“Il razzismo è l’espressione del cervello umano ridotta ai minimi termini.”. Parole e musica di Rigoberta Mencù, premio nobel per la pace nel 1992. Siamo nel 2020 e su questo fronte, a quanto pare, c’è ancora molta strada da fare. Una tra le tante porta diritto al ristorante trattoria “Vecchio Cipresso”.
Ad un certo punto, più o meno intorno alle 13 di oggi, si è sentito uno che urlava come un pazzo. La sua macchina era bloccata da un’altra macchina e, non potendo ripartire, se la stava prendendo con mezzo mondo.
ll ragazzo va via dopo aver spostato la macchina che intralciava
“O me la sposti o spacco il vetro e la butto nel lago ...” si è messo a urlare puntando il dito su LucaRevel Chion, fratello della titolare. Inutile cercare li proprietario dell’altra utilitaria (non era tra gli avventori).Inutile spiegare che il parcheggio in realtà è privato e lì, a parte i clienti, nessun altro dovrebbe parcheggiare. Non c’è stato santo.Da qui in avanti, se non proprio una rissa, quasi .... .
Minuti complicati con la temperatura che continuava ad alzarsi e non solo per il caldo.
Quasi impossibile descrivere la scena minuto per minuto, con la gente fuori dal locale, allibita, sconcertata e incredula. Solo possiamo dirvi che,in soccorso a Revel Chion è arrivato un collaboratore di colore e le parole sono diventate ancora più grosse.“Cazzo vuoi tu, negro di merda..”si è unito al coro un signore “pelato” che se ne stava seduto “sotto un albero”. “Io la violenza non la sopporto...” ha aggiunto.
Finità qui? Macchè!
Alto giro “razzista” nei confronti di un altro collaboratore di Revel Chion. “E mi tenga lontano quel ricchione del cazzo...” ha aggiunto senza vergognarsi neanche un po’.
Il problema?“Il problema - spiega Luca Revel Chion - è che io ho sempre lasciato parcheggiare tutti ma questo è un piazzale privato. Arrivano sino a qui e poi vanno a fare escursioni o si dirigono alle terre ballerine. Qualcuno chiede il permesso e qualcun altro no. Fino ad oggi non ho mai vietato l’ingresso a nessuno, ma dal prossimo sabato cambia tutto. Anzi no, lo chiudo... Voglio essere gentile. Voglio lavorare con i turisti, ci mancherebbe ancora, ma così è troppo...”.
Vecchio cipresso
Ancora più se come oggi al lago Sirio si è riversata una marea di gente.
Alla fine, peraltro, la macchina che era di intralcio è stata spostata con la forza sulla carreggiata. “Ho già presentato denuncia... - commenta Luca - Ma io voglio fare il ristoratore e non il guardiano o mettermi a discutere con certa gente...”
La verità è che il parcheggio del Vecchio Cipresso viene utilizzato oltrechè per parcheggiare (ha una capienza di circa 70 posti) anche per fare marcia indietro. Fosse chiusosi è creerebbero degli ingorghi in via Lago Sirio.“Questa sera ho un incontro con i sindaci di Chiaverano e Ivrea. Racconterò l’accaduto, trovino loro una soluzione. Mandino i vigili, la protezione civile, qualcuno... ”.
Un incontro finalizzato a immaginare soluzioni per limitare tensioni e permettere ai turisti di arrivare con tranquillità in zona Lago Sirio che si trova, per l'appunto nei territori dei due Comuni.
E non c’è ancora un lieto fine, nè un prosieguo.
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