Cerca

CHIVASSO. Centinaia di studenti piangono la scomparsa del Prof. Giovannardi

CHIVASSO. Centinaia di studenti piangono la scomparsa del Prof. Giovannardi

Marco Giovannardi

CHIVASSO. "Ciao Prof. Vai ad insegnare agli angeli a disegnare". E' solo uno dei molti messaggi con cui gli ex alunni del "Prof. Giovannardi" stanno riempiendo i social da quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa. Marco Giovannardi aveva 48 anni e per quindici anni ha insegnato nelle scuole del Territorio. Chivasso, Castelrosso, Casalborgone,  Verolengo, San Giusto. Per alcuni anni anche alla Falcone di Ivrea, città di cui era letteralmente innamorato. La battaglia delle arance era per lui un appuntamento immancabile. Sosteneva gli Asso di Picche, la squadra del suo miglior amico e collega, Gianluca Biava. Dopo anni di precariato, in quel carosello che costringe molti insegnanti anche per periodi molto lunghi della loro carriera, si erano aperte le porto del concorso che aveva superato brillantemente, come tutto il suo percorso di studi. L'immissione in ruolo l'ha fatta nell'Istituto comprensivo di Montanaro-Foglizzo, dove ha insegnato fino al giugno del 2021. Aveva scelto questo scuola perché voleva che fosse la professoressa Anna Maria Actis, ormai prossima alla pensione, il suo tutor durante quel passaggio così importante per la sua carriera. Nato a Firenze il 3 aprile del 1973, Marco Giovannardi ha frequentato nella sua città l'Istituto D'Arte di Porta Romana specializzandosi in decorazione plastica. La sua passione era la scultura, la trasformazione dei materiali, l'argilla primo di tutti. Motivo per cui aveva molto amato quella rossa di Castellamonte. Dopo il diploma, si è laureato con il massimo dei voti all'Accademia di Belle Arti di Firenze nella Scuola di Scultura. Un luogo magico, nel cuore di Firenze, che nella sua Galleria custodisce l'originale del David di Michelangelo, oltre ad altri tesori di inestimabile valore e bellezza. In un mondo che riserva troppo poco spazio a chi ha fatto dell'Arte la propria professione, Marco aveva saputo tracciare la sua strada. Ha lavorato ai bassorilievi che arricchiscono le stazioni della metropolitana di Napoli. Ha realizzato la Madonnina del quartiere Isolotto a Firenze, punto di grande devozione per i residenti nel popolare quartiere fiorentino. In quegli anni iniziano per lui le prime supplenze, ma non ha mai disdegnato lavori di ogni genere, dall'operaio al magazziniere: "Purché sia onesto" ripeteva sempre. Io Marco l'ho conosciuto nell'autunno del 2002 per quelle coincidenze capaci di cambiare la vita di due persone. A parità di condizioni avrei fatto la valigia e sarei andata a vivere a Firenze, ma non sempre la vita ci permette di fare quel che vorremmo. E così era stato lui a trasferirsi qui a Chivasso nel 2004. "Sono le persone che fanno i posti, non il contrario" ripeteva a chi commentava con perplessità la scelta di lasciare Firenze per vivere in Canavese. Appena arrivato trovò lavoro alla Margaritelli di Caluso come operaio addetto al settore legname. Un lavoro duro, nel piazzale esterno dello stabilimento, che lui non ha mai disdegnato. Nel 2006, con la riapertura delle graduatorie, aveva fatto cambio di Provveditorato e aveva potuto iniziare ad insegnare nelle scuole del territorio. Il suo primo incarico fu a Castelrosso. Marco era un insegnante speciale, di quelli che si rivolgono per primi agli "ultimi" della classe, ai ragazzi in difficoltà a quelli a cui la scuola proprio non va giù. E da loro ha saputo farsi amare come nessun altro. Spesso gli capitava di essere fermato per strada da ventenni, suoi ex alunni, che gli raccontavano con fierezza di avercela fatta anche loro nella vita, e lo ringraziavano per quel tratto di strada fatto insieme. Per lui quella era la soddisfazione più grande. E poi c'era quell'immenso amore per l'Arte, la sua conoscenza profonda della storia e degli artisti che l'hanno fatta. Ironico, dissacrante, davanti ad un quadro che non gli piaceva l'ho sentito spesso commentare: "Bella cornice". Marco ha avuto un unico grande amore, suo figlio, Giovanni Giovannardi, "Nanni". Quel nome raccontava tutto, le sue origini fiorentine, la sua famiglia. Così, infatti, si chiamava suo padre ed era stato bello creare quel filo che li unisse, anche se non si erano mai conosciuti. "Nanni" per Marco era davvero tutto. Il resto era una bella cornice per valorizzare quella che lui riteneva la sua vera opera d'arte. Nella manciata di mesi di malattia, la prova più dura era affrontare il pensiero di doverlo lasciare. Di dover spezzare quel legame profondo che li univa. A settembre gli era stato diagnosticato un tumore raro, inesorabile, nonostante le cure che lui ha affrontato con determinazione e speranza. Era il primo giorno di scuola di Nanni e quella telefonata del medico ci raggiunse proprio mentre l'aspettavamo all'uscita. Nonostante il colpo fosse stato durissimo, voleva farcela e mi ripeteva sempre: "Voglio comprare una pagina del giornale per ringraziare tutti i medici che mi stanno seguendo. Sono speciali". Era stato preso in carico dalla rete oncologica alle Molinette e poi indirizzato all'oncologia di Chivasso dov'era seguito dall'equipe della dottoressa Manzin. Era a loro che Marco indirizzava il suo più profondo ringraziamento. Dopo alcuni giorni in ospedale ad Ivrea, Marco è stato trasferito all'Hospice di Foglizzo. Qui è stato accolto con premure rare. In molti, infatti, si ricordavano di lui come del professore che aveva seguito il progetto con gli anziani dell'adiacente Rsa. Una sinergia tra scuola e struttura che aveva portato alla realizzazione dei pannelli e del bassorilievo che ancora si vedoo entrando. Per tutti loro Marco è stato molto più di uno dei tanti pazienti che passano di là. Sono stati due giorni intensi e pieni d'amore che hanno contribuito a creare quella serenità che ha accompagnato Marco. Ciao Prof. Ciao Giova Ciao Babbo  
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori