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11 Agosto 2020 - 17:21
CANTOIRA. Dal nonno ai nipoti, per continuare a dare lustro alla borgata alpina di Vrù. Perché Cichin, al secolo Francesco Berta, in fondo non se n’è mai andato. Il suo percorso di vita si è concluso nel 2001, a 77 anni, lì dov’era cominciato: nell’amato borgo a tre chilometri dal capoluogo di Cantoira. Ma qualcosa d’altro vive, e vivrà per sempre. L’opera, l’ingegno e l’arte di Cichin, le sue creazioni, i suoi sogni, continuano a permeare ogni angolo di Vrù e l’animo della gente che vi abita.
La curiosità, prima di tutto. Cichin ne aveva a grappoli. Gli interessavano le diavolerie meccaniche con leve, ruote e manovelle, il cinema (fu proprio lui ad aprire la prima sala delle Valli di Lanzo, a Cantoira), la musica (con la sua amata fisarmonica, che continuò a suonare abilmente anche quando i tendini della sua mano destra vennero lesionati gravemente in un incidente sul posto di lavoro, alla teleferica che trasporta a valle il talco estratto nella miniera Brunetta). Era uno che si dava da fare, Francesco Berta. Durante il giorno costruiva le turbine ad acqua per la produzione di corrente alla baita del Rivirin, sosteneva con fervore un progetto che ha poi portato l’irrigazione ai prati di Vrù, realizzava complicate teleferiche con cambi di velocità. Alla sera proiettava qualche bel film nella sua sala cinematografica. Nel tempo libero faceva il “cantastorie”, con le fiabe raccontate ai bimbi del paese. Negli anni Sessanta, la rivoluzione. Ispirato dal presepio di Via Po’ a Torino, inizia a costruire i primi pezzi di un piccolo presepio meccanico per i suoi bambini. È l’avvio di un percorso che porterà alla nascita dell’opera d’arte che possiamo ammirare ancora oggi, realizzata con pezzi di recupero. Ma non c’è solo il presepe, tra i grandi progetti di Cichin. Al Rivirin “svettano”, per la loro bellezza, le ricostruzioni in pietra della Mole Antonelliana e della Torre di Pisa, alte all’incirca 2 metri. Un capolavoro. Poi tante altre opere di più piccolo taglio.
Quello di Francesco Berta è per le Valli un lascito materiale, artistico. Ma anche culturale, morale, di valori. Ed è per questo che il 24 ottobre dello scorso anno ha preso vita l’associazione culturale che porta il suo nome, promosso dai cinque nipoti di Cichin, che loro chiamavano con affetto “Pari”.
«Siamo cinque nipoti fortunatissimi perché abbiamo avuto un’infanzia semplice, piena di ricordi felici e indelebili con lui: le giornate trascorse in baita al Rivirin osservandolo entusiasti a dare forma alle miniature della Mole Antonelliana e della Torre di Pisa, i pomeriggi al pascolo ad ascoltare incantati i suoi racconti e le sue favole, le corse nei prati che profumavano di fieno, lo sguardo premuroso e il sorriso colmo di tenerezza di nonna Pina, gli inverni trascorsi guardando i personaggi del presepe prendere vita nelle sue mani - raccontano Barbara Berta, Davide Genotti, Romina Berta, Giulia Genotti e Alessandra Berta -. È da questa consapevolezza che abbiamo sentito la necessità di creare una realtà che potesse valorizzare ulteriormente l’immenso patrimonio morale e culturale che ci ha lasciato. L’associazione ci permetterà di far conoscere a tutti l’uomo straordinario che è stato “Cichin”, ci consentirà di valorizzare le sue piccole-grandi opere e di conseguenza Vrù, che rappresenta per noi il passato, il presente e sicuramente il futuro. La borgata si è mantenuta viva nel tempo grazie a tutti i suoi abitanti e frequentatori e per tale motivo intendiamo altresì sostenere e dare vita a tutte quelle iniziative che ognuno vorrà proporci e che potranno continuare a far crescere il borgo mantenendone intatta la sua identità. Da ottobre sono numerose le attività che come associazione abbiamo avuto modo di intraprendere, questo grazie alla partecipazione dei numerosi soci che hanno deciso di appoggiare i nostri progetti mettendo a disposizione con grande entusiasmo il loro preziosissimo tempo. Siamo partiti allestendo un piccolo punto di accoglienza durante le festività natalizie, con bevande calde e dolcetti gustati in un clima di grande allegria e condivisione. Il flusso di visitatori giunto per ammirare il presepe meccanico e i presepi allestiti nelle Chintane di tutta la frazione è stato il più alto di sempre. Gli occhi meravigliati dei bambini, lo stupore dei grandi verso il borgo e l’originalità delle composizioni, l’interesse di tutti per la nostra neonata associazione, ci hanno davvero emozionati».
I volontari si sono nel frattempo occupati di alcune opere per rilanciare ulteriormente la frazione, a partire dal posizionamento in più punti della borgata di oltre venti faretti ad alimentazione solare che serviranno a potenziare l’illuminazione notturna. L’associazione ha inoltre realizzato l’altalena panoramica in legno che da metà giugno sta riscuotendo grande successo tra turisti e villeggianti.
«Sono trascorsi pochi mesi dalla fondazione di questa nuova realtà - concludono i cinque cugini - ma il clima e i legami che si sono creati grazie alla vita associativa ci riempiono il cuore di orgoglio e entusiasmo e ci fanno capire che siamo sulla strada giusta. Vogliamo pensare che questa grande propositività e questo grande sentimento di collaborazione nati con l’associazione siano proprio il sorriso di nonno Cichin che ci guarda da lassù».
La prossima iniziativa è in programma per venerdì 21 agosto, in collaborazione con la biblioteca “Pietro Alaria” e il patrocinio del Comune. Alle 15.15 ritrovo in biblioteca, alle 15.30 partenza dell’escursione a Vrù guidata da Marco Blatto. Alle 16.30 l’arrivo a Vrù per la visita della borgata e del percorso floreale “Radici”. Alle 18 Maddalena Berta, in collaborazione con Blatto, presenta il suo libro “Eravamo una carovana”, la storia di quattro famiglie che nel 1952 lasciarono la montagna per la pianura Alle 19.30 “Vrù in tavola”, cena ai sapori e ai profumi del borgo (prenotazione al 349.3677250).
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