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CHIVASSO. Mauriziano: giovedì in Consiglio comunale il progetto bocciato dal Consiglio di Stato

CHIVASSO. Mauriziano: giovedì in Consiglio comunale il progetto bocciato dal Consiglio di Stato

L’ingresso del Parco Mauriziano

CHIVASSO. Giovedì alle 19,30 il progetto edilizio cosiddetto “del Mauriziano” torna in Consiglio comunale. 

Ci torna sconfitto, ma solo per il momento. Ci torna per merito di Legambiente e di altri cittadini che per oltre dieci anni si sono battuti, a colpi di manifestazioni e di ricorsi alla giustizia amministrativa, contro il progetto di 200 appartamenti, una palestra e una strada in terreni confinanti con il Parco.

Finché l’associazione ambientalista l’ha spuntata definitivamente pochi mesi fa, quando con due sentenze il Consiglio di Stato ha annullato le delibere del consiglio comunale che nel 2009 avevano approvato il progetto.  

Per la precisione, quelle delibere avevano approvato un “Piano Particolareggiato Edilizio” presentato in consiglio nell’aprile 2009 addirittura dal Comune (“predisposto dall’Area Edilizia e Territorio a firma del dirigente Ing. Francesco Lisa”), che lo aveva audacemente presentato come un fattore di miglioramento della storica area verde. 

Il Consiglio comunale aveva naturalmente approvato il progetto, ma non tutti i consiglieri erano stati d’accordo. Era contraria, o anche solo perplessa, la minoranza di centro sinistra: Michele Scinica di Rifondazione comunista aveva votato contro, mentre si erano astenuti i dubitanti Assunta Desiderio, Claudio Castello, Mario Fatibene e Giovanni Scinica. Nel 2011 anche la Regione di Roberto Cota aveva approvato la variante strutturale di piano regolatore collegata al progetto.

Una raccolta firme a difesa del Parco aveva rapidamente raccolto duemila firme. Era stata promossa dal Comitato Parco Mauriziano, del quale era animatore principalmente Massimo Zesi di Rifondazione comunista. 

Poi era entrata in campo a carte bollate Legambiente. La controversia in sede di giustizia amministrativa, durata undici anni, conta ben due sentenze del TAR e le due recenti del Consiglio di Stato. Una sola favorevole al progetto – la prima del TAR – e tre definitivamente contrarie al grande intervento edilizio. Il Comune si è sempre costituito in giudizio contro Legambiente a difesa del “proprio” piano edilizio. 

Ora, nel consiglio di giovedì sera, un chivassese presenterà una “interpellanza del cittadino”. Essa domanda al Comune quali provvedimenti e misure intenda assumere dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il “suo” (del Comune) piano edilizio. Provvedimenti che potrebbero riguardare sia il Piano Regolatore, sia la Direttiva Alluvioni, sia la destinazione d’uso delle aree interessate.

È vero che il Consiglio di Stato ha soltanto bocciato quel particolare piano edilizio, e non il Piano Regolatore e le altre norme che ne hanno consentito l’approvazione. Pertanto il Comune stesso, o la proprietà, potrebbe presentare un nuovo progetto.

Tuttavia, nelle sue sentenze il Consiglio di Stato ha svolto delle considerazioni che pongono in dubbio che quelle aree siano al sicuro dal rischio alluvione. Con il famoso “collaudo” del 2006 il Comune aveva dichiarato messe in sicurezza le aree interessate, e questa dichiarazione aveva aperto la strada all’approvazione del piano edilizio.

Il collaudo riteneva infatti che le aree fossero ormai in sicurezza perché erano state realizzate delle opere (scolmatori, canali, argini) che dovrebbero scongiurare il ripetersi di alluvioni come quelle del 1994 e del 2000.  Adesso però le sentenze del Consiglio di Stato riaprono la questione della sicurezza dal pericolo alluvione.

Che cosa intende fare il Comune? Modificare il piano regolatore, far adeguare la Direttiva alluvioni, cambiare destinazione d’uso delle aree interessate? Inoltre, il Consiglio intende annullare il piano che esso ha approvato a maggioranza nel 2009? L’appuntamento è per giovedì alle 19,30. Il consiglio comunale si può seguire in diretta sul sito del Comune.

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