Savino e Doria al parco giochi, chiuso, dei Torassi
Nord, sud, ovest, est. Max Pezzali e Mauro Repetto cantavano, ballavano, senza sapere che cosa cercavano. “E forse quel che cerco neanche c’è”. Matteo Doria e Federico Savino quel che cercano ce l’hanno bene in mente. I due consiglieri comunali di “Amo Chivasso e le sue frazioni” cercano un parco giochi che sia davvero a misura di bambino. Da nord a sud, da est ad ovest. Da Montegiove a Castelrosso, da via Po al Nadone, non l’hanno ancora trovato. Ecco perché dopo aver girato, insieme, per il centro, la periferia e le frazioni, hanno deciso di cantargliele al sindaco Claudio Castello e alla sua compagnia.
Macchina fotografica al collo, le note dell’iphone in mano.
“Qui mancano i giochi”. “Qui non c’è la recinzione”. “Qui c’’è tutto che non va”.
Pronti, partenza, via!
L’obiettivo dei due consiglieri comunali è uno soltanto: sollevare all’attenzione dell’opinione pubblica la scarsa cura dell’amministrazione comunale verso le aree gioco della città. E, possibilmente, risolvere le criticità.
Si comincia con il “Federico Guala” del Nadone, vicino alla scuola Mazzucchelli, inaugurato dall’ex sindaco Libero Ciuffreda.
“Questo è uno dei parchi più frequentati della città - inforca Federico Savino -. Eppure è uno di quelli messi peggio: manca l’illuminazione pubblica. D’inverno, alle 16.30, è già buio pesto. Non c’è un filo d’ombra e, soprattutto, non c’è una recinzione: con la strada che passa a pochi metri, quando i bambini corrono e giocano il rischio che possa capitare qualcosa di brutto è molto alto”.
Poco più in là c’è un altro giardinetto pubblico che non se la passa tanto meglio: è il parco di via Paolo Regis, nell’ex area Tazzetti. La zona è stata chiamata “Piazza Caduti del Lavoro”. E di lavoro da fare, per rendere l’impianto a misura di bambino, ce ne sarebbe ancora.
“E’ sottodimensionato per le esigenze del quartiere - incalza Matteo Doria -. Ci sono pochi giochi e mancano completamente le panchine”.
Altro giro, altro “regalo”.
In frazione Torassi il parco giochi c’è, ma è “off limits”. Un nastro lungo tutta la recinzione vieta l’ingresso ai bambini.
“Da almeno un anno - spiega Federico Savino - non si può entrare. C’era la gomma anti-urto del pavimento usurata in più punti. E’ stata riparata, ma il parco continua ad essere chiuso”.
A Castelrosso i problemi sono tanti. “C’è un parco con due giochi per una popolazione di 2.400 abitanti - continua Doria -: è un po’ poco per le esigenze dei residenti. In più il parco è completamente abbandonato a se stesso: erba alta, bidoni della spazzatura rotti, pavimentazione usurata, siepi rinsecchite. Ci sono troppe situazioni di pericolo”.
A Montegiove e in via Montegrappa il problema è invece uno soltanto: di parco giochi per i bambini residenti non c’è traccia. “A Montegiove i residenti si sono organizzati con una petizione - aggiunge Savino -: vorrebbero un’area giochi ma non al posto del campo delle bocce. In via Montegrappa, uno dei quartieri che ha avuto un boom demografico negli ultimi anni, stanno facendo lo stesso”.
Infine nel tour dei due consiglieri c’è finito il parco più conosciuto della città: quello di via Po. “Qui il problema maggiore è la sicurezza - conclude Doria -: la sera la zona è presidiata da baby spacciatori e non è un bene, visto che il giorno seguente qui vengono a giocare bambini e ragazzini. Bisognerebbe mettere in sicurezza l’area con un sistema di videosorveglianza. E prevedere dei bagni pubblici...”.
La situazione dei parchi giochi della città verrà portata all’attenzione del prossimo Consiglio comunale, con un’interrogazione che i due consiglieri di “Amo Chivasso e le sue frazioni” presenteranno sulla scrivania del sindaco.
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