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17 Gennaio 2020 - 11:01
Si sono ritrovati il 30 dicembre scorso a Superga per sottoscrivere un “patto” e rievocare simbolicamente l’assedio del 1706. C’erano tante amministrazioni, c’era Gassino ma il sindaco di Castiglione non si è visto.
Alla manifestazioni erano presenti una ventina di comuni dell’area metropolitana sono ripartiti da qui, non solo perchè l’unione fa la forza. Soprattutto perché non ne possono quasi più di dover rincorrere una “Città Metropolitana” che poco si cura o non si cura come dovrebbe di un territorio che va ben oltre il capoluogo e che un tempo era ben rappresentato dalla “Provincia”. Insomma, un modo come un altro, se vogliamo plateale, per forzare la mano e chiedere al sindaco della Città Metropolitana Chiara Appendino un nuovo modello di governance. “Chiediamo – si legge nel patto di Superga – alla sindaca di aprire un tavolo permanente che coinvolga prima e seconda cintura, un’area di circa 40 comuni con abitanti pari ad oltre la metà di Torino, con zone industriali di eccellenza, sede di atenei e di strutture formative, un patrimonio storico e culturale di rilievo metropolitano e regionale. Le fatiche a livello economico della città di Torino non possono dettare scelte autonome e autarchiche con ripercussioni sull’intera area metropolitana, che negli anni ha assunto sempre maggiore identità grazie alla presenza di attrattori a livello produttivo, di ricerca, di saperi e di qualità della vita. Non siamo più il “dormitorio” di Torino, ma i “petali” di un fiore che ha bisogno dell’apporto e delle energie di tutte le municipalità che senza soluzione di continuità rappresentano una conurbazione cui dobbiamo far riacquistare a li- vello nazionale e internazionale il giusto riconoscimento. Troppo spesso negli ultimi anni le scelte strategiche sono state gestite in solitudine, senza aprire spazi di confronto dove si potrebbero costruire risposte migliori e più efficaci per l’intero territorio”. L’inspiegabile assenza del Comune di Castiglione e di un suo rappresentante ha scatenato le polemiche da parte delle opposizioni che hanno immediatamente puntato il dito contro la maggioranza.
“La Città Metropolitana - commenta Roberto Pignatta, ex sindaco e oggi capogruppo della minoranza - non ci ha sempre trattato con i guanti, anzi. Penso all’elargizione di alcuni contributi, arrivati e pensati solo per i comuni della prima cintura o ad una concezione troppo “Torino - Centrica” che, fino ad ora, non ha fatto funzionare bene la ex provincia. Alla manifestazione di Superga c’erano amministrazioni di tutti i colori, è senz’altro un’azione provocatoria, politica ma comunque utile per dare un segnale”.
Un “segnale” che il sindaco Lovera ha scelto di non dare.
“L’assenza del sindaco di Castiglione - prosegue Pignatta - ci ha stupito. Evidentemente non l’hanno ritenuta una manifestazione meritevole. Forse non sono stati presi in considerazione o forse per loro le cose vanno bene così e non c’è bisogno di cambiare nulla”.
Secondo i firmatari del documento, lo sviluppo sostenibile della “Gran Turin”, sui modelli delle città medie europee, ha bisogno di strategie comuni, da condividere ed estendere al territorio della città metropolitana su 5 punti: mobilità sostenibile e trasporti, gestione del ciclo in- tegrato dei rifiuti per sostenere l’economia circolare, un progetto comune per parchi e fiumi, una gestione comune del sistema infrastrutturale, una pianificazione urbana per favorire le vocazioni del territorio e uno sviluppo economico armonico e sostenibile, una gestione di acqua calore ed energia in una logica di sistema grazie a aziende e multiutility del territorio.
All’indice alcune scelte non con- divise, tra cui la vendita di Trm Sitaf e Iren ai privati.
Hanno aderito all’iniziativa fin dal primo momento i sindaci di: Collegno, Grugliasco, Rivoli, Settimo Torinese, Moncalieri, Nichelino, Beinasco, San Maurizio Cana- vese, Druento, Ciriè, Chivasso, Carmagnola, Rivalta, Bruino, Orbassano, Chieri, Volpiano, Bollengo, Rivarolo, Giaveno, Valperga, Airasca, San Gillio, Gassino, Trofarello, San Antonio di Susa.
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