CHIVASSO. Segre, Milani: "Chi ha votato no ha perso un'occasione". La cittadinanza onoraria conferita alla Senatrice Liliana Segre ha rappresentato un importante tappa sul cammino del Comune di Chivasso, un punto fondamentale su cui si è espresso favorevolmente anche il Presidente dell’A.N.P.I. della Sezione Boris Bradac, Vinicio Milani.
“Come Associazione ho condiviso con soddisfazione la scelta del Consiglio Comunale di Chivasso. Assegnare la cittadinanza a Lilliana Segre, rappresenta un forte segnale istituzionale ed è un riconoscimento importante, per questa donna che ha profuso l’impegno in tutti questi anni a mantenere la memoria e la tragedia della Shoah. La ritengo una fondamentale opera educativa, che incoraggia i giovani a proseguire su questa linea, per non dimenticare le tragedie e i dolori del passato e coltivare semi di pace e di tolleranza. -e continua il Presidente Milani – A Chivasso è arrivata solo adesso, ma l’importante è che sia stata fatta. Poteva già essere discussa e portata avanti un anno fa, come hanno fatto in molti comuni o come altri che invece hanno respinto questa ipotesi. Mi dispiace solo che non sia stata votata all’unanimità”.
Un segnale forte quello del Presidente dell’A.N.P.I. che aggiunge ancora a riguardo:” I tre consiglieri di minoranza che hanno votato contro, hanno perso un’occasione per argomentare in modo credibile le proprie motivazioni e per non nascondersi dietro banali pretesti. L’hanno fatto quando, altri comuni come Treviso, che ben conosciamo come si sia comportato con l’accoglienza negli ultimi decenni, ha votato a favore, riconoscendo appunto alla Segre questa cittadinanza. Una donna che porta, ancora oggi i segni di ciò che è stato l’Olocausto. Quindi secondo me, negando questa cittadinanza, si è offeso un simbolo”.
Ma cosa è importante fare per trasmettere la memoria e per far sì che i giovani comprendano questo segnale?
“Tutto dipende dalle iniziative che si metteranno in campo, non è sufficiente conferire questa cittadinanza e poi dopo dimenticarsi. Bisogna dare seguito, in particolare nelle scuole. La memoria è importante e trasmetterla non spetta solo agli artefici, che hanno vissuto quel periodo, ma soprattutto a Noi. L’amministrazione comunale dovrà farsi carico di organizzare alcune iniziative, come del resto proveremo a metterle in atto anche noi. È in programma, se il periodo lo permetterà, di mettere una pietra d’inciampo a Chivasso in ricordo Ernesta Sacerdote, la madre di Abramo Segre, una chivassese che è stata arrestata e deportata a Auschwitz e che non è sopravvissuta. - e conclude Milani - Quindi anche questa pietra è un simbolo, ma è solo così che da modo di trasmettere la memoria”.
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