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31 Maggio 2021 - 23:45
Non ha tardato ad arrivare la replica di Renato Cambursano, ex sindaco e parlamentare, alle accuse ricevute in Consiglio da Domenico Mimmo Scarano, consigliere di Chivasso Solidale. Cambursano aggiunge dunque nuovo pepe al botta e risposta con gli esponenti della lista il cui coordinatore è Giovanni Mastroleo, compagno della vice sindaca Tiziana Siragusa.
Ma non si ferma: nella sua lunga analisi dell’ultimo Consiglio, in cui si parlava dell’operazione Platinum Dia e della “questione morale”, non ha risparmiato attacchi anche al primo cittadino Claudio Castello, al consigliere Adriano Pasteris e alla capogruppo Pd Cristina Peroglio.
Ecco la lettera di Cambursano.
“Bravo Mimmo, finalmente un intervento degno di te in Consiglio Comunale di giovedì: attaccare gli assenti. Ma sono abituato a simili bassezze, proprie della tua appartenenza politica!
Ora ti spiego il “mio naso doppio”.
Nell’intervista video del 7 maggio, mi è stato chiesto: “C’è un vaccino contro l’ndrangheta?” Risposta: “ No, non c’è un vaccino, ma il mio naso doppio, mi dice che occorre avere la capacità di capire cosa avviene sul territorio, chi si muove, come si muove, chi rappresentano e quindi prendere le relative contromisure, stare a distanza da questo mondo”. Questo mi ha detto il mio “nas dubi”! Visto che questa capacità, non l’avete dimostrata, infatti in 10 anni rieccoci da capo, ci penseranno i Chivassesi, non a cambiare questa vostra politica, ma voi, non certo il sottoscritto.
Ora vengo alla tua/vostra vicesindaca, la quale l’altra sera ti ha superato in intuizione, quando ha affermato che “Il problema della legalità viene fuori quando arriva la magistratura!”. Purtroppo in quel momento ed in Consiglio Comunale rappresentava la Città di Chivasso, in quanto titolata dal Sindaco Castello “con delega alla Legalità”. COMPLIMENTI TIZIANA SIRAGUSA!
Domanda: che serve questa delega, se basta la Magistratura. Tutte le belle parole che avete pronunciato in questi 4 anni, a che cosa sono servite? A riempirvi la bocca o dare aria ai denti?
Ma si consoli la vicesindaca, l’altra sera la compagnia era larga.
La capogruppo del PD, Cristina Peroglio, con altre parole ha detto le stesse cose: “Qual è il modello di politica che immaginiamo? Dovremmo blindarci dentro il palazzo, senza ascoltare i bisogni dei cittadini e le loro esigenze? Giusto! Brava! Infatti è proprio per ascoltare le esigenze del cittadino Vazzana che il 12 giugno 2017, in piena campagna elettorale per il ballottaggio, Castello gli telefona dicendogli confidenzialmente: “Adesso devi vincere, eh Pino” e quest’ultimo “gli assicura il proprio impegno elettorale “.
Ora, però, per il Sindaco “Giuseppe Vazzana non è un mio amico, ma un conoscente. Le amicizie si basano su stima, frequentazioni, condivisioni di passioni…”.
Concordo! Ma allora, dei due l’una: o ha ragione Castello o hanno ragione i Magistrati che il 12 luglio, sempre del 2017, scrivono nell’Ordinanza: “…appare evidente come Vazzana Giuseppe sia legato al sindaco di Chivasso da un’amicizia di vecchia data che gli consente di instaurare con quest’ultimo un canale di comunicazione privilegiato rispetto al resto della cittadinanza e di sottoporgli le proprie esigenze in maniera più snella ed informale rispetto alle consuete procedure burocratiche comunali”? . Credo che i Magistrati faranno buon tesoro di queste affermazioni del Sindaco in Consiglio Comunale!
Cristina, che ne dici di questo modo di stare in mezzo alla gente? Siamo a ”figli e figliastri”?
In una conversazione telefonica tra Giuseppe Vazzana e la madre Domenica risalente al 3 ottobre 2017, tra le altre cose, leggiamo: “però lui (Castello) si è sbattuto, cioè …è un amico…questo è un mio amico…”.
