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CALUSO. Ciss-Ac, aumentano i servizi, ma non la spesa per i Comuni

CALUSO. Ciss-Ac, aumentano i servizi, ma non la spesa per i Comuni

Il presidente del Ciss-ac di Caluso, Savino Beiletti

CALUSO. Dati certi, nessun aumento in termini di spesa per i Comuni e nuovi servizi per il cittadino.

Si può riassumere così il Bilancio del Ciss-Ac, il consorzio intercomunale per i servizi socio assistenziali con sede a Caluso.

Un esercizio finanziario che chiude in pareggio per un totale di spese ed entrate pari a tre milioni e mezzo di euro.

Soddisfatto il presidente del consorzio, Savino Beiletti, al suo secondo mandato dopo la riconferma, ottenuta all’unanimità, due anni fa.

“Il primo dato importante - commenta Beiletti - è quello relativo alla quota parte che i Comuni versano al consorzio rimasta a 29,50 euro ad abitante, come negli anni scorsi. Credo che sia una delle quote più basse pagate all’interno della Città Metropolitana”.

Un cifra ben lontana dai 39 euro ad abitante che i Comuni del consorzio In.Rete (dell’area di Ivrea) si ritrovano a pagare, con grande disappunto da parte dei sindaci che meditano una secessione. Il sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca avrebbe già attivato le procedure per chiedere il trasferimento e l’ingresso nel Ciss-Ac.

“Il risultato ottenuto dal Ciss-Ac - commenta Beiletti - è il frutto di una gestione oculata del consorzio partita già con il mio predecessore, Elio Lepore. L’incidenza della spesa del personale sul Bilancio è del 23,68% appena. Ciò significa che se anche andassimo ad assumere una o due persone, salirebbe al 24, massimo 25%. Piccole cifre, insomma. Anche la spesa sostenuta per la nostra sede è molto contenuta e questo grazie ad una convenzione in atto da anni con il Comune di Caluso che ci concede un suo locale in Via San Francesco  D’Assisi 2, ad un canone vantaggioso”.

Da evidenziare è che al contenimento della spesa corrisponde un aumento dei servizi erogati dal consorzio.

“Innanzitutto - spiega Beiletti - molti Comuni ci hanno trasferito i fondi non spesi per l’emergenza Covid. Hanno aderito quasi tutti. Saremo noi a gestire direttamente la consegna dei pacchi alimentari e gli altri interventi legati strettamente all’emergenza. Al consorzio sono stati trasferiti 170mila euro tra i quali ci sono anche i soldi destinati alle attività scolastiche per i bambini in difficoltà. Noi già ci occupavamo di progetti di questo tipo, ci è sembrato naturale, dunque offrire anche questo genere di supporto”.

Tra i fiori all’occhiello del consorzio c’è il segretariato sociale.

“Questo servizio, spiega Beiletti, nasce con l’intenzione di  semplificare la vita alla gente. Spesso capita, infatti, di ritrovarsi a che fare con centralini che rimbalzano l’utente da un numero all’altro senza riuscire a risolvere il problema. Con il segretariato sociale, invece, la persona in difficoltà entra in contatto diretto con un assistente sociale che può prendere in carico direttamente l’utente o passarlo all’ufficio competente. Senza filtri. In questo modo a rispondere al telefono è già un operatore competente che sa esattamente come gestire le procedure senza perdite di tempo per l’utente”.

Poi Beiletti commenta: “Certo, le difficoltà le abbiamo anche noi. E’ un mestiere, questo, in cui trovare soluzioni positive è molto difficile. Da noi arrivano persone con grosse difficoltà economiche, vittima di violenze, con sfratti esecutivi in corso. Aiutarle è molto complicato, ma la collaborazione tra Comuni che passa attraverso il consorzio dà ottimi risultati”.

E proprio in quest’ottica sta nascendo un nuovo progetto legato all’emergenza abitativa, la vera sfida del 2022.

“Quando salterà il tappo che vieta gli sfratti, sarà un disastro - spiega Beiletti -. Per ora, a causa dell’emergenza Covid, sono bloccati. Ma le procedure vanno avanti. E così, se prima gestivamo 3/4 sfratti al mese, ci troveremmo a far fronte a circa 30 casi al mese. Per non farci trovare impreparati stiamo provvedendo, con l’aiuto dei Comuni, ad un censimento degli immobili comunali non utilizzati. Ne abbiamo già individuati. In frazione Carone a Strambino, ad esempio, ce un’ex scuola. Qui, in frazione Rodallo, ce ne sarebbe un’altra. L’idea è quella di restaurare ricavandone delle unità abitative da potere utilizzare in caso di emergenza”.

Gli sfratti sono, infatti, tra le preoccupazioni più grandi in questo momento per il consorzio: “Abbiamo in carico una famiglia di Caluso che ha 8mila euro di affitto arretrato da pagare. Come possiamo aiutarli se non facendoci travare pronti il giorno in cui perderanno la casa?”.

Infine un auspicio: “In questo momento abbiamo ben due rappresentanti del territorio in Città Metropolitana. Una è Sonia Cambursano, sindaca di Strambino, uno dei comuni del nostro consorzio. L’altro è Pasquale Mazza, sindaco di Castellamonte, Comune che appartiene ad un consorzio, il Ciss38, con il quale collaboriamo, così come avviene con In.Rete. L’auspicio è che riescano ad ottenere di più per questi territori che sono relegati da anni ai margini della Provincia”.

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