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22 Giugno 2021 - 12:21
'ndrangheta Chivasso, Cambursano insiste sui verbali delle primarie 2017. Renato Cambursano non indietreggia di un millimetro. Non l’ha fatto dall’indomani mattina degli arresti dell’operazione “Platinum Dia” e della notizia conseguente delle intercettazioni telefoniche tra Giuseppe Pino Vazzana, uno degli arrestati ritenuto dagli inquirenti affiliato con la dote di picciotto al locale di Volpiano, e l’allora candidato sindaco (era il giugno-luglio 2017) Claudio Castello. E certamente non lo farà ora, che il fuoco degli ex amici di maggioranza (Pd e Chivasso Solidale, ndr) gli è piombato addosso semplicemente per aver detto la sua - come per altro fa da anni l’ex sindaco e parlamentare - su questa vicenda.
Cambursano nemico pubblico numero 1 o numero 2, a seconda che il bersagio della maggioranza sia lui o l’ex sindaco, ed altro ex “amico”, Libero Ciuffreda.
Con una nota stampa data all’unico giornale con cui parla la maggioranza - la Nuova Periferia - Castello, Pd e Chivasso Solidale attaccano chiunque osi gettare discredito sulla figura del sindaco (che non è indagato per quelle telefonate, ndr) e dunque non è tenuto a fornire altre spiegazioni sull’etica e sulla moralità del suo comportamento durante l’estate del 2017. E si torna a parlare di 'ndrangheta a Chivasso.
“Purtroppo per il sindaco Castello i suoi “difensori” altro non sono che “avvocati delle cause perse” o se preferite “degli azzeccagarbugli” di manzoniana memoria: infatti gli recano più danni loro che un esercito di “cavallette” (una delle sette piaghe d’Egitto narrate dalla Bibbia) - inforca, com’è suo solito, l’ex sindaco e parlamentare Renato Cambursano che di lasciar correre l’ultimo comunicato stampa della maggioranza proprio non ne ha voglia. E così continua la polemica sulla 'ndrangheta a Chivasso -. La loro specifica caratteristica, identica a quella del loro sindaco, è quella di ritenere i propri/nostri concittadini degli incapaci di intendere e di volere. Accusano altri di “scarsa onesta intellettuale” quando loro non ne hanno affatto: infatti pensano di avere a che fare con gente che non sa leggere gli atti dell’Ordinanza del Tribunale di Torino in merito all’Operazione “Platinum” dalla quale emergono chiaramente alcuni fatti incontrovertibili”. Eccoli i fatti incontrovertibili per Cambursano: “Giuseppe Vazzana ed il fratello sono in carcere perché, secondo i Magistrati, sono appartenenti alla ‘Ndrangheta ed in essa Operativi da anni. Nell’Ordinanza si legge: “Appare evidente come Vazzana Giuseppe sia legato al sindaco di Chivasso da un’amicizia di vecchia data che gli consente di instaurare con quest’ultimo un canale di comunicazione privilegiato rispetto al resto della cittadinanza e di sottoporgli le proprie esigenze in maniera più snella ed informale rispetto alle consuete procedure burocratiche comunali”.
Domanda, assolutamente non impertinente: Castello sindaco, perché consentivi a “Pino” Vazzana di avere un “canale di comunicazione privilegiato” rispetto a tantissimi altri cittadini di Chivasso? Ricordatevelo sempre che queste non sono parole mie ma dei Magistrati!
Più avanti, sempre loro, che ficcano il naso dove non dovrebbero, riportano una conversazione telefonica tra Giuseppe Vazzana e la madre Domenica risalente al 3 ottobre 2017, nella quale leggiamo: “però lui (Castello) si è sbattuto, cioè …è un amico…questo è un mio amico…”.
Altre domande non impertinenti: Castello sindaco, come fai ad affermare che Pino Vazzana non è un amico, ma solo un conoscente”? Che bisogno aveva “Pino” di mentire alla madre?
Castello sindaco, per che cosa ti “sei sbattuto” per Pino? Il 12 giugno del 2017, il candidato a Sindaco, Claudio Castello, telefona a Vazzana chiamandolo per nome e gli dice esattamente così: “Adesso devi vincere, eh Pino”.
Ancora una domanda non impertinente: Castello sindaco, perché ti sei rivolto a Vazzana dicendogli addirittura “Adesso devi vincere, eh Pino”? Cosa volevi dire con questa affermazione quanto meno strana? Che se vincevi tu vinceva anche lui? Oppure invertendo l’ordine dei fattori, che era lui che doveva vincere? Ma vincere che cosa? A che gioco stava/te giocando?
Castello sindaco una domanda netta, che spero abbia una risposta altrettanto netta: hai chiamato ad aiutarti questi personaggi anche alle primarie?
I chivassesi attendono una risposta!
Ma Castello sindaco e i suoi quattro “angeli custodi” la risposta continuano a non darla e non lo faranno mai!
Perché? Preferiscono menare il can per l’aia con argomentazioni che non solo non chiariscono nulla, ma anzi aggravano la situazione, tipo: “allora nessuno aveva sollevato dubbi, vergognoso farlo oggi”; oppure: “il risultato è stato talmente ampio a favore ‘ del nostro assistito’, che non può essere messo in discussione”.
Domande non impertinenti: non è infinitamente più vergognoso mettere la testa nella sabbia e non andare a vedere cosa è davvero successo allora e poi finalmente dire, non a me ma ai Chivassesi, la verità?
Castello sindaco se ci sei batti un colpo, dilla una volta per tutte la verità: li hai chiamati ad aiutarti, sì o no?”.
“Bravi, continuate così - conclude Cambursano -. Se i magistrati lo vorranno, loro sì potranno accedere agli elenchi dei partecipanti a quella consultazione interna al Centrosinistra per verificare come stavano le cose già prima delle elezioni vere, e così verificare il perché il sindaco Castello “si sbatteva” così tanto per “l’amico” Pino. Vedasi citazione del 3 ottobre 2017!
Personalmente un’idea me la sono fatta ed è questa. Ora che hanno 3,8 milioni di euro da spendere, frutto della pessima gestione dei 4 anni passati a non fare nulla, andati ad incrementare a dismisura l’Avanzo di Amministrazione, li vogliono spendere, in questi pochi mesi, nella spartizione per iniziative esclusivamente elettorali ( contributi, piccoli interventi di ordinaria amministrazione per in quali non c’è bisogno della “politica”, basta e avanza la capacità amministrativa della struttura comunale) e non già a risolvere i veri problemi della Città di Chivasso e delle Frazioni. Per questi hanno presentato una lunga lista della spesa a valere sul Recovery Plan per circa 53 milioni di euro. Illusi ed incantatori di serpenti: troppi progetti presentati solo alla riapertura dei termini fatta dalla Regione per i ritardatari come voi, che se il “buon vento” per una volta soffiasse su Chivasso e qualche risorsa finanziaria arrivasse, questa non sarà più gestita da voi, ma da chi vi succederà, perché voi sarete spazzati via!
Al Sindaco Castello, al Presidente del Consiglio Comunale Gianni Pipino, ai Consiglieri che hanno bocciato la proposta fatta da Claudia Buo di costituirsi parte civile nei processi che presto saranno celebrati nei confronti degli arrestati nell’ambito dell’Operazione Platinum, un’ultima domanda: perché siete contrari?
Ve lo chiederemo tutti i giorni ed in tutti i modi, così come continueremo a chiedere a Castello sindaco e a voi se ha chiamato l’amico Pino Vazzana ad aiutarlo nelle primarie!”.
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