Che bisogno aveva “Pino “di mentire alla madre? Sono i Magistrati che hanno preso un abbaglio? Può darsi, vero?
Infatti, la Magistratura immaginando di avere a che fare con una persona in stato di santità dalla quale apprendere qualche nuova preghiera o qualche buon insegnamento di vita, mette sotto controllo il telefono di “Pino” Vazzana e purtroppo per lui e per Castello, i Magistrati scoprono che colui che 4 anni dopo viene arrestato con il fratello, è tutt’altra persona, più dedita alle preghiere al candidato a sindaco nonché assessore uscente, che al Buon Dio!
Compito della LIBERA STAMPA e dei cittadini pensanti e liberi, ai quali ho la presunzione di appartenere, è quello di raccontare i fatti e fare le proprie considerazioni, alla luce anche di quanto accaduto 10 anni fa, quando già ci siamo trovati con la malavita organizzata che tentava di mettere le mai sulla città di Chivasso, con il rischio dello scioglimento del Consiglio Comunale, superato solo perché nel contempo era stato eletto sindaco il dottor Libero Ciuffreda, il quale ora ha usato un’espressione inequivocabile: “INQUIETANTE!”
I Chivassesi sanno distinguere tra considerazioni politiche, che come cittadini abbiamo il dovere morale di fare, come la pensiamo e di NON TACERE di fronte ad un caso così grave. I percorsi giudiziari non mi competono.
E poi c’è il professor Adriano Pasteris, che dai banchi dell’opposizione, afferma perentoriamente: ”Siamo qui a farne di questa vicenda una questione di lana caprina: mi sfugge la distinzione tra la responsabilità penale e la responsabilità morale. Se c’è la prima c’è anche la seconda, altrimenti se non c’è la prima mi chiedo perché dovrebbe esserci la seconda. E’ difficile parlare di responsabilità morale quando non c’è responsabilità penale”.
Meno male che ci sei tu, Adriano, a spiegarci come stanno le cose, infatti ha torto marcio Don Ciotti - citato da Claudia Buo nel suo intervento di giovedì scorso – quando in occasione del 29° anniversario della strage di Capaci, affermava: “ il rischio è la normalizzazione del pericolo mafioso.” E ancora: “della legalità si è fatto un abuso retorico, per certi versi sedativo. Molti dicono “legalità” per mettersi la coscienza in pace, per sentirsi dalla parte giusta”
Soltanto due mesi fa, il Sindaco Castello scriveva: “Non è passato molto tempo da quando Chivasso ha sperimentato con mano il peso e la presenza delle mafie. Da allora le due amministrazioni che si sono succedute hanno voluto mettere in chiaro un cambio di rotta che ha portato alla consegna della Cittadinanza Onoraria ai Carabinieri (cosa c’entra?!) e a tanti interventi culturali affinché si possa conoscere a fondo un fenomeno che in varie vesti rischia di entrare nel nostro tessuto sociale e commerciale”. Potrei citarne altre di belle parole pronunciate/scritte da Castello contro il sistema mafioso, che gli fanno onore, peccato quelle telefonate in piena campagna elettorale… proprio con un mafioso!
Ancora don Ciotti:” Si esibisce la legalità come una credenziale per poi usarla come lasciapassare, come foglia di fico anche di misfatti e porcherie. Ecco allora che l’espressione “educazione alla legalità, andrebbe arricchita con la parola RESPONSABILITA’ “.
In tutti gli interventi fatti dai personaggi citati sopra, di questa RESPONSABILITA’ non c’è proprio nulla! L’ex Procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, citato ancora da Claudia Buo in Consiglio, scriveva a margine dell’operazione “ Minotauro” ben nota a Chivasso: “La mafia c’è perché c’è mercato per i suoi SERVIZI, ci sono tante persone che traggono VANTAGGIO dall’esistenza della mafia, persone che non hanno nessun interessa a denunciarla. Persone, POLITICI E AMMINISTRATORI, che la legge penale non può punire perché la loro colpa è l’OPPORTUNISMO”!
“Intelligenti pauca” dicevano i latini, o se preferite “a buon intenditor poche parole”, vero Mimmo, Tiziana, Cristina, Adriano e soprattutto CLAUDIO CASTELLO quando affermate che “non c’è nulla di penale”!”.
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