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01 Febbraio 2022 - 10:14
Bruno Matola, ex sindaco
Bruno Matola, come ex sindaco e amministratore cosa ne pensi del dibattito in corso nel centrodestra per i candidati alle prossime elezioni?
Chi mi conosce sa con che animo ho amministrato la città nei diversi ruoli, e da quel che leggo e sento mi intristisce notare che alcune dinamiche della vecchissima politica siano più vive che mai. Con piacere ho osservato però che due miei ex compagni di viaggio, Fluttero e Falbo, hanno sottolineato l’importanza di coniugare un progetto ad una figura, a differenza di altri che hanno tirato fuori nomi, nella sostanza aggiungendo tra le righe il classico o così o ognuno per la sua strada. Tutto ciò è spiacevole, quando all’orizzonte ci sono anni in cui non sarà più ammissibile, amministrativamente parlando, tirare a campare, anche nei comuni e nelle città. Le risorse e le opportunità dei fondi straordinari europei per l’Italia creeranno probabilmente maggiori risorse ed opportunità anche per le comunità, sarà in assoluto un tempo tutto nuovo e come è accaduto nel passato saranno le capacità del Sindaco e di chi amministra a fare la differenza, a migliorare e ricominciare a far crescere Chivasso per il bene dei nostri concittadini.
Ritengo, quindi, che chi ha ruolo nei partiti dovrebbe avere anche ben in mente e al centro dei ragionamenti il futuro di Chivasso.
Ma alla fine bisogna trovare un candidato...
Vero, ma le considerazioni sulla persona devono partire da qui; non ho certo la presunzione di suggerire nomi o giudicare quelli oggi sul tavolo, sarei solo di inutile fastidio al dibattito, ma se le candidature sono quelle che ho letto finora, da cittadino chivassese ed ex-sindaco preferirei dare fiducia ad una persona giovane, senza preconcetti, con la giusta ambizione e con la mente aperta a immaginare una Chivasso capace di ripartire dalla città e dalle persone per ricreare un senso di comunità, perso da tempo. In tal senso, e pur senza escludere altri ragionamenti, a me pare che la disponibilità di un ragazzo come Cigliuti risponda bene a questo profilo. Tra l’altro, non si può certo dire che non abbia esperienza politica, quella amministrativa la si impara in fretta, magari con una squadra che in parte conosca già le dinamiche di una città importante come la nostra. Niente contro Giovannini, il passato in politica conta poco di fronte a scelte che riguardano tutta la città, ma se diversamente si pensasse in primis ad un concetto di esperienza si apre un dibattito ampio sulle non poche e diverse persone che potrebbero ricoprire il ruolo di Sindaco per la coalizione, mentre per una figura simile a quella di Emanuele non mi pare di avere visto o sentito altre concrete disponibilità.
Quindi voti per lui?
Ma, guarda, davvero non è questione di voto o di simpatia. Io non ho alcun ruolo politico oggi, ma noi che abbiamo avuto l’onore di amministrare la Città ricordiamo bene tutte le emozioni, le idee, gli stati d’animo, la fatica e le soddisfazioni di quando abbiamo iniziato…E’ per questo che ti dico che ritengo che una figura inedita possa avere le caratteristiche giuste per aprire una nuova avventura senza alcun retropensiero. Ragioniamo su questo, sul profilo meglio adatto alla Chivasso di oggi ed ai suoi cittadini. Sono ovviamente consapevole dell’importanza del ruolo dei partiti, ma ricorderai che ho da sempre pensato che di fronte alle amministrative, allo scegliere chi guiderà la nostra città, il fatto che il candidato sia più o meno funzionale a questa o quella parte politica o della coalizione è solo parzialmente rilevante; soprattutto quando si arriva al testa a testa del secondo turno, la persona ed il gruppo che ha attorno possono fare la differenza, diversamente sia io nel 2006 che Fluttero nel 1997 avremmo perso. D’altronde, e non solo per amicizia personale, cito Enzo Falbo che pur a capo di Fratelli d’Italia e con una lunga e importante esperienza amministrativa in città ha, da subito, messo avanti a tutto l’individuare il profilo giusto prima che l’appartenenza; non solo, ma mi risulta certo che anche la Lega abbia improntato la riflessione per un candidato condiviso sulla figura e sul profilo prima che sulla appartenenza a questo o quel partito. Mi pare quindi, ed al di là dei nomi, una lettura che possa avere ed ha avuto sia senso che logica; se il dibattito delle forze politiche avverrà con questa condivisione, ed all’interno della coalizione e non del singolo partito, sono certo che potremo esprimere la proposta oggi migliore.
