati a quella serata e discuteremo per discutere degli effetti di questa nuova legge che ha nel partito della Lega il primo firmatario. Tutto qui...”.

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