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02 Aprile 2021 - 18:23
Da sinistra Fabio Garaffa, Rocco Santoro, Valentina Coppo e Alessandro Musso
E’ stata la questione vaccini a tener banco lunedì 29 marzo durante il Consiglio comunale di Castellamonte, oscurando gli altri argomenti e prendendosi tutta la scena. Si è discusso infatti intorno all’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza più numeroso, quello di “Per Castellamonte” e relativo all’ormai famosissimo episodio di cui era stato protagonista il sindaco, invitato dai medici dell’ASL a vaccinarsi per non sprecare una dose rimasta inutilizzata e per questo attaccato duramente dai suoi avversari.
Diversamente da quanto prevedono i regolamenti per le interrogazioni (lettura del testo, risposta dell’interrogato, dichiarazione dell’interrogante se la risposta lo abbia o no soddisfatto) la trattazione dell’argomento è stata molto ampia: il sindaco ha lasciato spazio a tutti.
L’interrogazione – letta da Fabio Garaffa - aveva toni alquanto aspri ed accusatori ma, a quanto è risultato evidente, non tutto il gruppo era d’accordo su quell’impostazione: se Rocco Santoro ha attaccato Mazza a 360 gradi, non così Valentina Coppo, che ha preso di fatto le distanze rispetto ad alcune affermazioni e che ha detto apertamente di essere considerata da alcuni dei suoi come “una mina vagante”.
Tutti e tre si sono detti profondamente offesi (credendosene i destinatari)per le frasi di Mazza sul “malloppo” e sulle mele marce; lo hanno attaccato per essere andato in televisione senza garantire un contraddittorio e per aver detto di essere iscritto al PD.
Quello che colpisce maggiormente è tuttavia la convinzione della minoranza che il primo cittadino abbia poteri pressoché illimitati nel campo della gestione e del controllo della Sanità locale quasi non esistessero direttori sanitari, ASL, Assessorato regionale, Ministero della Salute: sarebbe interessante sapere a quali articoli della Costituzione ed a quali norme di legge facciano riferimento poiché non è facile capirlo. Incuriosisce altresì che Valentina Coppo, nel cercare un politico famoso per portarne ad esempio il comportamento virtuoso, non abbia scelto persone come Biden o Mattarella ma un autocrate come Putin, che tutto può e tutto decide.
Fabio Garaffa ha letto l’interrogazione. Partendo dal fatto accertato che “il sindaco è stato vaccinato senza che rientrasse nella categoria degli aventi diritto in questa fase” ecco le riflessioni della minoranza: “Dato che l’assenza della persona cui si sarebbe dovuto somministrare il vaccino non può essere stata riscontrata un minuto prima; che sono a disposizione degli operatori sanitari gli elenchi degli aventi diritto e che il sindaco ha accesso alla Banca Dati Comunale, avrebbe potuto verificare in breve tempo i nominativi degli Over 70 ed Over 80 ed adoperarsi affinché la dose eccedente venisse somministrata ad uno di loro. Molti ultra ottantenni, pur avendo presentato la richiesta, non sono stati ancora contattati e, se telefonano, nessuno sa informarli sui tempi di attesa. Il sindaco, invece di scusarsi per la sua leggerezza, ha attaccato i cittadini indignati”.
Gli si domandava pertanto perché non si fosse adoperato nella ricerca di un avente diritto e quali fossero i dati relativi all’andamento della campagna vaccinale. Si sollecitavano infine sindaco e giunta a richiedere periodicamente i dati aggiornati di tale campagna e di comunicarli tempestivamente al consiglio.
