Le associazioni “Utenti ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta” e ‘Pendolari stanchi Vda’ hanno scritto una lettera agli assessori ai trasporti di Piemonte e Valle d’Aosta per chiedere un “confronto immediato” prima della revisione dell’orario invernale
“Ci corre l’obbligo di sottolineare - scrivono le due associazioni - che i problemi di orario permanenti dallo scorso anno (taglio indiscriminato della fermata di Borgofranco e soppressione delle fermate intermedie tra Ivrea e Chivasso) e quelli all’onore delle cronache di questi giorni (sovraffollamento dei treni bimodali) derivano entrambi da scelte sbagliate e controprodicenti prese dalla Regione VDA. Val la pena sottolineare che sulla Aosta–Torino la grande maggioranza dell’utenza è piemontese e quindi sarebbe un ennesimo e inaccettabile torto una paventata tariffazione punitiva per loro».
Dito puntato in particolare sulla soppressione delle fermate di Strambino alle 7.38 e Caluso alle 7.46. “Questo taglio ha costretto, e costringe tuttora, le persone ad allungare i tempi di percorrenza o a veder fallire le coincidenze a Chivasso dove soli 5 minuti sono concessi per acchiappare al volo i treni provenienti da Milano e diretti a Torino».
Per questa ragione molti utenti avrebbero deciso di raggiungere con mezzi propri la stazione di Chivasso o Torino certificando “il fallimento di qualsiasi politica di trasporto pubblico”.
Uno dei problemi – come si è già sottolineato più e più volte anche grazie alle denunce del consigliere comunale di Ivrea Andrea Benedino e dei consiglieri regionali del Pd Alberto Avetta e Mauro Salizzoni – sono i bimodali acquistati a peso d’oro dalla Valle D’Aosta e che non possono essere allungati.
Epperò di tornare a far correre sulle rotaie le vecchie carrozze, proprio non se ne parla.
Primo, perchè la decisione deve essere presa anche e soprattutto dalla Valle d’Aosta.
Secondo, perchè Trenitalia, a questa storia del sovraffollamento non ci crede poi così tanto.
S’aggiunge che, all’occorrenza, si starebbero mettendoa disposizione autobus sostitutivi, quindi il problema non c’è!
“Le norme – ci aveva spiegato l’ufficio relazioni con il pubblico di Trenitalia –impongono il rispetto dell’80% di occupazione massima dei posti totali omologati del treno, sia di quelli a sedere, sia di quelli in piedi….”. Detta in numeri, per ogni bimodale, l’80% significherebbe non meno di 263 passeggeri, di cui 197 seduti e tutti gli altri nei corridoi. E se è così che stanno le cose non è tanto facile raggiungerel’over booking. A microfoni spenti, poi, Trenitalia aveva anche aggiunto che, di solito, le foto pubblicate sui socialsembrano scattate nel momento in cui il treno sta arrivando a Torino Porta Susa e ci si prepara a scendere.
Della linea ferroviaria Torino-Aosta se n’era anche parlato anche in un recenteconsiglio comunale a Ivre.
Anche in questo caso al centro del dibattito c’era e continua ad esserci la necessità di far sedere attorno ad un tavolo (lo avrebbe dovuto fare il sindaco Stefano Sertoli ma non se n’è mai occupato) gli assessori regionali ai trasporti del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Dopodiché c’è un problema. C’è che decide tutto la Valle d’Aosta e il Piemonte sta a guardare.“Non è accettabile che decidano loro anche per noi… – aveva inforcato Fabrizio Dulla del Pd – Gli appalti della Valle d’Aosta si basano principalmente su risorse ministeriali. Il denaro pubblico è anche dei piemontesi….”.
Dello stesso avviso l’assessore Giuliano Balzola. “Cinque vagoni non erano sufficienti anche prima della pandemia – aveva aggiunto – La Valle d’Aosta fa viaggiare i bimodali per evitare la rottura di carico…. L’assessore regionale piemontese mi ha mandato una nota sui passi compiuti, ma in questo momento manca l’assessore regionale valdostano…”.
Inutile aggiungere che lamentele a 360 gradi non stupisconopiù. Alla fin fine stiamo parlando di un qualcosa finito nel dossier degli orrori (“Pendolaria”) di Legambiente: un elenco delle 10 peggiori linee ferroviarie d’Italia, insieme all’ex Circumvesuviana, alla Roma Nord-Viterbo e la Roma-Ostia Lido.
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