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CHIVASSO. Ospedale D'Ambrosio: gli ex sindaci divisi sull'intitolazione

“Ospedale D’Ambrosio” sì oppure “Ospedale D’Ambrosio” no? L’abbiamo chiesto agli ex sindaci della città. Non tutti la pensano allo stesso modo. Sentite un po’ qua. “A mio avviso sarebbe una scelta giusta - inforca Andrea Fluttero, tra le altre cose tra i sottoscrittori della petizione -. Intanto perché è l’ospedale del territorio del chivassese: eviterei la gara di chi è il cittadino di Chivasso più meritevole. Non c’è nessuno che abbia ricoperto i tre ruoli come Antonio: medico di base, sindaco di un Comune che fa riferimento a questa Asl e assessore regionale alla Sanità. Se vogliamo fare una graduatoria di merito, non può che essere lui il vincitore. In più è l’assessore regionale che ha fortemente voluto gli stanziamenti per questo ampliamento. Vorrei però che fosse chiaro un concetto: non stiamo premiando una persona.Stiamo semplicemente scegliendo una persona che sia d’esempio ai cittadini per l’impegno per il territorio. D’Ambrosio ci ha lasciato un grande esempio di spirito di servizio per la collettività. L’intitolazione di un edificio pubblico ha lo scopo di mettere in evidenza il profilo di un cittadino che sia da modello per per gli altri. L’ha fatto come medico, come sindaco e come assessore regionale. Non è un premio nè per una parte politica, nè per una famiglia”.  La pensa diversamente Renato Cambursano. “Sia chiaro, non ho nulla contro Antonio D’Ambrosio.  Però bisogna scansare il campo dalle strumentalizzazioni: o il principio è che l’ospedale di Chivasso debba essere civico, oppure che debba essere intitolato ad un chivassese vero. Meglio ancora se è stato medico e sindaco. Penso ad esempio  a Domenico Gamba. Continuo ad essere di questo parere. Non ha molto senso intestarlo ad un non chivassese: piuttosto resti ospedale civico o civile. Io, ovviamente, non ne faccio una  questione politica. Ma di opportunità. E’ come se mancassi io e decidessero di dedicarmi la bretella verso Rondissone. E se tra quarant’anni non ci fosse più Gianna Pentenero, glielo dedichiamo anche a lei che ha contribuito all’erogazione dei vari finanziamenti? E’ una cosa che francamente, dalle mie parti, farebbe ridere i polli”. Da parte mia non c’è alcuna remora a dedicare l’ospedale di Chivasso ad Antonio D’Ambrosio - spiega Bruno Ardito -. S’era dato un gran da fare all’epoca e sarebbe anche giusto dargli il riconoscimento che merita. Ci sono però anche tante altre persone cui potrebbe essere dedicato, tipo Gamba, Zanda o Mattioda. Sarebbe più opportuno un sondaggio tra i sindaci del comprensorio che fanno capo all’ospedale per decidere il nome da dare all’ospedale”. Sono contrario a intitolare l’ospedale a D’Ambrosio - taglia corto Francesco Lacelli -. Per me l’ospedale è civico e va bene così. Intitolare a qualcuno non è giusto: o risaliamo alla notte dei tempi, oppure ce lo teniamo così com’è”. Tranchant anche Livio Riva Cambrino, sorpreso al telefono mentre è ai fornelli: “Non sono d’accordo con sta storia di D’Ambrosio. In primis perché non è di Chivasso e poi perché non mi risulta che abbia atto granché. Preferirei senz’altro dedicarlo al dottor Gamba. Sarebbe un po’ più opportuno: se non altro, è un chivassese doc”. “Per quella che è stata la mia esperienza  è stato uno dei maggiori artefici dell’ampliamento - risponde Bruno Matola -. Uno dei maggiori artefici del fatto che i finanziamenti regionali venissero confermati. Mi pare che il riconoscimento oggi sia giusto: è sbagliato dare un  riferimento politico a questa cosa. Lui è stato un amministratore del territorio e come tale ha agito”.  Più possibilista, invece, l’ex sindaco di centrosinistra Libero Ciuffreda:Mi pare che in questo momento l’urgenza riferita al nuovo ospedale, sia ben altra. Bisogna pensare a riempirlo di attività. Si stanno riconsiderando reparti importanti come l’emodinamica, l’urologia, l’oculistica. Sul nome francamente sono aperto a tutte le possibilità. Se c’è un male che possiamo fare a questo nuovo ospedale, però, è creare una contrapposizione tra opposte fazioni  politiche. Dò la mia disponibilità a dare un contributo in questo senso. Ragioniamone, incontriamoci. Potrebbe essere proprio un tavolo di ex sindaci a prendersi carico di questa cosa. E’ solo un’idea, ma potrebbe funzionare. Se si deciderà D’Ambrosio, andrà bene D’Ambrosio, ma che sia una scelta condivisa. Dev’esser l’ospedale della comunità chivassese”.
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