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CHIVASSO. Cambursano: "Due pesi e due misure"

CHIVASSO. Cambursano: "Due pesi e due misure"

Renato Cambursano

Ci scrive Renato Cambursano, ex sindaco di Chivasso e già parlamentare. Ci scrive e continua così la polemica a distanza tra i pezzi di quella che sembra sempre di più essere una maggioranza che sta insieme solo con la colla, in vista della tornata elettorale del 2022. Ci scrive e ne ha un po’ per tutti, dal sindaco Claudio Castello alla sua vice Tiziana Siragusa. Ma, soprattutto, l’assessore alle Politiche Sociali Claudio Moretti.  Riceviamo e pubblichiamo il testo di Cambursano.

Chi non ricorda le dure polemiche politiche e di conseguenza anche giornalistiche contro l’allora Sindaco di Chivasso Libero Ciuffreda perché non svolgeva il suo mandato di primo cittadino a “tempo pieno” ma lo condivideva con la professione di Primario alle Molinette, anzi qualcuno suggerì addirittura di fare un sondaggio su questa questione, ma poi non se ne fece nulla. 

Durante la campagna elettorale comunale del 2017, nei dibattiti pubblici fu chiesto ripetutamente a tutti i candidati già sin dal primo turno, e ancora di più  ai due che andarono al ballottaggio e cioè Claudio Castello e Matteo Doria, se eletti avrebbero svolto la sindacatura a tempo pieno o parziale e la loro risposta fu secca e senza possibilità di dubbio alcuno: avrebbero fatto il Sindaco a TEMPO PIENO! Come non crederci? Sono impegni presi coram populo da persone che mantengono la parola data!

Eh no: le bugie hanno le gambe corte, anzi ultimamente abbiamo scoperto che le “gambe si sono ulteriormente accorciate”, infatti Claudio Castello fa il sindaco di Chivasso a tempo parziale. Evviva la sincerità, la coerenza, l’onestà intellettuale! Constato però che purtroppo nessuno lo ha fatto rimarcare se non chi scrive almeno un paio di anni fa, e nessuno ha posto il problema in Consiglio Comunale…!

Eccoci ai DUE PESI e alle DUE MISURE, e pensare che la Giunta Comunale presieduta da Ciuffreda era formata dal fior fiore del centro sinistra: Corcione all’Urbanistica e Ambiente, De Col all’Assistenza, Mazzoli allo Sport, Claudia Buo al Bilancio e, dulcis in fundo, Castello ai Lavori pubblici, del cui operato nessuno se ne è accorto!

Ciuffreda non potendo rinunciare agli emolumenti da Sindaco, li ha destinati all’ l’Università e al Festival della legalità! Non mi risulta che Castello sindaco abbia fatto altrettanto…!

Veniamo ora al grosso problema socio-assistenziale nella nostra Città e nelle nostre frazioni. 

Nella passata legislatura locale, l’assessore aveva fatto un lavoro egregio, infatti “Chivasso Solidale con sé stessi” ha pensato bene di non riproporla in Giunta ma di soddisfare con altra delega, Zarathustra/Siragusa, “compagna del compagno/vero ‘sindaco’ di Chivasso”. 

La situazione sociale nella passata legislatura, pur se delicata per tante famiglie soprattutto di immigrati, non è da paragonare a quella che si è venuta a creare in questi ultimi anni.  

All’indomani delle elezioni del giugno 2017, nel conferire le deleghe, il sindaco Castello ha accorpato le Deleghe “alla sanità, alle politiche per la casa, alle politiche giovanili, all’integrazione, alla famiglia, alle politiche sociali (welfare, solidarietà, handicap), volontariato, politiche del lavoro e dell’occupazione, della formazione professionale” conferendo un unico incarico ad un nuovo assessore.

Per seguire tutto queste deleghe occorreva un SUPER ASSESSORE e Castello sindaco, novello Diogene che cercava l’uomo in pieno giorno con una lanterna accesa, lo ha trovato, eccome se lo ha trovato.   

Cos’è avvenuto in questi quattro anni di “governo” (?) di Castello sul fronte sanitario e sociale? Riformulo la domanda: la città di Chivasso ha un assessore alle politiche sociali?  Mi dicono di sì anche se sono in molti a non averlo visto all’opera! Mi dicono ancora che la delega che gli era stata conferita, fu poi sospesa/autosospesa e riconferita.     

Dei prime due anni non c’è traccia alcuna del suo operato, se non il prosieguo da parte degli uffici competenti di quanto messo in campo dalla Giunta Ciuffreda. 

Poi cosa succede? 

Il superassessore vinto il concorso dirigenziale presso l’ASL TO 4, prima restituisce la delega alla Sanità e poi il 20 agosto 2019, rassegna le dimissioni per ragioni professionali (direzioni di due cardiologie: a Chivasso e a Ivrea). 

In realtà la decisione era nell’aria da tempo, infatti nell’ultimo Consiglio Comunale prima della pausa estiva del 2019, alcuni consiglieri di maggioranza avevano puntato il dito “chiedendo una marcia in più all’assessorato alle Politiche sociali”.

In città tutti si disperano! “Come facciamo ora senza l’assessore”?

Ecco la domanda posta dal 100 per cento dei Chivassesi. Nessun problema, risponde il sindaco Castello: “ghe pensi mi”, ci penso io, mi riprendo la delega e va bene così madama la marchesa. Infatti una specifica delega così ampia poteva ritornare tranquillamente nelle mani di chi l’aveva conferita e poi stiamo parlando di uno che dedica alla città il tempo pieno, così come aveva promessa in campagna elettorale!

