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CASTELLAMONTE. “Castellamonte capitale dello spaccio” Scoppia la bagarre in Consiglio

CASTELLAMONTE. “Castellamonte capitale dello spaccio” Scoppia la bagarre in Consiglio

Castellamonte

CASTELLAMONTE. Castellamonte è il comune n. 1 per lo spaccio di droga nel Canavese? Lo ha sostenuto nel corso dell’ultimo consiglio comunale la minoranza di centro-destra, che aveva presentato un’interrogazione dal titolo  “Utilizzo improprio dell’area mercatale e limitrofe”. Si è partiti da una piazza utilizzata come motodromo, si sono aggiunte le auto che corrono troppo, si è parlato del rumore provocato dalle giostre per approdare infine al problema droga.

Molta carne al fuoco, solo in parte presente nel testo inserito all’ordine del giorno e letto da Fabio Garaffa, che recitava: “In data 28 aprile ci sono state segnalate da cittadini che vivono nei pressi dell’area mercatale problematiche relative all’utilizzo della piazza come motodromo.

Molti  si sono lamentati che il Piazzale Generale Franco Romano viene utilizzato come pista per moto ed auto e lo stesso vale per la strada diretta all’area industriale e le vie contigue:  Strada Masero,  Via Casari , Via Olivetti, Via Ghione, Via Martiri delle Foibe. Da quanto riportato dai mezzi di comunicazione, la situazione è stata segnalata da tempo agli uffici competenti ma è rimasta inalterata e gli abitanti sono esasperati.  Quali provvedimenti si sono intrapresi e quali controlli sono previsti nel prossimo futuro?” 

Santoro ha esclamato: “Ci sono automobilisti che passano a tutta velocità andando a lavorare: si alzassero cinque minuti prima!”. Garaffa ha poi aggiunto verbalmente delle considerazioni riguardanti un altro tipo di rumore: quello provocato dalle giostre nel periodo della festa patronale, suggerendo: “Andrebbe valutata la possibilità di farle ruotare, collocando le più rumorose verso l’area industriale”.

Rispondendo subito su quest’ultima questione, il vicesindaco Medaglia ha fatto presenti le difficoltà di una ricollocazione: “Lo spazio è quello che è: le abbiamo già messe in un posto abbastanza isolato, in mezzo alla piazza. Spostarle non è così facile, considerando che il lunedì lì si tiene il mercato. Inoltre vorrebbe dire rifare il Piano per la Sicurezza che, aggiunto alle normative anti-Covid, significherebbe per quest’anno  non farle venire”. Passando poi ai problemi posti nell’interrogazione, ha spiegato: “Bisognerebbe cogliere i ragazzi sul fatto ma, quando i vigili intervengono, li trovano seduti che giocano, ridono, scherzano. Abbiamo incrementato le telecamere: ce ne sono una nella piazza antistante il caricatore e due al suo interno; una davanti alla vecchia biglietteria, che riprende Via Buffa ed il viale alberato. Se ne possono aggiungere in direzione dell’area industriale però non possiamo verificare attraverso le telecamere se chi arriva col motorino si metta poi a fare il motocross”. Ha anche chiesto se le segnalazioni ricevute dalla minoranza riguardassero le ore pomeridiane o quelle notturne (“Succede anche di giorno” – ha risposto Garaffa) perché  “Cercheremo di fare più controlli ma bisogna tener conto che dopo le 19 non abbiamo più i vigili e dovrebbero intervenire i carabinieri”.

L’affondo della minoranza: “Castellamonte è il principale centro di spaccio del Canavese”

Anche se non sarebbe contemplato nelle regole sulle Interrogazioni (che prevedono lettura del testo, risposta dell’interrogato, replica dell’interrogante) dopo la risposta di Medaglia è intervenuto il capogruppo di “Per Castellamonte” Rocco Santoro, preannunciando un’altra  prossima interrogazione riguardante il problema droga. Ha iniziato riprendendo il tema affrontato da Garaffa: “Sappiamo tutti cosa succede: i giochi di motorini ed auto possono diventare pericolosi per i nostri figli. Come amministratore di stabili in quella zona ho sentito delle lamentele.

