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02 Agosto 2021 - 15:57
Il Parco Mauriziano interessato da lavori di manutenzione del verde pubblico. Nel riquadro l’assessore Domenico Barengo
CHIVASSO. Anche quest’anno il Comune di Chivasso ha ricominciato ad affidare lavori di manutenzione del verde pubblico extra appaltone generale triennale. L’ultimo affidamento extra è quello della determinazione n. 511 del 27 luglio 2021 per 31.557 euro di spalcatura e rimonda rami secchi delle alberature comunali.
Scrivendo “appaltone generale” esistente ci riferiamo a quello per la manutenzione del verde comunale e il servizio antighiaccio che ogni tre anni il Comune assegna a una ditta specializzata.
Nella primavera dell’anno scorso l’appalto è stato riaffidato per il triennio 2020-2023, e per la somma complessiva di un 1.273.000 euro, all’associazione temporanea d’imprese composta da Maves e Geoverde (Det. n. 309 del 24/06/2020).
Ora, noi continuiamo a non capire perché, nonostante vi sia già un appaltone generale “omnibus” da oltre un milione di euro, ogni tanto il Comune debba assegnare ad altre ditte ulteriori interventi. Scriviamo omnibus perché, a leggere il capitolato dell’appaltone, si direbbe che vi siano già compresi tutti i lavori di manutenzione del verde pubblico che lettori inesperti come noi possono immaginare. Sicuramente la risposta c’è, e noi non siamo bravi a trovarla. Né l’assessore ai lavori pubblici Domenico Barengo ci ha finora aiutato a scovarla.
Riprendiamo appunto la determinazione che abbiamo citato all’inizio, la n. 511 del 27 luglio. Essa appalta alla Ager di Baldissero, per 31.557 euro, dei lavori di “spalcatura e rimonda dei rami secchi di alberi presenti all’interno di aree verdi comunali anno 2021”. Dove, in quale parte del territorio comunale?
La determina elenca: Parco del Mauriziano, Parco del Bricel, area verde attrezzata Orco Beach, aree verdi di via De Gasperi e viale Vigili del Fuoco/ Togliatti. Notiamo di passaggio che questi luoghi però non compaiono nel capitolato speciale di appalto, che parla genericamente di “percorsi, viali, aiuole, parchi e pertinenza attinenti al verde pubblico”, senza indicare quali e dove. Un capitolato un po’ generico: come si regolerà la ditta?
Ma, soprattutto, il fatto è che le voci “Spalcature arboree” e “Potatura di rimonda” compaiono già nell’appaltone triennale Maves - Geoverde, per la precisione alle p. 23 e 45 del capitolato. Perché allora il Comune spende altri soldi per far eseguire lavori che l’ente stesso chiama con lo stesso nome? Facciamo notare che, nella citata determina del 27 luglio dei 31.557 euro extra - e come nelle precedenti determine extra delle quali abbiamo scritto nei mesi scorsi - non viene nemmeno ricordato che esiste già l’appaltone triennale 2020-2023 omnibus da un milione e mezzo di euro.
Sarebbe bello che in queste determine il Comune spiegasse ai cittadini: “il Comune ha affidato in data x e con determina Y l’appaltone triennale omnibus. Tuttavia si tende necessario far eseguire lavori supplementari, e adesso vi spieghiamo il perché”. Purtroppo questa spiegazione non la troviamo mai.
È vero che la determina espone dettagliatamente, con un bel linguaggio ispirato, le ragioni di questi lavori extra: ma non chiarisce perché non dovrebbero rientrare nell’appaltone generale.
Ad esempio, la determina spiega che il territorio del Comune è “caratterizzato dalla presenza di oltre 4500 specie arboree, di cui oltre la metà è ubicata nel concentrico urbano all’interno di aree verdi caratterizzate da un alta frequentazione quali parchi urbani , giardini pubblici , viali , piazze e scuole per cui occorre provvedere anche durante il periodo estivo ad una serie di interventi mirati al diradamento dei rami bassi finalizzato ad aumentare il conferimento di aria e luce alla chioma degli alberi (“spalcatura”) e alla rimozione dei rami disseccati (“rimonda del secco”) in modo tale da conferire all’albero un’ assetto equilibrato e armonioso”.
Benissimo, un elogio sincero al Comune per questa cura del verde pubblico: ma visto che si tratta di lavori prevedibili, e la cui necessità si ripresenta invariabilmente a ogni estate, non dovrebbero già far parte dell’appaltone triennale? Dove in effetti i termini spalcatura e rimonda si trovano, eccome se si trovano, come abbiamo visto.
Infine, una curiosità. La determina comincia con l’affermazione che nel territorio comunale ci sono “oltre 4.500 specie arboree”. Il Comune da dove ha ricavato questo numero? L’ente possiede un catasto o censimento degli alberi? La normativa nazionale lo esige.
Il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 10 marzo 2020 (Criteri Ambientali Minimi per la gestione del verde pubblico) obbliga i Comuni a dotarsi di un censimento del verde, oltre che un piano del verde, un regolamento del verde pubblico e un bilancio arboreo. Sono strumenti che servono a “garantire l’approccio strategico di medio-lungo periodo, e che “rappresentano la base per una corretta gestione sostenibile del verde urbano”.
A noi non risulta che il Comune di Chivasso abbia fatto redigere un censimento del verde.
Certo un Comune, soprattutto in questi tempi di pandemia, di crisi economica e altri disastri, con le sue limitate risorse non può fare tutto. È costretto a inseguire faticosamente e ansiosamente le emergenze. Non è nelle condizioni di adeguarsi in quattro e quattr’otto alla inflazionata normativa. Inoltre il Ministero dell’Ambiente è stato opportunamente eliminato. Però il Comune, se le cose purtroppo stanno così, dovrebbe almeno astenersi dal dare i numeri come quello della 4.500 specie arboree.
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