AGGIORNAMENTI
Cerca
07 Settembre 2021 - 19:30
Il sindaco di Caluso, Cena Maria Rosa
NUCLEARE. Secondo il Comune di Caluso “Le caratteristiche nell’area potenziale To-10 per la realizzazione del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività, unitamente alle strutture per il condizionamento dei rifiuti. Ad una prima analisi non sembrano garantire il confinamento e l’isolamento dei radionuclidi dalla biosfera, né assicurare nel tempo la protezione della popolazione, dell’ambiente e dei beni.
Le caratteristiche fisiche, chimiche, naturalistiche e antropiche del territorio, analizzate in base ai criteri di esclusione e di approfondimento, sembrano renderlo incompatibile con l’impianto.
In particolare le ampie variazioni delle falde, la presenza di produzioni agricole di qualità, la presenza di corridoi ecologici tra aree protette, la protezione dei pronubi, l’impatto paesaggistico negativo che le strutture avrebbero sullo sfondo dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea e delle Alpi, il consumo di suolo agricolo, la vicinanza degli abitati e delle aziende agricole sono tutti elementi che contrastano con la sicurezza dell’impianto.
Saranno certamente necessarie indagini di dettaglio, in particolare sugli elementi critici evidenziati. Un’accurata valutazione dei rischi dovrà prendere in considerazione tutti gli scenari incidentali ipotizzabili, rispettando gli obiettivi di radioprotezione della popolazione e dell’ambiente”.
“In via preliminare si riscontra un vizio di legittimità dell’intera procedura per la stesura della Cnapi, la quale rientrando nella definizione di “piani e programmi” in materia di Valutazione Ambientale Strategica, doveva essere sottoposta a VAS (Valutazione Ambientale Strategica).
L’area TO10, inoltre, risulta essere molto vicina ad un “Sito di Natura 2000”(“Isolotto del Mulino Vecchio”), sono inoltre presenti 10 habitat protetti, ciò comporta l’assoggettamento dell’area in questione alla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale). Infine si riscontra una carenza di istruttoria in relazione al Criterio di Approfondimento sulle Valenze naturali e e sulle Valenze agrarie”.
Anche i Comuni di Mazzè e Rondissone hanno presentato una serie di osservazioni.
“La carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito si inserisce all’interno del “Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi” (di seguito anche solo il Programma) sottoposto a valutazione ambientale strategica (VAS). La VAS del Programma non ha individuato i criteri di scelta che saranno utilizzati per l’individuazione del deposito nazionale. Sogin avrebbe dovuto sottoporre a VAS sia i criteri utilizzati per la realizzazione della Cnapi, sia la Cnapi, sia il progetto; ciò non è avvenuto.
La Commissione Tecnica VIA-VAS chiamata a pronunciarsi sul Programma ha espressamente precisato che l’istruttoria avrebbe dovuto tenere in considerazione la vulnerabilità degli acquiferi, le aree di ricarica, le zone di protezione e le limitazioni ai sensi del Piano di tutela delle acque. Se tale indicazione fosse stata inserita nel Programma il sito To-10 non avrebbe potuto essere indicato, visto che si trova all’interno di un’area di ricarica”.
Inoltre “il rapporto ambientale del Programma prevede espressamente il confinamento dei rifiuti radioattivi mediante barriere naturali offerte dalle caratteristiche idrogeologiche e chimiche del terreno, atte a contrastare il potenziale trasferimento di radionuclidi nella biosfera, oltre all’isolamento del deposito da risorse naturali del sottosuolo. Il sito To-10 non è impermeabile essendo composto da ghiaie e ciottoli glacio-fluviali caratterizzate da elevatissima permeabilità.
Il rapporto ambientale affronta il tema della sicurezza radiologica ed afferma che il deposito dovrà essere realizzato su aree aventi caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrauliche, idrogeologiche e geo-chimiche che possano garantire sicurezza e confinamento dei rifiuti.
L’omissione della VAS non è la sola a rendere illegittima tutta l’attività sin qui svolta, essendo stato omesso lo svolgimento della VINCA, essendo le aree oggetto dell’insediamento parzialmente inserito all’interno di habitat normativamente tutelati.
Contrariamente a quanto ritenuto da Sogin, l’area è caratterizzata da un’elevata sismicità, ricadendo in una zona di sollevamento tettonico attivo ed è interessata da fenomeni di fagliazione e da rischio e/o pericolosità geomorfologica, essendo inserita nella classe III di pericolosità stante la presenza di canali demaniali. L’area risulta vulnerabile dal punto di vista alluvionale ed è caratterizzata da una falda affiorante o che, comunque, può interferire con le strutture di fondazione del deposito, stante la presenza di canali demaniali ed irrigui che potrebbero essere interessati da eventuali esondazioni.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.