Si è svolto mercoledì scorso un incontro tra le organizzazioni sindacali e i vertici dell’ASLTO4 in merito all’imminente scadenza (30 aprile) dei 40 contratti interinali degli OSS (Operatori socio sanitari) e quelli del restante personale.
“Le indicazioni Regionali sui tagli da effettuare stanno avendo purtroppo i loro frutti - commenta il segretario provinciale del Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche) Giuseppe Summa -Per la politica l’emergenza è finita, ma negli ospedali nessuno se ne è accorto. Il fabbisogno è rimasto immutato rispetto a qualche settimana fa e a breve l’ ASLTO4 dovrà vaccinare con la 4 dose circa 50000 persone....”
Nei fatit l’azienda continua a sostenere che c’è è un esubero di personale, ma non è così.“La verità - stigmatizza Summa - è che sono finiti i soldi e all’improvviso dai ringraziamenti si è passati ai tagli.... Non si può spremere il personale come limoni per far quadrare i conti. L’aumento dell’energia elettrica per esempio, non possiamo mica farlo pagare tagliando sul personale e sui servizi?”.
Secondo il Nursind i numeri della dotazione organica vanno rivisti.“Abbiamo numerosi OSS con gravi patologie che non possono lavorare nei reparti e ancora numerosi sospesi - aggiunge Summa - Fra l’altrovisto che l’obbligo vaccinale lo hanno lasciato solo in Sanità, a breve avremo nuovamente gente a casa sospesa. Decorsi infatti i 90 giorni dalla guarigione dal covid, chi è rientrato verrà nuovamente sospeso se non dovesse vaccinarsi. Tutte sospensioni che hanno costituito e costituiscono un risparmio per l’Azienda. Nel 2021 anche senon vogliono fornirci il dato, sappiamo che ASLTO4 ha risparmiato e non poco.
Fra l’altro il taglio di questi OSS è concentrato praticamente su alcuni presidi che già fanno fatica a reclutare risorse.
E parliamo di 37 unità solo tra Ivrea e Cuorgnè...
“Rischiamo non solo di non avere le risorseper mandare avanti gli attuali servizi, ma nemmeno di riaprire quelli chiusi duranteil covid - polemizza Summa -Ad oggi per esempio non saremmo in grado di riaprire il Pronto Soccorso di Cuorgnè,il PPI di Lanzo, il CAVS e non potremmo implementare l’attività chirurgica...”.
Per questo Summa ha scritto una lettera a tutti i sindaci interessati, a Stefano Sertoli di Ivrea, a Giovanna Cresto di Cuorgnè e Fabrizio Vottero di Lanzo. .
“Abbiamo inoltre scritto alla Conferenza dei Sindaci perché ad oggi sappiamo che dei diversi milioni di euro arrivati all’Azienda sul potenziamento dell’ADI, sull’ infermiere di famiglia e comunità e sul piano Arcuri, non abbiamo visto nemmeno un assunzione...”
E che cosa si prevedeva nel Piano Arcuri nell’ambito del potenziamento delle terapie intensive. Che nell’Asl To4 si sarebbero dovuti assumere 50 infermieri,15 anestesisti e 19 OSS, per una spesa complessiva di circa 5 milioni di euro. Dove sono finiti questi finanziamenti?”.
Dove sono finiti tutti questi soldi?
Nel dubbio, quel che si spera, è che qualcuno si ricordi anche di quei 4,2 milioni previsti sempre dal piano Arcuri per incrementarei posti letto in terapia intensiva, che sarebbero dovuti passare dagli attuali 19 ad un totale di 32: dieci posti letto in più a Chivasso (oggi sono 6), due in più a Ciriè (anche qui attualmente 6), uno in più ad Ivrea (sono 7). Più i posti letti di terapia semi-intensiva, 6 per ognuno dei tre presidi ospedalieri (oggi non ce n’è nessuno) di cui la metà riconvertibili, all’occorrenza, in posti di terapia intensiva.
Che qualcuno si ricordi di quei10 milioni di euro di investimenti rientranti nel decreto Speranza per lavori che, nella gran parte, si sarebbero dovuti fare entro il 2020 se solo ci fosse stata una copertura: a Ciriè, 2,5 milioni di euro per l’adeguamento degli impianti tecnologici, antincendio e per la sicurezza nei luoghi di lavoro; a Ivrea 1,5 milioniper il rifacimento dei montanti elettrici e anche qui per l’impianto antincendio; a Chivasso, 5 milioni e 928mila euro per ristrutturazione del vecchio ospedale, in questo caso in base a un piano che dovrebbe andare avanti sino al 2025.I privati
Fa ridere che, di proclama in proclama, l’altro ieri, la giunta regionale ha annunciato lo stanziamento dioltre 36 milioni e 800 mila euro di risorse aggiuntive alle Aziende sanitarie, più di 4 milioni e 340 mila euro alla sola Asl To4, per ridurre le liste di attesa avvalendosi delle strutture private, con l’obbligo da parte di queste ultime (e meno male) di rendere disponibile nel sistema Cup regionale il 100 per cento degli appuntamenti fissati per la prima visita specialistica e altre prestazioni di primo accesso.
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