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17 Maggio 2022 - 08:09
Un tratto di strada appena asfaltato e Matteo Doria, consigliere candidato
CHIVASSO. “+ Asfalto = + Voti?”. “Chissà”. L’equazione la suggerisce con un post su facebook l’ex sindaco e senatore Andrea Fluttero, oggi candidato alle elezioni come capolista di Forza Italia. Fluttero posta e butta lì anche una risposta, serafica: “Chissà...”. Un post “acchiappacommenti”, per intenderci, e così è stato per tutta la scorsa settimana.
L’equazione di Fluttero è quella che da qualche giorno a questa parte si stanno ponendo i chivassesi un po’ più attenti alle vicende della città.
E alle scadenze, come quella elettorale del 12 giugno, che incombono.
Su facebook, nei gruppi di riferimento di Chivasso, si discute ampiamente sui tanti cantieri aperti in queste settimane dall’amministrazione uscente del sindaco Claudio Castello. Nel mirino delle critiche sono soprattutto quelli per il rifacimento dei manti stradali nelle vie del centro e delle frazioni.
Un po’ di asfalto nuovo in via Po, qualche colata di catrame in corso Galileo Ferraris, tacconi un po’ qua e un po’ là di fronte alla stazione ferroviaria e nella centralissima via Italia. Ma non solo.
Praticamente ovunque sono comparsi gli operai e le asfaltatrici, tanto che i detrattori di Castello l’hanno già soprannominato il sindaco “asfaltatore”.
A pensar male si fa peccato, sosteneva l’onorevole Giulio Andreotti, ma molto spesso ci si azzecca.
E così la concomitanza dell’apertura dei cantieri con la campagna elettorale per le prossime amministrative puzza tanto di spot elettorale appunto.
D’altronde, meglio una città tirata a lucido per quando si deve andare a scegliere chi sarà il nuovo sindaco piuttosto che una con le magagne a cielo aperto, no?
C’è chi non si scandalizza e pensa ormai che, visto l’andazzo che tira nel nostro Paese da anni, questo sia la norma. E chi, invece, grida ancora allo scandalo.
Su facebook le opinioni su Castello l’asfaltatore sono contrastanti. Oltre a Fluttero, sono tanti quelli che sono intervenuti.
“La storia si ripete tant’è che ha anche nome e cognome.. cantiere elettorale”, scrive Massimo.
“A me piace tanto dietro alla cascina del Poasso, quelle 3/4/5 volte all’anno il tubo dell’acqua si buca, potremo spacciarla per acqua benedetta e attirare qualche fedele”, scherza Gabriele.
Per Letizia è “un classico... anche nei piccoli comuni a un mese dal voto aprono cantieri...farli prima i lavori?,in 5 anni di amministrazione non avevano i fondi?”.
“Senza contare che ci sono attività che grazie alla strada chiusa continuano ad avere disagi... visto che fin’ora non ne abbiamo avuti abbastanza”, aggiunge Sonia in calce ad una foto del cantiere per l’asfaltatura di un tratto di via Po.
Nella discussione si butta a capofitto anche chi è candidato, come Matteo Doria, capolista di Amo Chivasso e le sue Frazioni. Doria non ha dubbi: “Sono cantieri elettorali”.
“Quello che sta succedendo a Chivasso ha dell’inverosimile, e anche un po’ del ridicolo, se vogliamo dirla tutta - inforca il consigliere a fine mandato -: dopo 5 anni di totale immobilismo, Castello e i suoi hanno fatto uscire asfaltatrici ovunque. Si affannano ad asfaltare a macchia di leopardo pezzetti di strade e marciapiedi un po’ qua e un po’ là; un’operazione che oltretutto sta costando ai cittadini centinaia di migliaia di euro. Lavori fatti in fretta e furia, a volte anche sotto la pioggia per fare prima. Un po’ la fotocopia di quanto successo con la precedente giunta, sempre di centrosinistra, con Ciuffreda sindaco e Claudia Buo assessore al bilancio, per intenderci: memorabile fu la “pista ciclabile “ di corso Galileo Ferraris, la striscia di vernice rossa costataci 200mila euro fatta ad un mese dal voto e sgretolatasi poco dopo (lasciata in questo stato di degrado, per intenderci)”.
“La manutenzione del patrimonio viario di Chivasso con i suoi 120 chilometri di strade asfaltate e circa 50 chilometri di strade non asfaltate - conclude Doria -, dei suoi marciapiedi e del verde pubblico dovrebbe essere una cosa seria, consapevoli della responsabilità di dover preservare queste infrastrutture pubbliche. Tutto ciò non è avvenuto: stando ad uno studio commissionato dall’amministrazione stessa, dopo 11 anni di governi di centrosinistra, che di pianificare manutenzioni in modo puntuale non ci hanno proprio pensato, ora servirebbe spendere circa 4,5 milioni di euro per sistemare strade, marciapiedi e barriere architettoniche”.
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