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CHIVASSO. Autopsia sulla cake designer, i parenti: “Se aveva il Covid, perché ce la facevano vedere?”

CHIVASSO. Autopsia sulla cake designer, i parenti: “Se aveva il Covid, perché ce la facevano vedere?”

Cristina Toncu

CHIVASSO. Tredici settimane per ottenere l'esito dell'autopsia e per scoprire che Cristina Toncu, la 30enne cake designer di Chivasso, sarebbe morta per Covid e non a causa delle complicazioni dovute a un intervento di fecondazione assistita in una clinica di Chisinau, in Moldavia, suo paese d'origine.
Una doccia gelata per la famiglia della ragazza che, adesso, chiede giustizia.
La versione fornita dai medici moldavi viene respinta al mittente: "Ci sono troppe incongruenze". Tramite l'avvocato Sorina Arnaut, il marito Stefan e i parenti della donna hanno immediatamente chiesto una contro-perizia.
"Le conclusioni di questo rapporto, a nostro avviso, sono distorte”. 
Ha dichiarato il legale nel corso di una conferenza stampa tenuta a Chisinau: “Non escludiamo di chiedere l'ausilio a periti stranieri. Il nostro obiettivo è far emergere la verità sulla morte di Cristina". La trentenne e il marito si erano rivolti a una clinica di Chisinau per il prelievo degli ovociti e per tentare di avere un figlio attraverso la fecondazione assistita. Avere un bambino era il loro sogno. Dopo quattro anni di attesa hanno scelto di tentare la procedura assistita. Solo che durante l'intervento del 26 agosto in clinica, qualcosa non ha funzionato.
La ragazza è andata in arresto cardiaco, è stata trasferita in ospedale dove è morta dopo alcuni giorni di coma.
Il ministero della Salute moldavo ha istituito una commissione di esperti per esaminare le cause della morte della donna e per rendere pubblici i risultati delle indagini.
Secondo l'esame forense la morte è avvenuta a causa di complicazioni causate dal Covid.
La positività della paziente sarebbe stata accertata dai medici dell'ospedale di Chisinau il 28 agosto, due giorni dopo l'intervento nella clinica privata. Nessuno, però, avrebbe mai informato la famiglia anche perché il 26, il tampone rapido aveva dato esito negativo. "Dal 26 agosto al 2 settembre, giorno della sua morte, abbiamo avuto accesso quotidiano alla stanza di Cristina - racconta la madrina della ragazza - se era positiva perché ci hanno fatto entrare?”.
“Perché il personale medico era senza mascherine? Cristina non era isolata e nemmeno in rianimazione".
I parenti restano dell'opinione che la morte sia stata provocata dall'anestesia somministrata durante l'operazione di estrazione degli ovociti: "Non soffriva di malattie croniche e gli esami erano tutti buoni. Siamo sicuri che la morte di Cristina non sia avvenuta a causa del contagio da Covid". Cristina Toncu da dodici anni abitava a Chivasso dove lavorava per la gelateria Antartide di viale Matteotti, in pieno centro. Aveva conosciuto Stefan, elettricista in una ditta di Mezzi Po, mentre era in Moldavia e l'aveva seguito in Italia. Si erano sposati quattro anni fa e da allora non avevano mai smesso di desiderare un bambino. Per questo la ragazza si era convinta a sottoporsi all'intervento. E' possibile che la coppia avesse scelto di effettuare la procedura in Moldavia anche a causa dei costi: in Italia lo stesso intervento costa cinque volte tanto.
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