Quali priorità, a tuo giudizio, dovrà affrontare il nuovo sindaco?
Sinceramente vedo una Chivasso ancora troppo chiusa su sé stessa e senza più una identità definita; come già dicevo, per i prossimi anni non basterà una gestione “ordinaria”, che segue i ritmi della normale gestione amministrativa, ma una visione un pochino più ampia del e sul futuro della nostra città, ripartendo da ciò che abbiamo ed anche da tutto ciò che abbiamo perso negli ultimi anni; le idee ed i programmi nascono anche dall’allocazione delle risorse di bilancio, ed in questi anni è addirittura emersa una sensazione di incapacità di investire, anche avendone disponibilità.
Ho da sempre l’idea della città come casa, ed uno dei punti da cui ripartire con una logica riguarda la necessaria attenzione agli interventi minori; è tutta da ripensare una manutenzione generale quotidiana, attenta, puntuale, precisa, diffusa e soprattutto programmata su tutto il territorio; da ripensare anche, altro mio pallino, ad una rete di trasporto pubblico urbano leggero e puntuale da sud a nord e da est a ovest, con bus elettrici e di piccole dimensioni. Sono solo esempi, ma l’idea è ripartire dalla vivibilità quotidiana della città. Inoltre, ancora non si è pensato in questi anni ad un serio riordino urbano, che dia una attenzione particolare a “ricucire” con il concentrico i quartieri che più hanno avuto maggior aumento di residenti negli ultimi 20 anni, non certo per occupare ancora territorio ma, ad esempio, per dedicarsi esclusivamente ai recuperi edilizi, sia in città che nelle frazioni, ripensando anche nuovi percorsi, concreti e sostenibili non solo per le attività ed i servizi, di compartecipazione pubblico-privato e senza dimenticare il commercio, da sempre e coniugato con un buon livello di manifestazioni, segnale di vivacità e vivibilità dei quartieri e della città.
Anche stravolgendo completamente le offerte sulle aree industriali esistenti, è anche necessario al più presto ideare percorsi in grado di attratte nuove aziende e attività, offrendo agli imprenditori bassa tassazione iniziale e zero burocratizzazione, ovvero minima spesa di insediamento e tempi brevi e certi; abbiamo perso un sacco di occasioni negli anni per questi motivi. Il resto lo abbiamo: servizi, trasporti e viabilità in un ambito territorialmente centrale a tutto, quindi basta ricominciare dalle nostre prerogative evidenti ed offrire ai potenziali investitori ciò che chiedono. E’ un dovere, perché forse unica azione concreta che una amministrazione può sostenere per sperare di ricreare un po’ di occupazione reale e generare economia indotta.
Ma in tutto ciò mai lasciare indietro l’attenzione alla persona, che come sai ha guidato le mie esperienze amministrative; sarebbe davvero necessario, oggi, ritornare ad una presenza dell’Amministrazione decisamente più forte, nei contenuti e nella sostanza, in ambito sanitario e sociale; perché al di là di ASL e CISS sono coloro che amministrano a dover dare, in ogni maniera possibile, la più corretta lettura del nostro tessuto sociale e dei suoi cambiamenti, per ricominciare a indicare ed attuare azioni e progetti che siano il più possibile risposte ai reali bisogni che oggi, spesso, mutano con grande velocità, ed il rischio vero è di affrontare taluni di questi ambiti con superficialità o, spesso, con azioni di apparenza.
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