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VALLI DI LANZO. “Ma cosa fa la Regione per chi già vive in montagna?”

VALLI DI LANZO. “Ma cosa fa la Regione per  chi già vive in montagna?”

In alto, da sinistra verso destra: Paolo Ricaldone (Pessinetto), Stefano Poretti (Mezzenile), Roberta Colomatto (Ceres). In basso Alice Ricaldone (Ceres) e Fabrizio Angeli (Mezzenile)

Nelle Valli di Lanzo l’iniziativa della Regione Piemonte per il ripopolamento della montagna divide i residenti. C’è chi si dice totalmente soddisfatto, perlomeno nelle premesse, e chi invece punta il dito contro il governo regionale che si è dimenticato di chi già oggi vive nelle Valli per pensare a chi invece, forse, ci andrà a vivere. 

Tra i favorevoli c’è Paolo Ricaldone, farmacista di Pessinetto. «Ho letto di questa iniziativa per ripopolare le Valli, e da quel che visto mi sembra una buona idea, soprattutto perché mira a favorire l’insediamento dei giovani - dice -. Insomma come iniziativa non mi sembra male, poi certo bisognerà vedere come verrà realizzata».

Favorevole, ma con riserva, Fabrizio Angeli, gestore con la moglie del ristorante “Il Vecchio Borgo” di Mezzenile. «L’iniziativa mi trova abbastanza d’accordo, ma il rischio è di far diventare le  Valli di Lanzo un dormitorio - sostiene -.

Da questo punto di vista ci vuole un impegno da parte di tutti, noi valligiani compresi, per far sì che le Valli possano offrire servizi e attrattive per far vivere il territorio ai nuovi residenti. Potrebbe essere anche un modo per spronare tutti quanti noi a fare qualcosa di più per ottenere un buon risultato».

Plaude all’iniziativa regionale un’altra farmacista, Alice Ricaldone di Ceres. «Penso sia un’ottima idea, l’importante è che segua all’offerta di adeguati servizi - sottolinea -. Parliamo di scuola, di trasporti, insomma di tutto ciò che concerne il vivere in un paese di montagna che, pur essendo vicino alla città, ha bisogno di essere supportato da investimenti rivolti alla popolazione, giovanile quanto anziani».  

Anche Stefano Poretti, cioccolatiere di Mezzenile, pone l’accento sulla necessità di integrare i servizi attualmente offerti sulle Valli. «L’iniziativa della Regione mi sembra positiva, come tutto ciò che cerca di smuovere un posto dal quale, di solito, si scappa - rimarca -.

Ma oltre ad incentivare chi arriva, bisognerebbe anche sostenere i servizi già presenti nelle Valli con progetti forti, interessanti e che abbiano una valenza per tutti, non solo per chi vuole venire a vivere in montagna ma anche per chi già ci vice. Un esempio su tutti quello del trasporto pubblico: bisogna rendere accessibile, veloce e fruibile sia la vallata sia Torino per chi ci abita. Questa è la mossa strategica che manca ormai da tempo...». 

Critica Roberta Colombatto, dell’Osteria della Lanterna di Ceres: “Penso che quella della Regione Piemonte sia un’iniziativa sbagliata, a differenza di altre portate avanti in questi mesi - conclude -. I contributi andrebbero dati  a chi già vive in montagna, oppure spenderli per altri servizi come può essere il trasporto, ma anche per tante altre situazioni». 

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