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05 Ottobre 2021 - 15:46
Una veduta delle “Case Cit” di Caselle, abitazioni di edilizia popolare del Consorzio Intercomunale Torinese
CASELLE TORINESE. Opzione “A” o opzione “B”? Sono giorni piuttosto complessi per i residenti delle “Case Cit”, le abitazioni a edilizia popolare del “Consorzio intercomunale torinese”, sorte nella città dell’aeroporto tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90.
Abitazioni che, fin dagli inizi, hanno avute sempre e solamente problemi. Con proteste dei residenti, interventi per rattoppare i troppi disagi sopraggiunti con il passare di questi quasi 40 anni di vita.
Come detto, il Consorzio è indeciso su quale strada intraprendere. Già, perché se fino a pochi mesi fa la soluzione era quella di procedere con il “superbonus 110%” del Governo, da qualche settimana è stata portata sui tavoli una nuova soluzione, nettamente radicale: abbattere le case per costruirle rialzate, con collegamenti fognari, antisismiche, a basso impatto ambientale.
Con l’opzione A, invece, gli interventi riguarderebbero il famoso “efficientamento energetico”, la rete fognaria e il rifacimento del tetto. Ma non si risolverebbe il grave problema degli allagamenti che si creano ogni volta che in città piove proprio perché le case sono state create un metro e mezzo più in basso rispetto alle case classiche.
Con l’opzione B si metterebbero in gioco non solo i fondi del superbonus 110% ma anche quelli del Pnrr e il bando antisismico. Insomma, una soluzione drastica ma forse decisiva per le sorti di queste 170 famiglie.
Ma cosa succederà in caso di abbattimento e ricostruzione? “Ci sarebbero 170 nuclei familiari da dover sistemare. Se fosse questa la soluzione scelta, dovremmo sederci attorno ad un tavolo assieme al Consorzio, ai servizi socio assistenziali, ai proprietari di case vuote presenti sul territorio. So per certo che il Consorzio pagherebbe gli affitti fino a quando non si completeranno i lavori. Si opererebbe a step: una casa per volta, proprio per ridurre drasticamente i disagi di tutti. I lavori dovrebbero durare una quindicina di mesi per casa. E se tutto andrà per il verso giusto, in meno di quattro anni dall’avvio del primo cantiere, le Cit avranno nuova vita. Sempre e solo se tutti decideranno per questa soluzione. Altrimenti si procederà con gli interventi del superbonus 110%”, spiega il sindaco Luca Baracco.
Da questa settimana partiranno le assemblee condominiali alla presenza del Cit e, al termine, si deciderà quale percorso intraprendere.
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