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20 Luglio 2020 - 20:08
Il sindaco Maurizio Fiorentini
Anche la più triste delle storie può avere un lieto fine. Proprio come è accaduto al cantoniere di Chiaverano, sette anni fa rimasto in mezzo ad una strada ed oggi uomo di fiducia del comune.
“Sono stato sbattuto fuori casa dalla mia ex moglie il 30 ottobre del 2012. Era il giorno del mio 46esimo compleanno”. R. P. ricorda con estrema precisione tutti i contorni di quella precipitosa discesa e della risalita che ne è seguita.
“Non sapevo dove andare e così decisi di piantare una tenda nel terreno di un mio zio a Chiaverano. Se non avessi avuto una figlia piccola, me ne sarei andato via. Lontano. Ma non potevo.
Ed essendo rimasto anche senza lavoro non mi rimase che quella soluzione. Speravo sarebbe stata una soluzione temporanea. Questione di poche settimane. Invece...”
Invece arrivò l’inverno e poi la primavera e l’estate, infine di nuovo l’autunno. “L’unica cosa bella di quel periodo sono stati i mesi estivi. Da giugno ad agosto mia figlia rimase con me e sembrava di essere in vacanza in campeggio. Poi, però, alle prime piogge, terminata l’estate, la mia ex moglie non volle più che stesse con me la bambina”.
Ed è lì che R.P. inizia a bussare a tutte le porte, a chiedere aiuto. Ad ascoltarlo, tendendogli una mano, fu il sindaco di Chiaverano, Maurizio Fiorentini che ricorda: “Pur non essendo residente a Chiaverano non potevo certo ignorare la situazione. Dovevo far qualcosa”.
Esattamente un anno dopo essersi ritrovato a dormire in una tenda, R.P. ottiene una sistemazione. “La casa - racconta - mi venne consegnata esattamente il 30 ottobre 2013. Un anno dopo quel terribile giorno in cui persi tutto. La vita ti dà e ti toglie”.
Quelli, oggi, non sono che lontani, lontanissimi ricordi per R.P. che per circa tre anni, per sdebitarsi, ha lavorato come volontario in comune. “Da due anni, sempre grazie al sindaco Fiorentini, sono riuscito ad ottenere una borsa lavoro. Sono 4 ore al giorno, 20 la settimana che, finalmente mi fanno sentire tranquillo. Per adesso va più che bene. Il mio sogno però è l’assunzione. Spero che un giorno possa arrivare anche quella”.
Intanto R.P. lavora senza risparmiarsi.
“E’ davvero un ottimo cantoniere - commenta il sindaco - con lui il nostro Comune non ha avuto che da guadagnarci. Con il suo operato ripaga abbondantemente quella casa messa a disposizione per le emergenze abitative come la sua.
Sarebbe una bella fortuna riuscire ad assumerlo. Per ora non ci sono le possibilità, ma avremmo davvero bisogno di un secondo cantoniere e lui sarebbe davvero perfetto.
Il problema più grosso per lui in questo momento è che la borsa lavoro prevede la supervisione di un tutor e, quando il nostro cantoniere è malato o in ferie, R.P. non può lavorare. Anche per questo vorremo riuscire, un giorno, ad offrirgli un contratto vero e proprio” .
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