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CHIVASSO. La minoranza dà i voti a Castello e alla sua Giunta

CHIVASSO. La minoranza dà i voti a Castello e alla sua Giunta

Il gruppo di opposizione in redazione

Rimandati. O, per lo meno, “rivedibili”. Il sindaco Claudio Castello e la sua amministrazione sono stati oggetto di un primo bilancio dell’opposizione a dieci mesi dal voto di giugno 2017. Sabato mattina, nella nostra redazione, abbiamo incontrato i consiglieri Marco Marocco e Fabio Cipolla del Movimento 5 Stelle, Adriano Pasteris della lista civica, Matteo Doria e Federico Savino di Amo Chivasso e le sue frazioni e Domenico Ciconte di Forza Italia. L’occasione era quella di scambiare quattro chiacchiere su questo primo scorcio di mandato di Castello & c.. E ne sono uscite delle belle... Quasi un anno dal voto, Chivasso come è cambiata? Marocco: Non ci sono stati grossi cambiamenti. E’ anche vero che è passato solo un anno. Vista l’esperienza politica, mi aspettavo qualcosa di più. Pasteris: Non è cambiato molto. Non abbiamo visto grandi cose, tranne un approccio diverso al problema della discarica. C’è stato un cambiamento, se vogliamo, nei modi, senz’altro diversi rispetto alla prosopopea dell’amministrazione precedente. I fatti concreti li stiamo ancora aspettando. Doria: C’è, purtroppo, una desolante continuità con il passato, una mancanza di visione a lungo termine. E’ cambiato qualcosa nella facciata, e stop. C’è più fumo attorno, ma l’arrosto continua a non esserci. E’ cambiato il modo di approcciare le cose. Castello tentenna di più... Ciconte: C’è continuità rispetto al passato nelle scelte sbagliate. Mi riferisco in particolare all’urbanistica e ai lavori pubblici. Non esiste un’idea ben chiara dello sviluppo futuro della città. Si naviga a vista. Cosa ne pensi di: ricorso al Consiglio di Stato per la vicnda del Ppe Mauriziano. Cipolla: Penso sia un atto dovuto. Politicamente, a mio avviso hanno fatto la cosa giusta. Difendendo l’ente sono stati costretti a fare il ricorso, anche se un maggior coinvolgimento delle associazioni sarebbe stato auspicabile. Il caso dei posteggiatori abusivi. Pasteris: L’amministrazione Castello  e quelle precedenti di centrosinistra non l’hanno mai considerato un problema. E questi sono i risultati. La presenza dei parcheggiatori abusivi è avvertita da Chivasso e dai cittadini chivassesi come un problema. Castello & company hanno lasciato spazio a chi propone soluzioni fai da te. Così è molto pericoloso... Dell’apertura del Centro Commerciale Chivasso a nord della città, con il suo ipermercato, le sue gallerie e i suoi negozi. Savino: Secondo me si doveva lavorare molto prima. Sia come associazioni di categoria che come Comune non s’è fatto nulla per prevenire le ricadute che inevitabilmente ci sarebbero state sul commrcio del centro. Il Comune, in particolare, è stato “inerme”. L’apertura della nuova ala dell’ospedale. Ciconte: I problemi non sono stati risolti. Un certo miglioramento c’è stato, ma c’è ancora molto da fare. Esempi? Bè, c’è da migliorare la disloscazione dei reparti, da inventarsi qualcosa per decongestionare il traffico in via Regis, per consentire un miglior utilizzo del nuovo parcheggio. Castello o Ciuffreda?  Marocco: Castello. Perché ha capacità di ascolto e di mediazione. Pasteris: Castello. Perché? Bè, non vorrei essere denunciato da Ciuffreda… (sorride). Mettiamola così: non mi piaceva il modo di porsi di Ciuffreda, di essere colui che era depositario della verità. Doria: Per me sono entrambi inadatti. Ciuffreda per politica e scarsità di azioni. Castello perché sembra il sindaco di un paese di 600 abitanti, con tutto il rispetto, e non di una città di 30 mila. Non ha la capacità di amministrare una città così, non ha visione d’insieme nè degli investimenti futuri. Uno è troppo teorico, l’altro è poco pratico. Ciconte: Per la persona, certamente Castello. L’immobilismo di Ciuffreda e il suo modo di porsi scorretto verso chi non la pensava come lui erano modi certamente  sbagliati. Giunta promossa o bocciata? Marocco: Rimandata. Pochi cambiamenti: servirebbe un po’ più di coraggio. Pasteris: Sospendo il giudizio. Savino: Aspetto e lascio lavorare. Vedremo. Ciconte: E’ un giudizio negativo, non di una bocciatura tout court perché non c’è stata ancora un’impronta precisa. Un aggettivo per ciascun assessore. Partiamo con Tiziana Siragusa. Cipolla: Tenera. E’ dolce, mi fa tenerezza... Per Domenico Barengo. Savino: Disponibile. Ti risponde sempre, è un brav’uomo. Per Pasquale Centin. Doria: Abile nel proporsi bene, molto meno nell’affrontare le tematiche dal punto di vista pratico sul commercio. Per Chiara Casalino. Pasteris: Pungente e puntigliosa. Per Claudio Moretti. Ciconte: Disponibile e presenzialista. Chiudiamo con un consiglio a Castello. Marocco: Non saprei che consiglio dargli. Certo è che manca una presenza sul territorio. La sensazione è che Chivasso sia abbandonata. Ti giri intorno e vedi lampioni rotti, parcheggiatori e baracch abusivi. A me hanno fatto un culo così, anni fa, ma poi non hanno controllato nessuno. Non c’è il comune, non c’è lo Stato, non c’è il presidio della pubblica amministrazione. Pasteris: Io gli suggerirei di provare a far sentire di più la sua presenza, nel senso di gestire in prima persona le cose. E’ giusto delegare, ma sarebbe importante che fosse un po’ più il sindaco ad assumere in prima persona le decisioni.  Doria: Più coraggio, per cambiare passo. La campagna elettorale è finita. Non fare azioni a spot, ma prendere in mano le cose non solo per cercare consenso. Vedi la questione dei tigli dell’ospedale, del campo dell’Enel, ecc... Deve smetterla di accontentare sempre tutti.  Ciconte: Deve avere più coraggio per dare la sua impronta da sindaco. Alcune scelte, come la riqualificazione del primo tratto di corso Galileo Ferraris dimostrano incapacità di tener rapporti con la minoranza.
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