AGGIORNAMENTI
Cerca
01 Febbraio 2021 - 18:05
In foto Federico Cusinato del “Rifiugio Mila” di Ceresole
«Nel 2020 abbiamo festeggiato i primi diciott’anni del rifugio. Purtroppo questo ha coinciso con l’arrivo del COVID-19…».
Roberto Menzio, 56 anni, e Federico Cusinato, 29, gestiscono il rifugio Mila di Ceresole Reale dal 2018.
Roberto Menzio è un ex dirigente della Farobit Srl di San Mauro Canavese e nel corso della sua attività si è spesso ritrovato per trasferte di lavoro in vari paesi della UE da Amsterdam al Regno Unito, ma è anche un ex motociclista, un ex scout e un ex soccorritore del 118.
«Tutto ciò appartiene alla mia vita di prima! Ora sono qui per ricominciare da zero» precisa con piglio determinato, atteggiamento di chi sa che cosa vuole e come ottenerlo.
Federico Cusinato vanta, invece, un’esperienza decennale nell’ambiente della cucina e della ristorazione, crescendo in una trattoria del pinerolese e formandosi in Francia, in Inghilterra — dove ha svolto l’attività di Chef — in Lussemburgo e in Spagna, a Barcellona, dove ha vissuto per un paio di anni.
Purtroppo la pandemia da SARS-CoV-2 ha bloccato l’attività del rifugio per mesi.
Secondo il DPCM in vigore dal 16 gennaio 2021, infatti, gli impianti sciistici resteranno chiusi fino al 15 febbraio. E pare paradossale il fatto che tale decreto consenta, senza limitazione di orario, la ristorazione negli alberghi, limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.
«Abbiamo attivato il servizio di asporto e la consegna a domicilio. Tuttavia qui i servizi sono scarsamente utilizzati poiché viene a mancare l’utenza, bloccata a casa nei grandi centri urbani - spiega Roberto Menzio -. L’attività sciistica qui a Ceresole è bloccata dall’impossibilità di apertura degli impianti di risalita. Inoltre, lo sci nordico (di fondo) e lo sci alpino sono oggi ridotti all’osso proprio a causa dell’impossibilità delle persone di raggiungerci».
«Noi attualmente perdiamo il 300% rispetto allo stesso periodo del 2020» afferma con cupa sincerità Menzio. «Stiamo vivendo una difficilissima situazione che vedrà alcuni chiudere. Chi non è riuscito a ricontrattare il canone di locazione e chi non ha avuto modo di organizzarsi significativamente nell’ottica di chiusura di alcuni servizi, nell’immediato futuro darà default. Noi del Rifugio Mila abbiamo ricevuto degli aiuti statali che tuttavia non sono stati sufficienti. I costi di struttura del nostro rifugio sono davvero alti. Per fortuna abbiamo ridiscusso il canone di affitto con i proprietari che si sono resi disponibili ad una consistente riduzione. Purtroppo occorre considerare anche le tasse, le utenze, i costi del personale, i finanziamenti, i costi delle derrate alimentari buttate via (sprecate sulla base dei “rumors”, perché la comunicazione delle disposizioni arriva sempre troppo tardi rispetto al sentito dire e all’incertezza delle Istituzioni)».
Ceresole Reale, comune canavesano situato ai piedi del massiccio del Gran Paradiso e delle Levanne, e che si affaccia su un lago artificiale di 3 km di larghezza, è un posto splendido in ogni periodo dell’anno. Oggi forse lo è ancor di più senza la fiumana che nei giorni festivi ne saturava gli spazi.
«Oggi che non c’è nessuno tranne noi gestori, le guide, i maestri, molti di noi sono ricomparsi sulla pista di fondo, sulle grandi classiche dello sci alpino…»
Immagino il senso di libertà e la bellezza della solitudine in quei luoghi innevati che sovrastano il mondo con le loro leggi promotrici di pace e di lentezza. Ma subito vengo riportata la realtà dai fondati timori dei due soci.
«Qui a Ceresole Reale purtroppo sono molti i locali chiusi e questo conferisce alla località un aspetto desolato e decadente. Il turismo montano nel prossimo futuro dovrà saper richiamare il turista proponendo ciò che di più importante sappiamo dare: un ambiente sano - osservano Menzio e Cusinato -. Abbiamo completamente perso il turismo estero. Lo straniero ha annullato le sue vacanze in Italia poiché ha ritenuto noi degli “untori”. A mio modo di vedere, questa situazione è stata causata dalla nostra classe dirigente. Purtroppo a mancare è stata un’informazione autentica riguardo al nostro comune. Si è preferito puntare su una politica del terrore che ha letteralmente spaventato a morte i turisti. Ceresole Reale ha un Rt, ossia l’indice di contagio, pari a 0 e non può essere accomunato a Torino con un Rt di 1,26!».
Menzio narra che a giugno 2020 il Rifugio Mila accolto gratuitamente centocinquanta sanitari coinvolti nel contenimento della pandemia. Gli operatori sanitari si sono fermati a Ceresole Reale per un paio di giorni constatando che le misure messe in campo dal team del Rifugio Mila, quali disinfezione, pulizia, distanziamento sono state sufficienti a tenere il contagio sotto controllo.
«Ecco» conclude Menzio «dovremmo essere bravi a comunicare questa nostra positiva esperienza!»
Beh, direi che ora lo hanno fatto.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.