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CHIVASSO. Per i giudici della Cassazione, "nessun reato" alla Torteria

CHIVASSO. Per i giudici della Cassazione, "nessun reato" alla Torteria

Uno dei tanti presidi alla Torteria della scorsa primavera

Non ha commesso il reato di “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità” Rosanna Spatari, titolare della Torteria di Chivasso che durante l’emergenza Covid si rifiutava di chiudere l’esercizio commerciale. 

E’ quanto si legge nella sentenza con cui la Cassazione ha annullato, senza rinvio, la conferma del sequestro preventivo da parte del tribunale del riesame di Torino. Secondo la Suprema Corte il fatto non è previsto dalla legge come reato con riferimento all’articolo 650 del codice penale. 

Le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione, a inizio novembre, aveva annullato il provvedimento di chiusura della Torteria di Chivasso ordinato dal Tribunale di Ivrea e poi confermato dal Riesame a Torino sono arrivate in questi giorni. 

La Torteria, come è stato ricostruito dalla Cassazione, era stata messa sotto sequestro dopo che la titolare, Rosanna Spatari, non aveva osservato il verbale di chiusura per cinque giorni emesso dai carabinieri il 27 gennaio 2021, l’ingiunzione del 19 aprile del prefetto, le richieste di presentazione al comando della polizia locale di Chivasso il 29 gennaio e il 3 marzo 2021. Secondo i Supremi giudici la condotta contestata alla Spatari rientrava nelle violazioni alle misure di contenimento del Covid, le quali, se con il primo decreto del 23 febbraio 2020 comportavano una violazione del codice penale, con quello successivo del 25 marzo 2020 erano state depenalizzate. 

Era prevista solo una sanzione amministrativa, che consisteva in una multa (inflitta dalla prefettura) ed eventualmente dalla chiusura del locale fino a un massimo di 30 giorni. Non solo: in base a “un consolidato orientamento” della Corte, la violazione dell’articolo 650 del codice penale si può ritenere commessa solo se riguarda situazioni “non previste da una norma specifica”, che per quel che riguarda il Covid, dopo i decreti del 2020, esisteva, ed era punita per via amministrativa e non penale.

Il dispositivo è ovviamente destinato a fare giurisprudenza.

La storia 

“La Torteria”, locale diventato simbolo della resistenza No Vax e No Green Pass durante la scorsa primavera, è rimasto chiuso in totale per 195 giorni. 

Il dissequestro è arrivato a novembre, dopo il pronunciamento della Cassazione a cui Spatari, si era rivolta con l’ausilio dell’avvocato Alessandro Fusillo del foro romano.

Era il 6 maggio 2021 quando carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia locale avevano chiuso il locale di Via Orti a Chivasso eseguendo il provvedimento firmato dalla giudice di Ivrea Ombretta Vanini. 

Un provvedimento, quello della giudice, firmato su richiesta dall’allora capo della Procura di Ivrea Giuseppe Ferrando e dopo una serie di aperitivi disobbedienti organizzati per più sabati davanti al locale quando il Piemonte era in zona rossa. 

La Cassazione ha detto che non c’è stato un reato - aveva spiegato con un video diffuso sui social l’avvocato Alessandro Fusillo, legale rappresentante di Rosanna Spatari -. Ricordiamoci che tutte le disposizioni di cui stiamo parlando sono solo disposizioni amministrative. Quindi la decisione della Corte di Cassazione è un’iniezione di fiducia per tutto il movimento di protesta. La giustizia è lenta, lentissima, però arriva ed è efficace. Andiamo avanti a combattere perché la vinceremo noi questa battaglia”.

Le motivazioni della sentenza sono utili per comprendere in che misura la battaglia di Spatari e della sua Torteria possa diventare riferimento per altre analoghe cause che non sono ancora giunte a sentenza. 

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