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CHIVASSO. “Perdere il lavoro a 40 anni sarebbe una tragedia”

CHIVASSO. “Perdere il lavoro a 40 anni sarebbe una tragedia”

Luca Garritano

Perdere il lavoro a 40 anni sarebbe una tragedia”… già, e lo sarebbe soprattutto in periodi come questo. Abbiamo fatto questa riflessione chiacchierando con una delle partite iva che, anche questa settimana, ha deciso di raccontarci un po’ il difficile mondo dei lavoratori autonomi. Lui è un artigiano orafo, Luca Garritano, titolare di “LG Laboratorio Orafo” di via Torino 46 che dal prossimo giugno si trasferirà in piazza Carletti 3.

Essere partita iva equivale ad avere impegni su impegni e a dover lavorare giorno e notte per poter mantenere in piedi la propria attività. Significa avere un turbine di pensieri sul come far sì che questa resti sana e in attivo, riuscendo a pagare tutte le tasse e le varie spese - comincia a spiegare Luca -. Fortunatamente sono riuscito a non indebitarmi mai, perché piuttosto che farlo aumento il numero di ore in cui lavoro e cerco di resistere. Ora il periodo è più difficile che mai e mi seccherebbe parecchio se, dopo tanta fatica per tirare su la mia attività, perdessi tutto. Oltre al dispiacere in sé si aggiungerebbe un altro problema: ma chi mi assumerebbe a quarantaquattro anni? Cosa potrei fare in un momento in cui non assumono neanche i giovani?”. Un problema attualissimo questo, perché il tasso di disoccupazione in Italia è alto e un contratto a tempo indeterminato e pagato il giusto diventa sempre più utopia. Ci mancava giusto il Covid a dare il colpo di grazia. Viene da chiedersi davvero quale futuro ci aspetti, partendo da questi presupposti… Si fa il possibile per andare avanti e ci si ingegna, un po’ come ha fatto Garritano che ha puntato molto sulla vendita online e sui social per allargare il suo bacino di utenza, oltre a spostarsi lui stesso per raggiungere clienti anche fuori Chivasso. Ovviamente le persone hanno sempre meno soldi da spendere e quindi le cose sono molto cambiate rispetto al passato.

E’ dura sotto tutti i punti di vista e anche io, come tanti, sono rimasto fermo durante il primo lockdown… Il Coronavirus ci ha visti e ci vede ancora costretti a fare attenzione anche ai centesimi. Come artigiano e partita iva ho avuto diritto a due bonus statali e a una piccola somma data dal Comune, ma parliamo di cifre che non mi hanno permesso neanche di coprire l’affitto, che ho comunque pagato sempre per intero, come tutto il resto - racconta -. Una volta che ho potuto riaprire non è stata comunque vita facile: lavoro molto con le gioiellerie, che per il loro codice ateco sono dovute rimanere ancora chiuse ai tempi, e quindi a me non è entrata una grossa fetta del solito lavoro. Ringrazio davvero di aver potuto vendere e farmi conoscere attraverso i social, diversamente non so come avrei fatto”.

Ma non è tutto, un’altra botta è arrivata con il Natale dove Luca Garritano si è visto annullare tanti ordini programmati, questo perché la gente si è ritrovata senza i soldi che prima avrebbe invece speso. Per non parlare dei matrimoni e delle varie cerimonie saltate: una tragedia per orafi, ristoratori e tanti altri. “E’ una catena e presto o tardi tutti veniamo toccati, purtroppo. In tutto questo ringrazio di avere una moglie che ha potuto lavorare in smartworking, con uno stipendio fisso. Spero davvero che ora ci lascino lavorare perché non se ne può più: lavorare è un diritto e serve a mantenere le nostre famiglie! - afferma -. Sono solidale con tutti i colleghi e amici che fanno parte di questo bel gruppo che ha fondato Vittorio Bevilacqua, ‘Partite iva Chivasso’, e di cui sono entrato a far parte anche io. Fra noi ci capiamo e ci supportiamo, mantenendoci aggiornati su ciò che accade. Mi sento parte viva e attiva della mia città e mi auguro che tutti insieme si possa ottenere qualcosa di buono per noi stessi, per poter continuare a vivere dignitosamente e serenamente”.

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