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CERESOLE REALE. Il “Gran Hotel” è in vendita a un milione e mezzo di euro

CERESOLE REALE. Il “Gran Hotel” è in vendita a un milione e mezzo di euro

Il Gran Hotel di Ceresole in uno scatto di fine Ottocento

CERESOLE REALE. E’ in vendita il Gran Hotel di Ceresole, la maestosa struttura di fine Ottocento che, dopo gli anni d’oro, venne prima abbandonata e poi trasformata in mini-appartamenti per le vacanze. Ora si cerca di collocarla sul mercato ma chissà se troverà un compratore… Ad occuparsene è una società immobiliare che propone un prezzo di 1.500.000 euro: nemmeno tanto se si considerano le sue dimensioni.

Purtroppo -  benché le mega-strutture siano all’ordine del giorno - i grandi alberghi d’epoca delle località turistiche fanno fatica a collocarsi ed a trovare un proprio ruolo nel mondo delle vacanze contemporaneo: erano stati progettati per una clientela assai differente da quella odierna e per di più abbisognano di manutenzioni straordinarie molto impegnative. 

Il Gran Hotel venne costruito nel 1888 e destinato ad ospitare villeggianti di lusso: quelli che frequentavano le vallate vicine all’ex-capitale, dai reali di Casa Savoia (a cominciare dalla Regina Margherita, alpinista appassionata) agli intellettuali come Carducci.

Per i criteri di quel tempo, il Gran Hotel era dotato di tutte le più moderne comodità: luce elettrica, bagni, docce, oltre a spaziosi saloni all’interno; campi da tennis all’esterno. 

Dopo la brusca cesura con il mondo della Belle Epoque rappresentata dal primo conflitto mondiale, negli anni fra le due guerre Ceresole visse una nuova fase di crescita e di dinamismo economico legato alla costruzione delle dighe.

Pur rimanendo mèta ambita del turismo d’élite, conobbe la presenza di villeggianti molto più modesti: a volte gli operai canavesani che si stabilivano lassù per lunghi periodi portavano con sé la famiglia nei mesi estivi. Non soggiornavano però al Gran Hotel… Semmai prendevano in affitto casette o stanze di tipo popolare. Al Gran Hotel venne invece ospitato il principe ereditario Umberto (futuro “Re di maggio” con il nome di Umberto II) quando salì a Ceresole per l’inaugurazione della diga nell’estate del 1931. 

Momenti di gloria ormai lontani… Nel Secondo Dopoguerra, l’esplosione della villeggiatura di massa – prevalentemente nelle località di mare - e le nuove  possibilità di spostamento allontanarono dalle vallate canavesane il turismo di pregio mentre si diffondeva tra la  nuova borghesia benestante la moda delle seconde case. Per le grandi strutture eleganti non c’era più spazio né lo si è ancora ritrovato. 

E’ un peccato perché questi edifici di fine Ottocento-inizio Novecento, sebbene imponenti, non sono impattanti e non  stridono con il  paesaggio circostante anzi vi si integrano. Cosa che certo non avviene per gli edifici più recenti.

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