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CHIVASSO. Angela: “La mascherina? Per molti… ma non per tutti”

CHIVASSO. Angela: “La mascherina? Per molti… ma non per tutti”

Angela Scarafiotti

La mascherina per molti è un dispositivo indispensabile per proteggerci dal Coronavirus, per altri no e questi sostengono che la sua imposizione sia illegittima e incostituzionale. Ma non dimentichiamoci che c’è anche qualcuno che non può indossarla… e cosa succede oggi a chi decide di non indossarla o non può?

Abbiamo incontrato Angela Scarafiotti che ci ha voluto raccontare la sua esperienza personale.

Io la mascherina non la indosso… in primis perché sono affetta da patologie cardiovascolari e respiratorie che mi esentano dal farlo e poi anche perché reputo che l’imporcela sia illegittimo e anticostituzionale, così come i DPCM, che non sono legge. C’è cotanta ordinanza del tribunale di Roma che li ha dichiarati illegittimi, così come illegittimo ha dichiarato lo stato di emergenza e nullificabili tutti gli atti da esso scaturiti. Obbligarci a indossare la mascherina comporta la violazione di svariati articoli della Costituzione Italiana (Art. 1,2,4,10,13,16,32,41,54,78), della Convenzione di Oviedo (Art. 5), della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Art. 3), nonché la violazione di diversi articoli del Codice Penale (Art. 414, 658, 640, 608, 610). Inoltre trovo che il modo in cui ‘certi personaggi’ approcciano a noi cittadini sia inqualificabile - questo il suo esordio ad inizio intervista -. Mi sento molto vessata e stalkerizzata quando sono in giro e ora vi racconto alcuni episodi. Lo scorso 7 dicembre ero al mercato e un’ambulante si rifiutò di servirmi a meno che non avessi indossato la mascherina. Risposi di no spiegandone i motivi, incluse le mie patologie, e solo dopo insistenze varie riuscii ad essere servita. Mi si avvicinò poi un signore senza divisa a dirmi di mettere la mascherina e io gli chiesi chi fosse e cosa volesse. Mi rispose che era del comune e io gli dissi che allora poteva pure tornare lì ‘a dire il suo rosario’. Ad assistere alla scena intravidi un noto esponente politico che provai a chiamare ad alta voce, ma facendo finta di niente lui si dileguava - racconta Angela -. Lo scorso 14 dicembre, sempre al mercato, altro episodio: ero a un banco di salumi e formaggi e il titolare mi disse che non mi avrebbe servita se non avessi messo la mascherina. Gli risposi che, se lo avesse ritenuto opportuno, poteva anche chiamare le forze dell’ordine. In un attimo arrivarono due vigili, esposi loro le mie ragioni sull’anticostituzionalità del tutto e alla richiesta del documento glielo mostrai aggiungendo che per me avrebbero potuto fare cosa volevano e che tanto non avrei pagato nessuna multa. Il vigile con cui parlavo andò palesemente in confusione e mi disse che non avrebbe redatto nessun verbale perché non aveva voglia di stare a scrivere per mezz’ora… non si può neanche sentire questa affermazione - dichiara ancora -. Gli dissi anche della mia esenzione per patologie, mostrando della documentazione, e quindi il vigile disse poi all’ambulante di servirmi, perchè ero a posto. Io, ovviamente, andai a cercare un altro banco in cui acquistare. Lo stesso vigile, però, allungando piede e braccio, cercò di non farmi accedere all’area mercatale. Feci il giro e ci rientrai”.

Angela Scarafiotti ci racconta anche un episodio più recente, avvenuto il 24 febbraio, sempre al mercato di Chivasso. “Stavo acquistando frutta e verdura ad un banco e una cliente ha cominciato a dirmi di indossare la mascherina. Ho risposto di no, parlando dell’incostituzionalità in cui credo fermamente e ho provato a mostrarle dei documenti al riguardo, ma si è rifiutata di guardarli. Sono arrivati i volontari dei carabinieri e uno in particolare, molto aggressivo e saccente, mi ha detto di mettere la mascherina dicendo che lui sapeva tutto di leggi e quant’altro e che io non avrei dovuto spiegargli niente. Sono arrivati anche i vigili e uno di loro, avendomi riconosciuta dalla volta precedente, ha cominciato a dire che ero esentata dall’indossarla perché affetta da patologie. Gli ho impedito di dire quali e, forse, per la tutela della privacy, non avrebbe neanche potuto dire ad estranei il motivo per il quale potevo non metterla. L’unico motivo sono le leggi! Non il potere dell’autorità! - afferma arrabbiata -. Alla fine attorno a noi si era creata una folla di persone divise fra chi dava ragione a me e chi no… ero esausta e me ne sono andata”.

Angela è molto amareggiata per certi atteggiamenti e ci tiene a sottolinearlo: “Trovo assurdo che in giro ci siano persone incompetenti e aggressive che si comportano così con noi cittadini. Questa è violenza psicologica ed è un affronto alla dignità umana e vorrei chiedere al nostro sindaco dove sta la tutela nei nostri confronti se si permette a certe persone, senza autorità e senza competenze, di andare in giro a dire e fare ciò che vogliono. Ma chi li autorizza?” conclude.

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