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CERESOLE REALE. Il ghiacciaio Ciardoney si è ritirato di altri 15 metri

CERESOLE REALE. Il ghiacciaio Ciardoney si è ritirato di altri 15 metri
I ghiacciai che si sciolgono, la plastica che invade la Terra, gli animali si estinguono e le spiagge sono popolate più da tamarri che da paguri”: temi tosti, quelli che l’attrice Teresa Mannino affronta nel suo nuovo spettacolo teatrale “Sento la Terra girare“. C’è da ridere, ma anche da piangere. La notizia diffusa nei giorni scorsi (e non è una fake news) racconta di un altro anno negativo per il ghiacciaio Ciardoney, nel parco del Gran Paradiso. Le misurazioni effettuate dalla Società Meteorologica Italiana hanno infatti evidenziato un arretramento, quest’estate, di 15,5 metri del fronte e una perdita di 1 metro e 45 cm di acqua equivalente. Dal 1972 il ghiacciaio si è ritirato di 460 metri. Non è bastato quindi l’inverno molto nevoso a invertire la tendenza all’assottigliamento dei ghiacciai alpini. C’è un aspetto positivo, la riserva fornita ai bacini Orco-Soana: quest’anno dallo Ciardoney i torrenti hanno ricevuto 2 milioni di metri cubi di acqua, la quinta stagione più abbondante degli ultimi 25 anni. Il problema sono le riserve di acqua, di questo ghiacciaio e di tutti quelli alpini, sempre più ridotte. Secondo uno studio di Edoardo Bucchignani e colleghi del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, apparso nel 2015 sull’autorevole International Journal of Climatology, se non si ridurranno le emissioni di gas serra verso il 2100 le temperature estive potranno surriscaldarsi anche di 6-8 °C al Nord Italia, e allora le nostre estati somiglieranno a quelle del Pakistan! Una prospettiva drammatica, che rischia di far fondere quasi del tutto i ghiacciai delle Alpi, stravolgere l’agricoltura e modificare pesantemente i regimi idrici dei fiumi. Proprio il caldo dovrebbe spingerci di più a contrastare i cambiamenti climatici… . Anno orribile Il 2018 e il 2017 anni orribili per le Alpi. Ovunque si parla di ghiacciai in ritiro come mai aveva visto occhio umano, almeno in tempi storici. Dal ghiacciaio della Marmolada, dove il sole si è mangiato metri e metri di neve permettendo a un gran numero di reperti della Prima Guerra Mondiale di venire alla luce, al ghiacciaio Tsanfleuron nel Canton Vallese (Svizzera) dove il ritiro senza precedenti del ghiaccio ha portato alla luce i resti di due persone scomparse 75 anni fa, fino allaVal d’Aosta, dove il Rifugio Gonella a ben 3.071 metri di quota lo scorso anno ha dovuto chiudere agli inizi di agosto per mancanza d’acqua. Fenomeni che sottolineano ancora una volta che il destino dei ghiacciai alpini lascia poco a sperare se non ci sarà un’importante inversione di marcia nel prossimi decenni. Le ultime proiezioni dell’Ethz (Politecnico federale di Zurigo) dicono che entro la fine del secolo si perderà dal 60 al 90 per cento della massa globale dei ghiacciai. Conseguentemente vi sarà anche una riduzione dei deflussi idrici dal 5 al 20 per cento rispetto a una trentina di anni fa.
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