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20 Aprile 2021 - 13:53
CHIVASSO. Recovery Plan, Cambursano critico: "Una lista della spesa". Quattro chiacchiere con Renato Cambursano sull’elenco delle opere che Chivasso ha presentato per il “Recovery Plan”.
Dopo la lettera inviata dai comuni dell’Area Metropolitana alla regione Piemonte con la quale si lamentavano di essere stati “tagliati fuori”, alcuni si sono mossi. Che valutazione dà?
Sulla necessità che i Comuni si attivassero per tempo, come lei ben sa, sono intervenuto più volte ed in tempi non sospetti e più recentemente, quando i tempi erano scaduti mi domandavano perché tanto silenzio? Non avevano nulla da dire e da proporre?
Ora, solo dopo la proroga concessa dalla Regione, alcuni dei ritardatari si sono attivati, come per esempio Chivasso, che ha presentato ben 19 progetti, per oltre 60 milioni di euro. Mi sembrano davvero troppi.
Anche in altre Province, i Comuni si sono sbizzarriti…
Sì per esempio la provincia di Asti ha presentato ben 195 progetti per 1 miliardo di euro; la provincia di Novara 187 progetti per 1,2 miliardi; Vercelli addirittura 344 progetti per 2,5 miliardi, quando l’intera provincia di Torino, città capoluogo compresa, ne aveva presentati 182 per 3,5 miliardi e pensare che la Città metropolitana rappresenta oltre la metà della popolazione dell’intera regione.
Se prima della proroga erano 1.273 i progetti presentati dalla Regione, per 26,967 miliardi, di cui 13,8 come somma di tutte le province e ed altri 159 “progetti di valenza regionale” per 13,167 miliardi, ora non si sa più quanti siano.
Ma non le sembra che siano un po’ troppi e quindi ci si trovi davanti ad una dispersione eccessiva di risorse?
Sì, concordo pienamente. Questo è il frutto di un mancato confronto serio con le province e la Città Metropolitana di Torino. Tutte quante hanno presentato una “lista della spesa” e la Regione per non scontentare nessuno ne ha preso atto, trasferendo a piè pari quanto richiesto e ora aggiungerà gli ultimi arrivati, tra i quali Chivasso!
La Stazione di Porta del Canavese e Monferrato, però c’è….
Sì, il progetto nato oltre 10 anni fa dal lavoro congiunto del compianto Professor Carlo Fontana ed il sottoscritto, e più recentemente fatto proprio dalla CMTO, ed in particolare dal nostro concittadino Marco Marocco, vice sindaco di quellaistituzione, è stato inserito tra le opere, ma anche questo, purtroppo, fa parte di una triade di analoghi progetti previsti sulla tratta dell’Alta Capacità Torino-Milano, composta da Chivasso, Santhià e Novara. Ecco il perfetto esempio di non scelta, per accontentare tutti e poi forse nessuno!
Dei 19 progetti presentati dal Comune di Chivasso, che ne pensa?
Alcuni sono interessanti, e allora mi chiedo perché non stati presentati prima? Altri francamente mi fanno un po’ sorridere pensarli in un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma come si può pensare che, il Governo nazionale prima e l’Unione Europea poi, possa avvallare e finanziare interventi da poco più di 100 mila euro? Se Chivasso ha presentato per davvero cose simili, rischia di cadere nel ridicolo!
Non le sembra che i 27 miliardi richiesti dalla Regione Piemonte e che ora si avvicinano ai 30 miliardi siano tanti rispetto ai meno di 200 previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?
Se anche le altre 6 regioni, comparabili con il Piemonte e cioè Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania si fossero comportati alla stessa stregua, unitamente alla Lombardia che ha oltre 10 milioni di abitanti, saremmo già ben oltre a quel totale di disponibilità…. !
Il Governo centrale sceglierà, ma su quali principi: territoriali, politici, di Nord/Centro/Sud, privilegiando quest’ultimo così come richiesto da più parti? Oppure verificherà quali sono i progetti veramente realizzabili e cantierabili e soprattutto quali saranno le ricadute di ripresa sociale ed economica, come auspicabile?
A suo parere, riuscirà l’Italia a presentare il PNRR in tempo utile e soprattutto riuscirà a spendere bene e nei tempi stabiliti dal Recovery Plan Europeo?
Alla prima domanda rispondo positivamente, mentre alla seconda nutro forti perplessità. Il prossimo grande scoglio da superare: spendere i soldi portati a casa, convincere Bruxelles che sapremo farlo presto e bene. Perché se così non sarà il tanto atteso rubinetto dell’UE si chiuderà e questo perché l’Italia ha intrappolato se stessa costruendo da sola i meccanismi e le burocrazie che la bloccano e quindi l’aver presentato tantissimi progetti, perlopiù non immediatamente cantierabili non favorirà il raggiungimento di questi obiettivi.
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