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CASTIGLIONE. “La maggioranza risolva i conflitti di interesse interni...”

CASTIGLIONE. “La maggioranza risolva i  conflitti di interesse interni...”

Roberto Pignatta

Prosegue la polemica tra maggioranza e opposizione, a a maggior ragione dopo la lettera inviata al nostro giornale, la scorsa settimana, dal sindaco Loris Lovera e dall’assessore al bilancio Fiorenzo Borello.

La disputa, come sollevato dal capogruppo Pignatta e dall’ex consigliere Antonio Serlenga, ruota attorno ai ruoli in Smat del vice sindaco Manlio Giaretto e a quello in città di Borello. “È necessaria una netta separazione - spiega Pignatta - tra gli interessi privati dei titolari di funzioni pubbliche e quelli generali verso i quali essi dovrebbero teleologicamente indirizzare la propria attività istituzionale. Questo è quanto osserviamo per componenti dell’attuale maggioranza. Cinque anni fa non sollevammo questa questione per il semplice fatto che la presenza in amministrazione di alcuni di loro fu di brevissima durata in quanto si dimisero quasi subito dagli incarichi amministrativi (infatti gli toccava il ruolo di opposizione e non di governo…). Come Gruppo Consigliare “Naturalmente Castiglione” non possiamo che ribadire che continueremo a vigilare sull’attività amministrativa dell’attuale maggioranza e cogliamo l’occasione per ribadire loro l’invito a risolvere definitivamente i loro conflitti di interesse”. Il capogruppo dell’opposizione, ed ex sindaco, poi, fa un parallelo con altri casi simili nel corso della storia. “Nel mondo - racconta - esistono molteplici casi di plurimilionari che, dopo aver trascorso la loro attività lavorativa nell’aumentare la loro ricchezza (è la loro mission…) si sono ritirati dagli affari e dedicati al mecenatismo, destinando quote della loro ricchezza verso i bisognosi. Questo avvalendosi di svariate forme, come le fondazioni. Questo nella chiara separazione dei ruoli, soprattutto di carattere politico. Tanto per citare un esempio Bill Gates, fondatore del gigante dell’informatica Microsoft (che per 24 anni fu l’uomo più ricco del mondo), che si ritirò dagli affari e fondò la fondazione benefica “Bill & Melinda Gates Foundation”.

Secondo Pignatta, la legislazione sul conflitto di interesse presenta alcune mancevolezze.

Nella nostra realtà italiana - conclude -, il legislatore si è sempre sbizzarrito nel promulgare decine di norme, leggi e regolamenti, spesso con il risultato di complicare le cose e all’atto pratico non risolvere i problemi. Tra questi si annovera la questione del conflitto di interessi, in riferimento a chi ricopre cariche pubbliche. Di fronte alle lacune normative, spesso si creano delle spiacevoli sovrapposizioni di ruoli, ad abuso di posizione e imparzialità, che conducono a conflitti tra l’interesse pubblico generale e quello individuale, privato (anche esercitato in forma indiretta). O ambiguità di ruolo tra importanti deleghe di amministratore pubblico e titolare di incarichi in società partecipate, a controllo pubblico”.

Ancora più duro, invece, l’ex consigliere Antonio Serlenga, oggi leader delal civica Noi per Castiglione.

Lovera - racconta Serlenga - scrive che in riferimento ala frase “abbiamo Smat in casa” si riferiva al depuratore ma le cose non stanno così. Basta guardare anche il linguaggio del corpo e mentre il sindaco diceva quelle parole rivolgeva lo sguardo verso Giaretto. Lo stesso che si occupa di fanghi per Smat proprio nella città con il depuratore più grande d’Europa. Bisogna risolvere il problema dell’incompatibilità, non si devono creare dubbi. Per come stanno le cose oggi, se Giaretto dovesse andare a a fare una trattativa con Smat  tutti potrebbero chiedersi: “Farà l’interesse di Smat di cui è dipendente o del Comune dove è assessore?”. Un’amministratore non dovrebbe dare adito a certi dubbi”. Un’ultima battuta, infine, anche su Borello.

Mi sembra - conclude - singolare spiegare la differenza tra la Borello Srl e Fiorenzo Borello persona. Tanto di cappello per i suoi successi imprenditoriali, nessuno dice nulla. Le cose, però, cambiano quando diventi uomo pubblico e non si capisce più dove finisce la propaganda per la sua attività e dove comincia quella per l’uomo politico. Per aggiustare tutto dal punto di vista formale posso dargli un consiglio: intesti tutto ai figli come fece anche Berlusconi”.

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