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CHIVASSO. Corse in moto in via Poasso a Castelrosso, Doria: "Questa non è la nostra gente"

Impennate, sgasate, corse senza casco. Questo e tanto altro s’è visto nel pomeriggio di domenica in via Poasso, a Castelrosso, la strada che conduce al cimitero della frazione. Protagonisti delle acrobazie in moto da cross, un gruppo di minorenni che hanno attirato l’attenzione dei passanti e anche di quanti stavano partecipando al motoraduno organizzato dal “Bisko Moto Club Stefano Doria” in piazza Assunta. 

I promotori dell’iniziativa hanno subito preso le distanze da questo gruppo di centauri: avvisati i carabinieri, quando sul posto si è presentata una pattuglia dell’Arma di Chivasso, il gruppo s’è dileguato, con una moto che ha danneggiato un’auto delle forze dell’ordine.

Sul social network facebook, nei gruppi di riferimento della città, intanto, la protesta dei residenti (e non solo) è montata. 

La nostra festa si svolge in modo sano e pulito da 13 anni a questa parte - inforca Matteo Doria, presidente del Bisko Moto Club, nonché consigliere comunale -. Nel pomeriggio di domenica a Castelrosso sono arrivati svariati minorenni, estranei al Bisko, alle nostre zone e al modo civile di vivere. Questi ragazzi hanno iniziato ad intasare via del cimitero sfrecciando, impennando e mettendo a rischio l’incolumità dei passanti”. 

“Avvertito da alcuni residenti, ho lasciato piazza Assunta per verificare che le segnalazioni fossero fondate, e così era - prosegue Doria -. Come  presidente del Motoclub ho ritenuto opportuno e necessario avvisare le forze dell’ordine di quanto stesse accadendo fuori dal luogo della manifestazione. 

La manifestazione procedeva regolarmente, ma questa situazione non era normale: mai abbiamo assistito a gruppi  di minorenni, molti senza casco, imboccare questa via pubblica e commettere atti così insensati. Le forze dell’ordine si sono ritrovate di fronte a decine di ragazzi infiltrati  lungo questa via a compiere pericolose infrazioni di vario genere. Tutto ciò è accaduto fuori dalla manifestazione, con persone arrivate da chissà dove: ma non si può non condannare tutto ciò”.

Siamo rimasti sbigottiti, amareggiati  sconfortati dall’apprendere che cosa sia avvenuto ad alcune centinaia di metri dall’evento - conclude - : questa non è la nostra gente, questo non è il nostro spirito. Auspichiamo che possano essere state identificate più persone possibili dalle forze dell’ordine, in modo tale che chi ha creato così tanto disagio e pericolo possa essere punito in termini di legge. Grande soddisfazione per il successo di pubblico sulle due giornate, ma quanta amarezza per questi episodi”.

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