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23 Novembre 2020 - 23:36
Giovanni Campanino, presidente dell'Ascom di Chivasso
CHIVASSO. Cosa si fa per salvare il Natale? Un post su facebook, con un amaro conto alla rovescia aspettando il Natale, e subito si è scatenato il dibattito. Coinvolgendo, tra gli altri, anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Chivasso, nonché primario di cardiologia nell’ospedale cittadino, il dottor Claudio Moretti, il consigliere comunale Matteo Doria, l’ex cappellano e amico di questo giornale fra Carlo Basili, e il presidente delle Acli Beppe Stocco.
Potere di facebook, rischi del cortocircuito di commenti che può generarsi da un pensiero condiviso nella rete.
Soprattutto in questo momento storico pesantemente segnato dalla pandemia, con tensioni che attraversano un po’ tutte le classi sociali. Soprattutto chi subisce sulla propria pelle gli effetti dell’ultimo DPCM e delle chiusure, causa Covid, imposte dal Governo.
“ - 35 giorni a Natale. Negozi pieni di merci e una città sempre più fantasma. Cosa si sta facendo per salvare il Natale?”.
E’ da questo interrogativo, posto in calce ad una serie di fotografie di via Del Collegio e via Caduti per la Libertà deserte, che s’è scatenato il finimondo.
Ad innescarlo venerdì mattina non un utente facebook qualsiasi, ma il presidente dell’Ascom Giovanni Campanino, che sul punto delle iniziative per il prossimo Natale si sta sforzando di tirare fuori dal cilindro della “Grande Vetrina” un concorso che possa invogliare e incentivare i chivassese a fare lo shopping natalizio nei negozi della città piuttosto che online.
Al post di Campanino ha subito risposto, piccato, Claudio Moretti, che è sia assessore alle Politiche Sociali nella Giunta Castello che, soprattutto, primario di cardiologia in ospedale.
Moretti, su facebook, è attivissimo.
“Si cerca di salvare qualche nonno qua e là per potergli augurare buon natale al telefono - posta il dottore/assessore -. Si fanno gli occhi brutti a quelli che pascolano in centro con mascherine a mezz’asta. Si incoraggiano infermieri e medici stremati. Teniamo duro”.
Immediata la replica di Campanino. “Tutte le famiglie hanno nonni che vogliono curare e preservare, anche quelle dei commercianti. Abbiamo anche parenti ed amici medici ed infermieri. Ma i negozi pieni di merci (da pagare) non permettono di prenderci cura delle nostre famiglie e quelle dei nostri collaboratori.
Teniamo duro, rispettiamo regole e protocolli, ma salviamo il Natale”.
Da qui in poi è un susseguirsi di commenti più o meno felici.
Beppe Stocco: “Comercianti tutti catastrofisti e morenti di fame....”.
Giovanni Campanino replica: “Un commento spiacevole e fuori luogo. Mi spiace soprattutto vederlo esprimere da una persona colta come te.
Quelli che fanno di tutta un’erba un fascio e non sanno cogliere le distinzioni tra gli accadimenti solitamente sono stolti”.
Controreplica di Beppe Stocco, con tanto di assist a fra Carlo Basili: “Nulla contro le persone, ma mettevo in risalto quanto si percepisce dalle dichiarazioni dei rappresentanti delle categorie! Parlare di “morire di fame” alle nostre latitudini è non avere rispetto di chi realmente muore di fame nel mondo!”.
Frà Carlo: “Sembra che i poveri siano i commercianti e i ristoratori.Vedo soprattutto altri poveri”.
Campanino ripiega sulla difensiva: “Nessuno ha parlato di povertà. Non usciamo fuori tema”.
E Matteo Doria chiude buttandola, tutta, in politica: “Chivasso ha ancora 95mila euro di fondi bennet da spendere per la rivitalizzazione del commercio (dei 620mila complessivi erogati dal bennet al comune tre anni fa). Stendiamo un velo pietoso sul come sono stati spesi l’80% di quanto già “polverizzato “, per ora. Cerchiamo però di evitare che chi di dovere spenda in modo non corretto ed efficace realmente per il commercio anche questi. Ora con questi 95mila euro non si può pensare di cambiare la situazione nazionale e mondiale, ma sono un base di partenza che poterebbero sostenere iniziative .
Certo, la situazione economica dovrebbe ricevere imput a soluzioni dallo stato centrale ( che ricordo che oltre che tutti i politici e gli impiegati dei ministeri paga anche una task -force di 450 esperti..) , ma non dimentichiamoci anche di questa eventualità. Personalmente avrei due iniziative in mente, sarebbe però da capire se a livello di singola cittadina riuscirebbero a risultare incisive in questo momento...”.
Fine delle trasmissioni.
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