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CHIVASSO. Mauriziano: l’assessore Centin risponde in Consiglio comunale

CHIVASSO. Mauriziano: l’assessore Centin  risponde in Consiglio comunale

Nel 2009 il Comune di Chivasso aveva approvato il Piano Particolareggiato Edilizio del Mauriziano con due delibere poi annullate anni dopo dal Consiglio di Stato. In foto un sit-in degli ambientalisti chivassesi alla fiera agricola del Carletti del 2013

CHIVASSO. Giovedì scorso in consiglio comunale l’assessore all’urbanistica e all’ambiente Pasquale Centin ha risposto all’interpellanza presentata da un cittadino sulla questione del progetto edilizio “del Mauriziano”.

In marzo e aprile due sentenze del Consiglio di Stato hanno annullato le delibere di consiglio con le quali nel 2009 il Comune di Chivasso aveva approvato il Piano Particolareggiato Edilizio del Mauriziano.

La lettura delle due sentenze fa sorgere dei dubbi sulla sicurezza idraulica della zona: la zona del Mauriziano è oggi al sicuro dal rischio alluvione? Ciò premesso, il cittadino domandava al Comune quali misure e provvedimenti intendesse assumere riguardo: 1) alla destinazione d’uso dei terreni; 2) a eventuali ritocchi al piano regolatore; 3) al Piano Gestione Rischio Alluvioni redatto dalla Regione in collaborazione con gli enti locali.

In risposta, l’assessore Centin ha letto una dettagliata esposizione dello stato della questione e delle intenzioni del Comune.

Cominciamo dalla destinazione d’uso dei terreni e dal piano regolatore:  poiché il Consiglio di Stato ha annullato le delibere del Consiglio comunale che nel 2009 avevano approvato il Piano Particolareggiato cosiddetto “Mauriziano”, ora – ha affermato Centin - l’amministrazione di Claudio Castello intende portare in Consiglio comunale una nuova delibera che riporta indietro la destinazione d’uso delle aree e le norme tecniche di attuazione a quanto allora previsto dal vigente piano regolatore, cioè alla situazione anteriore alle delibere di consiglio del 2009. 

Prima del 2009 vigeva sulla area 4.11 – sulla sola area 4.11 - un PEC approvato dal Consiglio comunale il 9 novembre 1995, al tempo dell’amministrazione di Francesco Lacelli: circa 35.000 metri quadri di superficie, 41.871 metri cubi di costruzioni e 465 nuovi abitanti.

Questo PEC venne “sospeso” a seguito delle alluvioni del 1994 e del 2000, in attesa della realizzazione delle opere di messa in sicurezza (canali, argini, scolmatori), e i proponenti non ne richiesero in seguito la riattivazione.

Nel 2009 il Comune di Chivasso riparte di propria iniziativa e porta in Consiglio comunale il Piano Particolareggiato Edilizio.

Quello che il Consiglio di Stato ha bocciato nei mesi scorsi. Oltre che sulla area 4.11, questo PPE si estendeva anche sulla 5.25, dove si trova il capannone industriale dismesso a fianco del Parco Mauriziano. Le due aree venivano unificate nella nuova area 8.15.

Il nuovo progetto portava a 41.500 metri quadri la superficie, a 56.000 metri cubi la volumetria degli edifici e a 550 i nuovi abitanti. Prevedeva inoltre la costruzione a fianco del Parco di una strada di collegamento fra via Foglizzo e la rotonda di Stradale Torino all’ingresso Ovest di Chivasso. 

Pertanto – ha concluso Centin su questo punto –recependo le sentenze del Consiglio di Stato il Comune sottoporrà al Consiglio comunale una delibera che riporta tutto ai numeri del PEC del 1995: circa 35.000 metri quadri di superficie, 41.871 metri cubi di costruzioni e 465 nuovi abitanti. E niente strada di collegamento lungo il Parco. 

Ovviamente questo sono le intenzioni comunicate dall’amministrazione comunale giovedì sera: non sappiano se e quando l’amministrazione porterà in consiglio la delibera promessa, e nemmeno se il consiglio la approverà.