Qualche mese dopo il sindaco ritorna sui suoi passi e dall’alto del “minareto” di Palazzo Santa Chiara, sede del Municipio, a mo’ di muezzin, con l’altoparlante, implora l’assessore a ritornare perché lui non ce la fa più e poi non può privarsi di cotanto apporto! 

Ed eccoci al ritorno del “salvatore”. Abemus ‘assessorem’! La Città è salva!  In realtà che non ci sia più stato per alcuni mesi, in questo periodo non è cambiato nulla!

Purtroppo all’inizio del 2020 scoppia la pandemia e con essa tanti ammalati, tanti decessi, lutti in famiglie, difficoltà sociali ed economiche. 

In situazioni del genere occorrerebbe un Sindaco a tempo pieno ed un assessore vero.  Ed invece NULLA! 

Se non fosse per la struttura comunale che fa fronte come può alla situazione emergenziale creatasi, ci sarebbe stato il vuoto più totale. 

Qualche proclama registrato ed inviato via etere, qualche saturimetro consegnato con tanto di foto e articoli sui giornali (ben 5 saturimetri per una città come  Chivasso…tanta roba), qualche mascherina promessa mai arrivata sino a quando non ci pensa la Regione Piemonte, alcune aziende del territorio attraverso delle donazioni e addirittura il Sindaco della città polacca di Przemyl con cui Chivasso è gemellata. 

Per i “buoni spesa”, nella fase più acuta della malattia, non si è stati capaci di spendere neppure l’intera somma messa a disposizione, mentre altri comuni, Settimo Torinese per esempio, ha impiegato anche risorse proprie. Non parliamo poi del mancato sostegno alle attività economiche, iniziando dalla sospensione dei tributi locali. 

Della gestione 2020 NON è stato effettuato alcun Rendiconto, non è stato riportato all’attenzione del Consiglio Comunale e tanto meno ai cittadini. 

Tutte queste vistose carenze sono state oggetto di un’attenta analisi da parte di LiberaMente e messe “nero su bianco” in una lettera che avrebbe dovuto essere ad uso interno alla maggioranza, come scritto nella premessa, ma che qualcuno – vero “compagno della compagna Zarathustra/Siragusa”? – ha pensato bene di farla pervenire ai giornali locali. 

Interpellato, da questi ultimi, in proposito, quale presunto ispiratore della missiva, ma in realtà non ne ero stato affatto informato anche perché non facevo più parte di Liberamente, e non conoscendo le premesse citate, mi sono dissociato nel metodo e soprattutto nel momento che stavamo vivendo.  

Correttezza avrebbe voluto che del contenuto si fosse discusso all’interno della maggioranza e della Giunta, soprattutto si fosse fatto sentire l’assessore alle politiche sanitarie e sociali che invece è stato “muto come un pesce” e si fossero apportati i correttivi necessari. Ma chiedere “correttezza” a qualcuno è tempo sprecato. 

Il confronto tra le politiche sociali messe in campo da altri comuni con quelle del nostro è impietoso. Basta andare a vedere quanto fatto dalla Città di Settimo sia nella fase emergenziale pandemica, che in tempi “normali” e si scoprirà che colà sono tantissime le iniziative che vanno dall’accoglienza ed inclusione dei richiedenti asilo e rifugiati - fornendo vito e alloggio , attività di accompagnamento, finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi sociali fra i quali l’assistenza socio-sanitari, all’apprendimento della lingua, all’istruzione degli adulti, agli  interventi di informazione legale, sui diritti e doveri dei beneficiari, ecc. – alle iniziative  per tutti i cittadini di Settimo che si sono trovati in difficoltà abitativa, sociale ed economica. 

E da noi? La risposta non la do io ma un signore che vive più intensamente di me queste problematiche, il quale non più tardi di un mese fa mi disse: “ma a Chivasso esiste una politica sociale?” Gli risposi: “questa domanda dovresti porla all’assessore competente”. A voi l’ardua sentenza!

Questo assessore un attimo di ravvedimento operoso lo ha avuto, unitamente al mio interlocutore telefonico (anche lui, anzi anche loro assessori) subito dopo che i media avevano informato quanto emergeva dall’Ordinanza del Tribunale di Torino, in una riunione informale la Giunta comunale, alla presenza naturalmente del sindaco il quale viene sottoposto ad una raffica di domande sulle telefonate in arrivo ed in partenza verso “Pino” Vazzana. Quel mio interlocutore telefonico e il superassessore dopo essersi dichiarati “molto preoccupati” hanno testualmente detto che “qualora anche solo una forza politica di maggioranza si fosse tirata fuori per queste vicende, loro si sarebbero dimessi, anche perché non potevano lasciare la questione LEGALITA’ nelle sole mani di Ciuffreda qualora si fosse sfilato”, cosa poi avvenuta. 

Infatti lor signori sono ancora lì! 

Della serie: dire una cosa e farne un’altra!

Castello sindaco una domanda netta, che spero abbia una risposta altrettanto netta: HAI CHIAMATO AD AIUTARTI QUESTI PERSONAGGI ANCHE ALLE PRIMNARIE?  I Chivassesi attendono una risposta! Perché ti nascondi? 

Castello sindaco se ci sei batti un colpo, dilla una volta per tutte la verità: li hai chiamati ad aiutarti, si o no?

Dì la verità. Ti costa così tanto? Devono arrivare i Magistrati a fare luce anche su questo? 

Renato Cambursano

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