Nella settimana in cui si è consumato un caso di violenza senza precedenti, come quello del papà di Livorno Ferraris che avrebbe cercato di investire la figlia all’apice di un rapporto esasperato dalla gelosia, arriva l’allarme lanciato dal Ciss, il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali che serve 19 Comuni del chivassese.
“Sono in preoccupante aumento i casi di violenza sulle donne”.
Così la dirigente Bruna Marino l’altro pomeriggio, in occasione dell’assemblea dei sindaci del Consorzio in cui si doveva approvare il bilancio preventivo, ha messo sul chi va là gli amministratori comunali.
Il trend è in linea con quello che, purtroppo, ci raccontano le cronache nazionali.
“La mancanza di reddito ha esasperato la convivenza tra gli adulti - ha inforcato, prendendola da lontano, la dirigente del Consorzio -. Il capo famiglia non è più riconosciuto come tale perché non è più portatore di reddito e i bimbi non vengono più visti con le loro necessità educative ed evolutive e vengono abbandonati a loro stessi. Nei casi più gravi, le tensioni sfociano in maltrattamenti che non è facile intercettare”.
Dall’inizio dell’anno i casi di donne vittime di violenze di cui s’è fatto carico il Ciss sono aumentati. “L’anno scorso avevano in capo otto donne con quindici bambini - ha spiegato la dirigente Marino -. Da gennaio le donne sono salite a dieci e i bambini a diciotto. Per questo abbiamo dovuto aumentare la cifra a bilancio relativa all’assistenza: siamo passati dai 424 mila ai 496 mila euro per le spese di permanenza in comunità di donne e bambini. Senza contare i 17 minori inseriti in comunità per situazioni gravi di trascuratezza, maltrattamento, abuso...”.
“Il tema delle donne maltrattate è difficile da intercettare - ha spiegato la dottoressa Marino -. Noi lo intercettiamo quando la donna si rivolge al Pronto Soccorso. Attraverso il progetto Ametista, messo in piedi con l’Asl, si attiva il Pronto Soccorso Rosa: da lì parte una presa in carico con il medico di base, attraverso il supporto di uno psicologo, si invita la donna a far denuncia così da poter far partire la messa in sicurezza del nucleo famigliare”.
Il bacino del Ciss è di circa 80 mila abitanti. Dieci casi non sono pochi.
“La presa in carico di donne e bambini da parte del Consorzio dura in media dai nove ai dieci mesi a caso - ha concluso la dirigente del Ciss -. Dieci anni fa le vittime di violenza erano in numero decisamente inferiore: oggi ci sono per lo più coppie molto giovani che si rivolgono al Ciss, arrivando da una violenza domestica molto importante. I sindaci sono i nostri primi interlocutori sul territorio. Con loro non possiamo non condividere preoccupazioni e progettualità future per provare ad arginare questo fenomeno prima che sia troppo tardi”.
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