Dobbiamo attivarci in modo che i vigili siano presenti: i carabinieri non possono stare sempre lì”. A questo punto ha inserito l’argomento che ha fatto scalpore, suscitando sorpresa  nella maggioranza:  Dobbiamo però essere più presenti anche su un tema delicato che affronteremo probabilmente nel prossimo consiglio: quello della droga. Tutti sappiamo cosa sta succedendo: siamo uno dei paesi più coinvolti, anzi probabilmente il Numero Uno. E’ un guaio grosso ma se c’impegniamo tutti possiamo fare qualcosa perché così non va assolutamente bene”.

Un po’ in contraddizione con il problema posto precedentemente dal suo gruppo ha aggiunto:  Io ho piacere che mio figlio vada a giocare alla stazione tranquillamente, anche se tanti si stanno lamentando che i bambini  vanno tutti lì: non è la loro area-giochi che mi preoccupa ma tutto il giro che c’è lì attorno. Spero che a breve quel giro lì si chiuda però non si chiude tutto il discorso che dovremo fare. La mia richiesta sarà quella di cercare insieme alle forze dell’ordine di fare in modo che queste persone, se devono lavorare, lavorino altrove e non a Castellamonte!”.

Quest’ultima affermazione lascia di stucco: ne saranno presumibilmente molto felici gli amministratori e gli abitanti dei paesi vicini… 

La replica della maggioranza: “Siamo come gli altri Comuni di analoghe dimensioni”

Quanto alla maggioranza che governa la città in questione, rispetto al problema dello spaccio di droga il sindaco ha replicato sorpreso: “Andrei cauto nel dire che siamo il Numero Uno. Abbiamo  una situazione simile a quella dei comuni di analoghe dimensioni, con i quali ci confrontiamo spesso, e la nostra preoccupazione è la vostra.

Sai che stiamo facendo delle azioni, tutte quelle che la legge ci consente. Siamo a strettissimo contatto con i carabinieri e li ringrazio per l’impegno. Non è facile nemmeno per loro essere presenti dappertutto perché  la Stazione di Castellamonte deve controllare dieci comuni con le rispettive frazioni: noi da soli ne abbiamo otto! Il personale è quello che è, per loro come per i nostri vigili. Sono assolutamente d’accordo sul collaborare tutti insieme”.

A questo punto è intervenuto il capogruppo di  maggioranza Alessandro Musso per una serie di precisazioni: “La droga è un problema di tutti i comuni ed è molto presente in Canavese.

Più che vederlo come una questione di Carabinieri, Polizia, Polizia municipale, ronde notturne, secondo me dovremmo impegnarci in un’azione preventiva nelle scuole  e nella scala sociale anche se quando si arriva ad un certo punto l’azione di forza diventa inevitabile.

La tossicodipendenza è uno dei punti che mi preoccupano di più per il futuro, come quello delle dipendenze in generale: abbiamo un problema enorme con il gioco d’azzardo, altrettanto con l’abuso dell’alcol, e non abbiamo proprio i numeri per affrontare questo tipo di emergenza.

Cerchiamo di correre ai ripari prima: se avete idee e proposte, il mio numero di telefono lo avete. Vogliamo fare un tavolo condiviso, discutere di azioni nelle scuole, con i giovani, con i gruppi sportivi? Avete la mia massima disponibilità”.

A questo punto, con un’uscita sorprendente viste le dichiarazioni precedenti,  Santoro si è tirato indietro:  Noi dobbiamo essere la voce perché le forze dell’ordine abbiano la possibilità di attivarsi. Non possiamo mica occuparci delle scuole ecc: è una cosa più grossa di noi. Siamo in una situazione degenerata”. 

Quasi invitabile la replica di Musso: “Sono convinto che le forze dell’ordine siano già adesso più che consapevoli del problema  e stiano cercando di arginarlo, solo che magari non fanno tanta pubblicità per ovvi motivi”. 

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