Rocco Santoro è andato all’attacco a testa bassa, accusando il sindaco di malafede, di indifferenza verso il bene dei suoi amministrati, di presenzialismo nocivo per la città. “Penso di avere forti dubbi – ha esordito – su come sia andata e che non sapremo mai la verità. Era mattina e quindi c’era tutto il tempo per cercare un over 80 cui somministrare la dose. Credo che Mazza abbia pensato solo a sé stesso e non agli anziani e concordo con quando affermato da Mauro Corona su Rete 4, che lo ha definito <uno Schettino di terra, troppo estetico e poco etico>. Avrebbe dovuto spiegare cos’era successo, invece di rilasciare interviste a giornali, radio e televisioni, addirittura andando su Rete 4, dove ha fatto fare una figura di m. alla città a causa della sua incapacità di esprimersi in italiano. Su Rock Radio si è definito sindaco di frontiera: significa sostenere che non c’è legalità e questo è gravissimo. Ha detto che c’è chi punta al malloppo: a chi si riferisce e cos’è questo malloppo? Ha parlato di mele marce: chi sono?”. Santoro accusa il sindaco di aver detto che i cittadini sono con lui: “Quando si permettono di pensarla diversamente però diventano degli sciacalli. La gente non è scema, ha capito benissimo. Solo un terzo degli elettori lo ha votato: ci sono maggioranze e minoranze e vanno sempre rispettate”.
Mazza è anche colpevole “di aver detto a Rock Radio di essere un tesserato del PD”. Per quanto riguarda le scritte ingiuriose, il capogruppo di “Per Castellamonte” ha le idee chiare: “Quella è una vigliaccata però devo mettere sullo stesso piano chi ha fatto quelle scritte e chi si è vaccinato senza averne diritto. Il sindaco dice che dovremmo lavorare tutti insieme: lo vorremmo ma non ci sono i presupposti”.
Molto diversi da quelli di Santoro i toni di Valentina Coppo, che condivide le critiche a Mazza per aver accettato il vaccino ma non le motivazioni che lo avevano spinto a farlo: “Ravviso la necessità di abbassare un po’ i toni. Personalmente non ho alcun dubbio sulla sua buonafede ma è stata una leggerezza inopportuna. Se fosse capitato a me avrei subito pensato a mia nonna, che ha 91 anni, ed avrei lasciato il posto a lei”. Ha però aggiunto: “Anche questo non sarebbe stato corretto…”
Riguardo all’interrogazione non ne è sembrate entusiasta ma – ha detto - “abbiamo deciso di non sottacere”.
Si è offesa anch’ella per la frasi sul malloppo e sulle mele marce e per le interviste “a senso unico”; ha detto che Mazza si sarebbe dovuto scusare (“Lo ha fatto anche la Merkel”) ed ha citato Putin “che si è fatto vaccinare un mese più tardi rispetto a lui”. Si è mostrata risentita per il riferimento del sindaco al fatto che nessuno si fosse offerto di dargli una mano quando andava a dirigere il traffico nel periodo del caos da tamponi: “Cosa ne sapevo ed in quale veste avrei dovuto essere lì? Ero in Zona Rossa a fare la D.A.D. con i miei figli!”. Ha però ammesso, rivolgendoglisi direttamente: “Quando ci sono problemi (com’è successo nella mia frazione) sei disponibilissimo”.
La consigliera concorda sulla necessità di non sprecare i vaccini: “Non vi pare inaccettabile il rischio che vengano buttate delle dosi? Occorrono liste di riserva altrimenti è come mettersi a fare una torta senza essersi accorti che manca la farina. Se non ci sono controlli è come se la Banca d’Italia non facesse vigilanza sugli istituti di credito”.
Le considerazioni sono ineccepibili ma forse i destinatari dovrebbero essere altri.
Prima che intervenisse Mazza per rispondere all’interrogazione, ha parlato Alessandro Musso: “Come gruppo di maggioranza, pensiamo che forse il sindaco abbia peccato di leggerezza perché avrebbe dovuto capire in anticipo che sarebbero sorte delle polemiche. E’ assai triste però che si debba agire solo in funzione delle possibili critiche e non di ciò che si ritiene corretto. Quanto al fatto in sé, come confermato dall’ASL, da Vercellino, dai medici presenti, c’era una dose che non sarebbe stata utilizzata, gli hanno proposto di fare il vaccino ed ha accettato. Sarebbe diverso se avesse abusato della sua funzione per accedervi prima di altri. E’ molto triste, molto brutto pensare che qualcuno potrebbe ritenere preferibile sprecare una dose”.
Ha poi lasciato la parola a Mariangela Bracco, infermiera ed assessore alla Sanità ed all’Assistenza, che ha fornito i dati sui vaccinati.
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