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20 Giugno 2021 - 10:53
I Kanapan l'altra sera a Sant'Anna Boschi di Castellamonte
CASTELLAMONTE. Dopo mesi di privazioni, restrizioni, coprifuoco, zone rosse, zone gialle, per la pandemia, finalmente anche il canavese si sta riprendendo, pian piano, la sua vita, e si prepara all’avvento della bella stagione con proposte che coniugano la promozione dell’impegno per favorire molteplici forme di socialità ed un intrattenimento di altissima qualità.
La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sant’Anna Boschi di Castellamonte (SOMS), nel cuore verde del canavese, la sera del 18 giugno 2021 ha ospitato un evento molto speciale per gli appassionati di musica indipendente e libera, dello street food e dei luoghi immersi nella natura: il primo concerto dal vivo dei KanaPan, rock cover band già nota agli utenti dei social media più attenti alla scena underground dell’ultimo anno.
Una cornice molto suggestiva per celebrare il “Battesimo di Fuoco” di questo progetto musicale fresco ed interessante, il quale, nel particolare contesto che stiamo vivendo, assume i contorni di un rito di rinascita, e rimanda all’ardente desiderio di ripresa, alla quale miracolosamente il Paese si sta tendendo con tutte le forze, tuttavia senza dimenticare il maggior impegno comprensibilmente richiesto in queste zone piuttosto che in città.
I KanaPan sono: Marco alla voce e alla chitarra, Loris al basso, Mirko alla chitarra elettrica, e Fabio alla batteria.
Presenti tra il pubblico ai tavoli della cena all’aperto, disposto in rispetto delle attuali normative in materia di covid-19, nello spazio circostante alla sede della società, soci del circolo, amici, conoscenti, colleghi dei membri del gruppo e altri artisti underground impegnati in un progetto condiviso con Marco e Loris, i Serafina’s Lovers, salutati più volte dai ragazzi dalla postazione del concerto, antistante all’entrata.
Il gruppo si è esibito in una serie di successi italiani ed internazionali, dimostrando spigliatezza e padronanza della scena.
Da un classico del Rock italiano come Lo spettacolo dei Litfiba, alla pietra miliare Garage, Ragazzo di strada (“Noi che ora siamo sulla strada, cantiamo ‘Ragazzo di strada’ “ ha sorriso Marco, annunciando il secondo brano in scaletta). Il pezzo è una versione italiana di un brano dei The Brogues targato 1965, portata al successo dapprima da I Corvi, ma successivamente cantata anche da altri artisti, tra i quali, non a caso, Vasco Rossi, tra i più gettonati nel repertorio dei KanaPan.
A seguire, un’originale interpretazione di Lil ‘ Devil dei Cult, pezzo eseguito con grande energia e particolarmente gradito dal batterista Fabio; e ancora, piuttosto nelle corde del cantante, Voglio una donna di Vecchioni, in una versione “alternativa molto più Rock”, per dirla con Marco, e Sex on the fire dei Kings of Leon (quest’ultima annunciata dal bassista Loris con particolare enfasi), Confortably Numb dei Pink Floyd, in cui Mirko alla chitarra elettrica ha potuto esprimersi liberamente nello spettacolare assolo finale; o Tainted Love dei Soft Cell, per passare ad uno dei brani prediletti dal bassista Loris, 1969, di Achille Lauro, la cui eccentricità non è priva di genio.
Dopo una pausa, la seconda parte del concerto annunciata da Je so pazz di Pino Daniele, con un accorato omaggio al Sud.
La serata si è colorata di ironia e ribellione alle note di Gianna di Rino Gaetano, e ha continuato a coinvolgere il pubblico con una suggestiva rivisitazione di What a wonderful world (ispirata probabilmente alla versione dei Ramones); lo stesso pubblico si è ritrovato a saltellare con All the small things dei Blink 182, a sognare con gli accordi di Urlando contro il cielo di Ligabue, a ballare con un ricco medley di Vasco Rossi a base di Lunedì, Cosa succede in città, T’immagini, Cosa c’è, e Rewind.
Come se la scaletta non fosse abbastanza ricca,in chiusura, la band, invitando il pubblico a cantare, ha dato ulteriore prova di talento, improvvisando l’interpretazione di brani del tenore di La notte dei Modà, Wish You Were Here dei Pink Floyd, in cui Mirko ci da un assaggio di voce cantando l’attacco con tanto di dedica “alla più bella della serata”, e Motocicletta, in una versione ancora più rock grazie alla voce di Marco che, se possibile, nel finale di concerto, è parsa più calda, intensa e graffiante che all’inizio.
L’interpretazione dei KanaPan è fantastica e con una grinta perfetta. Insieme, creano un’alchimia particolare, perché nelle loro esibizioni si avverte molto che si divertono a fare quello che fanno.
Come si legge nella biografia alla loro pagina facebook https://www.facebook.com/KanaPanBand, il nome KanaPan rimanda al canavese, la terra in cui i quattro membri del gruppo, tutti provenienti da zone diverse d’Italia, si sono conosciuti e dove suonano insieme da circa due anni, e al mito del dio Pan, legato alla natura incontaminata e simbolo di energia vitale dirompente.
I Kanapan sono un gruppo con un’energia incredibile, vale assolutamente la pena ascoltarli al canale youtube di Marco https://www.youtube.com/channel/UCR7IuHrtFuJn1ILy8NnFN6A, al quale è possibile iscriversi ed essere sempre aggiornati sulle novità, ma soprattutto vederli suonare dal vivo.
Paola Pizzonia
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