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

Per quanto riguarda l’aggiornamento delle carte del Piano regionale di Gestione Rischio Alluvionale, l’assessore Centin ha ricordato che tre anni fa, con la Determina 749/2018, il Comune aveva già affidato a un professionista esterno la stesura di una relazione geologica a supporto del piano regolatore. Ora, aggiunge l’assessore, l’amministrazione vuole approfondire questi studi e predisporre una documentazione tecnica propedeutica alla redazione di una variante generale di piano regolatore: una integrazione della documentazione geologica del piano regolatore “tra cui l’adeguamento del quadro del dissesto”. 

Anche su questo punto osserviamo solo che si tratta di una intenzione: non dubitiamo della volontà dell’amministrazione, ma crederemo a tutte queste carte solo quando le vedremo pubblicate nell’albo pretorio. 

I PUNTI IN SOSPESO: IL COLLAUDO DEL 2006

A nostro avviso adesso restano ancora da chiarire alcune questioni. La prima riguarda il “collaudo 2006”, citato giovedì sera da Centin.

Come abbiamo ricordato, in seguito alle alluvioni del 1994 e del 2000 il PEC 1995 fu sospeso. Negli anni successivi furono realizzate le opere per mettere in sicurezza la zona (canali e scolmatori). Nel 2006 il Comune “collaudò” tali opere e con la Delibera di Giunta n. 126 dell’8 settembre 2006 prese atto del collaudo e dichiarò che l’area 4.11 erano posta in sicurezza. Ciò consentì al Comune di riprendere in mano, di propria iniziativa, il progetto edilizio, estendendolo dalla sola 4.11 anche alla 5.25, e di farlo approvare come PPE in consiglio comunale nel 2009. 

Ma, alla luce delle due sentenze di questa primavera del Consiglio di Stato, il Comune di Chivasso considera ancora attendibile quel collaudo oppure ritiene che debba venire riconsiderato, rivisto, aggiornato, “ricollaudato”? La domanda è stata già posta al Comune con una nuova interpellanza del cittadino, non ancora calendarizzata.

IL MISTERO DEL RIO ORCHETTO

Il secondo punto in sospeso riguarda il mistero del percorso del “rio Orchetto”. La sistemazione del rio Orchetto è una delle opere di messa in sicurezza elencate nel collaudo nel 2006: ma dove si trova con precisione il rio Orchetto? Quale dei tanti corsi d’acqua della porzione Ovest di Chivasso è il rio Orchetto? Per il Comune sembra essere la roggia a Sud di Stradale Torino che scende lungo via Orti e la Tola fino al Po.

Ma allora c’entra ben poco con il Mauriziano, che è a Nord di Stradale Torino. Per la Regione, invece, il rio Orchetto è proprio la roggia che passa lungo il Parco Mauriziano e le aree 4.11 e 5.25: ma su questo rio sono veramente state eseguite delle opere di messa in sicurezza dopo le alluvioni? Noi non ricordiamo. 

Oltretutto, per la Regione il “rio Orchetto” è acqua pubblica e come tale gode delle relative tutele: il Comune sa quali sono le “acque pubbliche” del territorio comunale? Per la Regione sono solo due: la roggia Campagna e il rio Orchetto. La roggia Campagna sappiamo dov’è, il rio Orchetto non ancora.

Un cittadino ha presentato una interpellanza chiedendo: qual è e dove passa il “rio Orchetto”? Il “Presidente” (del Consiglio comunale, ndr) non ha ammesso l’interpellanza e ha ingiunto al cittadino di trasformarla in semplice accesso agli atti. Il cittadino ha obbedito al Presidente, ha presentato un accesso agli atti e resta in attesa della risposta. 

GLI ORTI DI VIA SETTIMO

Da decenni i residenti di via Settimo coltivano ad orto alcuni terreni lungo la strada. Ci risulta che i terreni facciano, o facessero, parte dell’area 4.11, quella sulla quale sono stati progettati sia il PEC 1995 sia il PPE 2009. Di chi sono quei terreni? La risposta parrebbe ovvia: di coloro che intendevano realizzare il PEC e il PPE. La cosiddetta “proprietà”. Tuttavia per anni quegli orticoltori hanno cercato di far valere, contro la proprietà, il diritto di “usucapione”. Ce l’hanno fatta? 

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